Why economists and sociologists are not so libertarians, and vice versa

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fenzo.arcangeli%2Fposts%2F10210558887463209&width=500

ABSTRACT, and PREFACE

Although a social scientist and a libertarian will often meaningfully talk to each other, sometimes agree on issues, or even struggle together for some freedom-and-justice  targets mix, their inner logic will systematically diverge. I argue here.

What follows, in Italian, is also an epistemic meditation on a generous but failed attempt to create a new libertarian movement in Italy: “Fare per fermare il declino” (Let’s do something to stop the decline).

On the one hand, even an ethically strongly motivated social scientist puts, as a MetaNorm, Science methods,  networks (visible and invisible colleges), norms and trust – on a higher rank than his own ideological preferences.

On the other hand, even the most learned and specialized libertarian as I am too in some respect (perhaps), “en tant que libertaire” (s)he would stick to axioms, beliefs she’s not ready to put into that Washing Machine. i.e.,  the scientific experimental (lab, economtric, sociometric and\or thought experiment), trial and eventually “phalsification” Popperian preconcepts-washing processes.

Then, there is the worst of contemporary “culture”:

Derrida- Foucault- US “French Theory”

(the PostModern sub-culture excluding; forgetting the only one today’s great French Philosopher, Emmanuel Levinas: even if he was a Derrida’s magister! And the #PostMoMobs read a paper on him in On Grammatology); they will object that we’re #PaleoPositivists: see Helen Pluckrose @HPluckrose and discussion on her post here:  https://areomagazine.com/2017/03/27/how-french-intellectuals-ruined-the-west-postmodernism-and-its-impact-explained/

Ref.s

1 François Cusset 2003, French Theory: How Foucault, Derrida, Deleuze, & Co. Transformed the Intellectual Life of the United State. La Découverte;

2 bruno latour 2004, http://www.bruno-latour.fr/sites/default/files/89-CRITICAL-INQUIRY-GB.pdf  – Why Has Critique Rub Out of Steam? …, Critical Inquiry 30 (Winter 2004)

3 Helen Pluckrose @HPluckrose. March 27, 2017 post:
How French “Intellectuals” Ruined the West: Postmodernism and Its Impact, Explained

I wrote on fb today:
Enzo Arcangeli presso Instituto de Economia da Unicamp.
1 h · San Paolo, Brasile ·

Delle sostanziali differenze tra economisti- sociologi, e liberali.

I primi, se sono serii e on fiatin Popperiani, sono laici verso qualsiasi forma-modalita’ delle istituzioni sociali possa funzionare meglio, nei diversi contesti e scopi.
As usual in Science, possono sbagliare clamorosamente, come il povero Aoki di Stanford con la sua J firm, formalizzata ok, ma gabellata per geneticamente superiore, in quanto piu’ lungimirante della M firm (proprio per il difetto della J di farsi credito da se’ e non dover fare affatto profitti di BP!), ahime’ proprio poco prima che Japan e Keiretsu arrivassero a fine corsa.

I liberali delle varie costellazioni della galassia, tendono ad ipostatizzare i mercati perfetti, e questo cum juicio ci sta [poi arrivano, se del caso, le evidenze empiriche di non contendibilita’ o cmq fallimenti].
La cosa che io trovo in loro piu’ intellett. disonesta e’ il parlare AS IF vi fosse un unico Capitalismo. Ossia, praticano il “capitalismo scientifico” proprio come i soc-dem tedeschi fecero parlare Marx morto di un ancor piu’ idiota “socialismo scientifico”. Ed il capitalismo induista del Gujarat sorto prima che in GB, come lo facciamo rientrare nel Calvinismo?

Gli economisti e sociologi partono dalle loro piu’ diverse ideologie personali (che entrano legittimamante nei Lakatosian research programmes, or Kuhnian paradigms), ma poi strada facendo si contaminano, sono stocasticamente attratti da analisi rigorose, metodologie validate ed evidenze empiriche robuste. Salvo le code di economisti troppo “di scuola”, o la VERGOGNOSA iattura dei residui marxisti in sociologia.
Ad es. il cult dei liberali, che si vede bene non lo conoscano ne’ biograficamente ne’ personalmente (io lo incontrai quando insegnammo assieme a Cargese), Coase arriva laburista negli States e proprio per questo si focalizza sul momento essenziale SOCIALISTA dell’organizzazione (opposta al mercato) che gli altri ignoravano.
Facendo cosi’ una delle 10 piu’ importanti scoperte delle scienze sociali del ‘900.

The Nature of the firm.

WAR TO JIHAD: REBOOT

LA GUERRA ALLA JIHAD: reboot

WAR TO JIHAD: REBOOT

 

 

A proposito di Charlie Hebdo e lo Stupro di Parigi il 13 Novembre 2015 (le viol de Paris, come il ben più democida Rape of Nanjing;  e Mumbai 2008 ad opera degli Jihadisti paki di LeT).

E’ il momento della riscossa di indistintamente TUTTE le Civilizzazioni (incluse quindi  ed in prima fila quelle islamiche), colpite in ciò che hanno di più caro: l’Umanesimo. Espresso in filosofia: in risposta alla Shoah che oggi ritorna,  odo i suoi passi; in controtendenza allo struttutaliamo e post-str. modaioli, proprio a Parigi da Emmanuel Lévinas.

Civlizzazioni attaccate dalla guerra dei #NAZIslamisti  portata al centro, al cuore della cara Parigi.

Paris: non solo una delle prime e  certamente tra le più affascinanti Global Cities “funzionali” della c.d.

NOTA 1 _ Sic. Noi preferiamo la nozione più rigorosa di Mondialisation, pur concordando solo in parte  con l’omonimo classico dell’amico François CHESNAIS, Mondialisation – essendo noi, non maiestatis ma la mia area scientifico -politico -culturale di @BHLblog, ex-Fare, Noise from America ed una certa parte dei miei 2 world Invisibile Colleges (Regional scientists, S&T scholars), dalla parte non di utopie vetero- o neo-totalitarie bensì del (Trontiano, neo-operaismo divenuto BoBo -ismo) ‘Borghese di Massa’ in carne ed ossa, un po’ mondializzato de facto ma non più di tanto al momento. In via di, attarverso le generazioni e le loro differenziazioni, dinamiche poco lineari, ed evoluzioni intra-G.: Cfr. la falsificazione, nella Sci Po hopefully empirica USA, dell’ipotesi di generazioni compatte, Soggetti politici collettivi determinanti i cicli politici – i dati, pur nelle controversie soliti, l’hanno falsificata ma quasi nessun retore, cìsocio-tuttologo,Harvard Business strategist ci ha fato caso, e continuano a fare i Toni Negri giovanilisti – generazionisti  –  Gen.  come Classe  con 45 anni di ritardo sul clamoroso errore analitico e disastro esistenziale provocato dal colto, mentesvelto, talora geniale ed altrove ripetitivo criminale padovano, che alla fine si suicidò intellettualmente con la mostruosa cazzata, stupidaggine da mattitabaleu e da decerebrato tipo Vendola ( dell’Impero senza Centro. Meglio così per tutti! Via Toni, sotto Giorgio Agamben a rappresentare la fine dei marxismi ma la resilienza ‘continentale’, Heideggeriana dei Drapeaux Rouges.

globalizzazione (Saskia Sassen 1991, Global Cities. Princeton University Press), ma anche una capitale mondiale nella rete comunicazionale, portuale, urbana ed inter-urbana delle più antiche e profonde, radicate (sia ecologicamente nella Terra – Felipe Fernadez Armesto , Civilisations –  che sociologicamente nelle nostre Anime –  Simone Weil 1943, EnracinementCivilizations del mondo.

PARIS in tal senso, con Alessandria- Il Cairo, Assisi-Madonna degli Angeli (da cui Los Angeles), Atene,  Berlino, Buenos Aires, Hong Kong, Jerusalem, Lisboa, Liverpool, London, Madrid, Mecca, Mexico City, Mumbai, New Orleans, New York, Palo Alto-Stanford, Roma, Salvador de Bahia, San Pietroburgo, Santiago de Compostela, Sao Paulo, Shangai, Singapore, Tokyo, Varanasi, Venezia e Vienna (se non ho dimenticato  altre grandissime città sacre alla\e civiltà antropiche, imitative della Natura o costruite contro, a prescindere da essa negli ambienti temperati che consentono, ammettono nel proprio SISTEMA DI VINCOLI tale  stadio di divinizzazione del, mi consentano Barbara De Mori e  unipd , “Neanderthal-Sapiens”).

 

DA faceboook, https://www.facebook.com/enzo.arcangeli/posts/10206509608633769

Credo Nicciano versus Niceano:

Io Credo in Dio Marte assai potente, creatore della spada e della guerra ...
xxx
enzo f arcangeli @nonnoenzo now Campinas, São Paulo 
‪#‎GuerraTotaleModerna‬(à la ‪#‎VanCreveld‬):ora s'AZZERI lo Jihadismo‪#‎sunnita‬ e cosparga sale,poi rialleanza globale vs il + pericoloso ‪#‎sciita‬

Obiettivo N°1, tra i molteplici collocati in una certa gerarchia:
> SALVARE LA GRANDE CIVILIZZAZIONE ISLAMICA,
un indispensabile patrimonio VIVO dell’umanità; una delle 3 galassie di civiltà oggi e domani più importanti (in primis, nella neo-potenza imperiale India), assieme con quelle Atlantiche (Br Ger Russia Sudafrica US) e le basicamente neoConfuciane (CHI, J, Singapore).

NOTA. I rif. alle religioni supra sono mere abbreviazioni, segnapunti. Le civilizzazioni:
– con un ruolo primario , decisivo dei beliefs e spiritualità: anticipano le onde di innovazioni e le rendono possibili (Yves Lambert 2007, La naissance des religions. Armand Colin – il più bel libro-essai mai scritto, e penso resti insuperabile per qualche millennio). Si rovesci quindi – sulla base dei fatti storici – il materialismo a-storico di Marx nello spiritualismo di Platone et al.
– sono poco più che meri adattamenti delle antropiche istituzioni (tutt’altro che variabili indipendenti, come vengono sfantasiate nella sociologia economica corrente di 4° ordine à la Acemoglu-Robinson i quali non sanno manco i fondamenti da asilo-nido della ‪#‎sociologia‬ da Marx a Wright Mills, mio caro amico Emanuele Felice), adattamenti dicevamo all’imperante determinismo ambientale e geografico, corretti – ove ed IFF le piogge il clima la terra e la natura dele foreste lo rendano possibile – dallo “Itch to Antropize” (Fernandez Armesto; lui non lo chiama proprio così), l’istinto degli Ominini a cercare (perlopiù invano) di modellare il proprio ecosistema.
Per questa nozione a “geo-determinismo moderato” di Civilisations, come sa chi segue i miei studi di scienze regionali (in part. un contributo a 6 mani ad AISRe Perugia), mi rifaccio all’omonimo saggio di Felipe Fernandez Armesto. Diversamente da lui, scindo – essenzialmente sulla base di S. Buarque de H. e la tesi di dottorato di Jose Luis Cabaco all’USP-, le 2 civilizzazioni Nord e Sud Atlantica. Gemelle, ma non monozigote.

Intu u culu:
a) della spiritata ‪#‎OriettaFallace‬,
b) del guru improbabile Houllebeck,
c) ed anche (la Verità se è proprio veravera fa malemale, malissimo cazzo; questa, sino ad ora ho cercato di evitarla ficcando la testa sotto la sabbia, cazzochemalechefa) dell’amato, imitato, mio paradigma nei decenni, amico di uno dei miei più cari amici come Chesnais: il late ‪#‎UncleBernard‬assassinato a Charlie. Che la sua Anima vero-socialista anti-Mitterrandiana risplenda per sempre nell’Alto degli Olimpi!
Cancelliamo le Jihad anche per il caro zio di Toulouse, e chiccazzo lo sa se avese ‘ragione’ o torto, abitato dal suo hitch antiborghese, ad avvicinarsi a Houllebeck.

La prima operazione sarà INTERNA (come in tutte le guerre totali). Campi di internamento per le terze forze, e.g.:
– Belpietro e compari, i nuovi fan di Benito TeaPartiti per la tangente
“Macché vongole: siamo teste di cazzi-e-cozze liberal-Fascisti Vorìa, Podarìa MaNoGheRivo: a so’ sempre on fasista falso diaolo can, com’ela?” – vedi Michele Boldrin;
– qualche imam in zona fuzzy, grigia (che poi se li espelli li mandi dritti sul fronte avverso: piuttosto tagli loro qualche mano e piede, pacatamente, per ridurne la potenza bellica e di fuoco).
Ico-nografia: “Ico” Lodovico Nalin

Enzo Arcangeli's photo.
Michele Boldrin likes this.
And Emanuele Felice as well, by the way  (NdR)
Comments
Enzo Arcangeli

Enzo ArcangeliI #BelPietrosi vanno INTERNATI in appositi luoghi chiusi e FUORI DA INTERNET, ex-Costituzioni vigenti

(PARENTESI MODIFICATA IN QUESTA SEDE: sennò le si modificano ed emendano da pacifismi datati e già sbagliati in origine: per una volta: W Hollande!!! La natura agonica, benefica,  contraddittoria- dialettica, fertile- innovativa, umanitaria in senso pieno ossia pro-Umanesimo delle guerre EN TANT QUE TELLES, almeno sotto gli aspetti  sunnominati che spesso contro-bilanciano l’aggravamento fenomenologico dell’ingiustizia, e dell’insopportabile Male, lacerante Dolore dell’Uomo sia in pace che in guerra – natura anche benefica che costituisce un assioma fondamentale, indiscutibile nelle scienze sociali. In ispecie dopo l’autocritica straordinaria della a me cara Simone Weil: non inferiore alle Confessioni agostiniane come MILESTONE nella Storia ed Evoluzione Culturale del Sapiens. Il suo rigetto  con dolore e vergogna (aver favorito HItler ed il suo degno compare Stalin: proprio Lei!?! Ma come?) del pacifismo, non certo della non violenza! Ovvia questa distinzione, ed a tal proposito ringraziamo il nostro Dio Interiore che in Italia esistano i Radicali, spesso gli unici esseri raziocinanti,  ed inseriti nel nobile filone liberal-socialista di Salvemini et al. che mi ispira – si manifesta anche nel fatto che persino un  improbabile politico come lui, sia ora IL PRESIDENTE a pienissimo titolo e riconoscimento continentale, mondiale. Odiato come dev’essere da amici del giaguaro Jihadista, nemici e  “culattoni pacifiNti”),

in quanto sono – mi pare palese – i PRINCIPALI ALLEATI ED UTILI IDIOTI delle Jihad in terra d’Europa.

Come s’internava in tutte le guerre mondiali, e da parte di TUTTI i paesi.

Saturday Nov. 21 update

A me invece fa piacere che molti musulmani italiani o residenti in Italia manifestino contro l’ISIS. Mi fa veramente piacere perchè non ci vedo piaggeria e ipocrisia ma un vero desiderio di riscatto. E chi continua a dire che ISIS è Islam non vuole vedere l’orrore di questa affermazione. Quello è l’aspetto più fanatico e tribale di una religione praticata da 1 miliardo e mezzo di persone. Che un miliardo e mezzo meno qualche migliaio di musulmani non siano Isis è la nostra garanzia di sporavvivenza! La situazione è veramente drammatica ma se la vogliamo prendere di petto possiamo solo perdere e allora, cari signori, saranno si guai seri!

You, Gadi Luzzatto Voghera and 4 others like this.
Comments
Giorgio Sabato Ferrari
Giorgio Sabato Ferrari Leggo che quella che doveva essere una manifestazione contro il terrorismo islamista si è trasformata in una protesta contro l’islamofobia e la richiesta di più Moschee… Dal palco l’imam di Trieste dice “noi al fianco dei nostri fratelli ebrei”… in breve alcune centinaia di manifestanti si sono riuniti in piazza san Babila, a Milano, per partecipare al presidio ‘Not in my name’ organizzato dal Caim (Coordinamento associazioni islamiche di Milano e Monza-Brianza) ”e da altre 87 associazioni islamiche” come ha spiegato Davide Piccardo, coordinatore del Caim. Il presidio è incominciato intorno alle 15. ”No al terrorismo sì alle moschee – ha detto Piccardo parlando con i giornalisti – con il riconoscimento delle moschee ci sarebbe maggiore sicurezza per tutti. Non c’e’ spazio per il terrorismo e questa escalation di violenza ci preoccupa molto”. ”La islamofobia – ha aggiunto – crea tensione e invece avremmo bisogni do convivenza e dialogo”.
“Siamo soddisfatti della partecipazione, che è il miglior modo per far capire che siamo contro ogni forma di violenza” ha spiegato Davide Piccardo, portavoce del Caim. ”E’ fondamentale – ha aggiunto – il riconoscimento dei luoghi di preghiera. Ce ne sono 700, di cui 695 informali. Come possiamo istruire i nostri giovani ai valori dell’Islam in questo modo?”. Non penso che l’Isis si preoccupi di tali minuzie… anzi…

Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Hai detto Lia una Verità santa, laica ma anche santa; che solo destre (e neodestre: convertiti per calcolo di cavalcare la Paura e tirar voti; non sanno come sono andate queste cose a Weimar e altrove?) , destre reazionarie e suicidarie possono dimenticare, arrivando a:
1) negare questa semplice aritmetica,
2) VANEGGIARE di clash of civilisations (http://www.wikiwand.com/en/Clash_of_Civilizations…,
3) spingere verso le soluzioni populiste-fasciste di guesta Grande Crisi di aggiustamento strutturale (essenzialmente: Chindia versus Euramerica)
dei capitalismi odierni.
The Clash of Civilizations is a theory that people’s cultural and religious identities will be the primary…
WIKIWAND.COM
Antonello Badessi Ma non possiamo limitarci al pure importante tema culturale. Il dato strutturale è che ISIS=Arabia Saudita. Dopo di che gli esagitati si trovano sempre. Ma la Francia è stata colpita, pochi giorni dopo la Russia, perché in realtà l’alleanza tra Hollande e Putin era già nata prima. Non è l’alleanza una risposta ai fatti di Parigi, e dell’airbus russo. Ma esattamente il contrario. Per questo oggi dobbiamo stare con la Francia, con la Russia, con l’Iran, con l’Iraq. Fino a che non si viene a capo del problema ISIS. Domani vedremo.

Enzitoriale dell’8 dic. 2014. Per un Assolutismo illuminato

In morte della democrazia.

Per un AI, Assolutismo Illuminato

Podemos, volemos farci infinocchiare dall’ultimo populista ignorante e furbastro che passa per la via? Eh no, eh!

unclesam

ABSTRACT. Per un Assolutismo illuminato

E’ fallita\finita l’educazione, motore stesso del Moderno: la macchina a vapore che ha sollevato le menti. Ergo la democrazia NON ESISTE PIU’.

Essendo i liberismi, e soprattutto, miserabilmente, nell’ignominia i socialismi falliti ambedue (ovvio: eran gemelli monozigoti) in modo clamoroso. DEFINITIVO!

E non emergendo ancora sostanziali novità nel mercato politico (in quello delle idee e della ricerca si, eccome!), fioriscono i populismi più sciatti ed a contenuto 0.

L’aveva detto SUBITO il più grande storico vivente, I. Wallerstein nel 2008: siamo in una nuova Grande Depressione  e si confronteranno di nuovo 2 famiglie di progetti politici di Lungo Periodo per il consenso (come i Keynesismi Mussoliniani versus Roosveltiani tra le 2 guerre):

> i post-socialisti

> ed i neo – populisti.

MORE: l’Enzitoriale prosegue in http://wp.me/pgGcc-x1

CEO bravi come Marchionne prendono poco, i cialtroni troppo

BASTA CON PASOLINI E COL PAUPERISMO

Create, dirigete, intermediate, lavorate, speculate bene, ed A R R I C C H I T E V I !

Questo post (le cui tesi Mauro sono certo NON avrebbe condiviso, eh eh)  è un commosso ricordo di memorabili discussioni con Mauro Rostagno operaista ed io giovane cattolico dopo i film di Pasolini – nel 1967 al cineforum a Trento. 47 anni fa.

Mauro, eroe civile!

C’è modo e modo di commentare questo grafico, a piacere, in medias res della “Guerra di Pikettroia” (scatenata da uno smodato aggravamento ed entusiasmo dei Dem yankee per il libro, che in G e della  Piketteyde che seguirà a guerra finita.

Huffa titola +937% paghe dei CEO in 35 anni: e che c’è di male? Buon per loro! Ma se lo son davvero guadagnato?

I dati EPI- Economic Policy Institute per le 350 maggiori imprese quotate, riportano una crescita reale delle CEO Pay del 21,6% annuo negli ultimi 35 anni (1978-2013). Il grafico mostra il rapporto CEO-to-worker  che partendo da 20 (nel 1964) è ancora pari a 30 nel 1987, ma poi schizza e diviene volatile, oscillando ampiamente tra 200 e 400.

1. Siamo in una contraddizione LETALE per Piketty perché, come già dimostravano molte sue serie storiche (quando lavorava invece di c\pazzeggiare) prima dell’ambizioso libro, l’ascesa degli alti e medi DIRIGENTI “democratizza” la Paperonilandia mondiale dei PROPRIETARI, ed il suo catastrofismo (più marxista che Marxiano) va a farsi fottere.

2. Il grafico mostra inequivocabilmente un cambio di marcia e di Era, coincidente con la globalizzazione di Clinton -Summers -Laura Tyson (che saluto), le associate bolla di Greenspan e Cina fabbrica-del-mondo, a metà anni ’90.

Va notato quindi che IN QUESTO CASO non c’entrano per niente I SOLITI  NOTI 3: il caro  Miltie Friedman ed il neo-libbberismo “di Chicago”, l’attore e biblista Ronald Reagan, e la stupenda rivoluzionaria individualista Margaret Thatcher. E’ la Terza Via soc-dem ad aver aggiunto uno 0 in busta paga, allargato il cerchio dei Billios ai grandi manager privati e pubblici, i pupilli Grand Ecoles ed Ivy League (temi sviscerati la settimana scorsa a Trento, la città dove tutti conoscemmo Mauro).

3, Manca ancora un’analisi approfondita che io sappia, ed i moralisti sintetici sono pregati di occuparsi d’altro (è il loro pauperismo il “peccato mortale”). Apparentemente, sia il potere politico che quello economico si sono infilati in un Gelmini-tunnel di leaderismo molto forte, o forse solo molto narrato.

Anche perché, più che in periodi “normali” di traiettorie stabilite, il dispiegamento dell’onda lunga microelettronica ha visto le organizzazioni attraversare mari procellosi e cangianti: o morivano o vincevano le lotterie WIN-WIN. Quindi il problema della paga dei CEO va inquadrata in quello: come fanno (non solo i produttori, ma anche) gli UTENTI di innovazione ad appropriarsi di extra-profitti?  Occuparsi di questo è uno dei còmpiti primari dei CEO, accanto ad altri obiettivi di crescita e gestione.

Schematizzando molto, alcuni leader sono capaci di suscitare e tessere efficaci organizzazioni computer-network-like “decentrate-ma-integrate”: se ci riescono, andrebbero pagati di più, francamente. Marchionne ovviamente è uno di questi: il suo appiattimento e compattamento Cross-Divisions del vertice di un’organizzazione Chandleriana non ha precedenti (a lezione parlavamo di una evoluzione della “M-form” da Mu-form multidivisionale a Ma-form à la Marchionne, in cui i top dirigenti formano una comunità attiva nel tempo continuo ed in uno spazio virtuale di prossimità).

Dopo una zona grigia di transizione, una grossa e grassa coda di CEO invece sono gente mediocre, o addirittura dei falliti (ma ancora bravi a vendersi), e/o cialtroni tardo-Fordisti; come buonuscita meritano un caloroso abbraccio o un calcio in culo, ma mediamente $0 (bilanciando dare e avere).

Pagarli come ai tempi di Valletta  o negli anni ’70 della rivolta dell’operaio-massa (che seguì le “lezioni”-interventi di Mauro al cineforum di Trento), sarebbe già troppo.

 


 

Fonti per approfondimenti:

https://twitter.com/HuffPostBiz/status/477104833426886657.

CEO pay has increased by 937 percent since 1978

La indagine EPI qui: epi.org/publication/ceo-pay-continues-to-rise/,  s1.epi.org/files/2014/ceo-pay-continues-to-rise.pdf

2 PIKETTY, Thomas 2014, Capital in the 21st Century. Cambridge, Mass. and London: The Belknap Press of Harvard University Press.

Su questo importante libro  TORNEREMO QUANDO AVRO’ FINITO DI LEGGERLO SOTTO L ‘OMBRELLONE.

Tra le molte dozzine di commenti, discussioni e reviews apparse, alcuni ECCELLENTI COMMENTI da leggere sono:

– Debraj Ray, Nit Piketty,  May25. Ripreso anche da Noise from Amerika.

–  sui dati traballanti e le conclusioni  che non ne sono supportate: gli articoli nell’ultimo mese di Chris Giles et al. sul ft,  blogs.ft.com/money-supply, @moneysupply

– la filosofia politica implicita nella “difesa della democrazia” in  Piketty, è sviscerata e criticata in  (sinora) 5 post di BHL, ultimo: bleedingheartlibertarians.com/2014/06/pikettys-problematic-political-philosophy-v-the-democratic-control-argument/ che, in particolare, critica la mancata distinzione dei vari tipi di diaspora delle retribuzioni e ricchezza accumulata d a parte dell’economista francese. Il che non consentirebbe di inferire: più disuguaglianza = meno democrazia.

3 l’appropriazione ed allocazione dei soprapprofitti o quasi rendite SCHUMPETERIANE, è “spiegata” (nel modo migliore  che finora conosciamo) dal già CLASSICO MODELLO DI DAVID TEECE (Berkeley) del 1986, presentato alla “Venice Innovation Conference” da me organizzata nel marzo 1987 con Paul David, Giovanni Dosi e Maurizio Rispoli. A 20 anni da questo milestone paper, la rivista leader degli studi tecnologici, Research Policy, nel 2006 ha dedicato un imperdibile numero monografico allo stato dell’arte sulla questione di come venga appropriata la bonanza Schumpeteriana.

4 Su Marchionne:  G. Barba Navaretti e G. Ottaviano 2014, Made in Torino? Bologna: Il Mulino.  Il libro  è stato discusso con Marchionne stesso al recente Festival dell’economia di Trento, sul cui sito si trova il video dell’incontro del 1° giugno.

Mauro ritratto da Othmar Winkler (dal sito del Centro di Documentazione Mauro Rostagno di Trento)

mauroBYothmar-winkler

Why the EU admitted a country that may need a bailout—and is preparing to do it again

We do NOT learn lessons.
Italy was just on the borderline (it was and it is a political choice issue), Greece should have never entered the €Z. Now fucking failed and fascist Croatia, only because it’s a German satellite?

Published in: on January 24, 2014 at 4:34 pm  Leave a Comment  

non produrremo più niente: non in Francia

giuseppe armenia POST-PELLIZZA_s

Non abbiamo nessuna rivendicazione. Nulla. Non ci aspettiamo niente da voi. Fate quello che volete.
Ma state attenti: non produrremo più niente, quanto meno non in Francia. Non creeremo più imprese, non scriveremo più musica e non pubblicheremo più libri.
Non avrete più nulla da tassare, non un centesimo. Dovrete trovare un altra soluzione. Senza di noi.
Noi smetteremo di sfruttarvi, di vendervi dei prodotti, che apparentemente non desiderate.
Se volete un lavoro per poter riempire la vostra dispensa, chiedete allo Stato.
Se volete un tetto sotto il quale dormire, chiedete allo Stato.
Se volete dei vestiti per proteggervi dal freddo, chiedete allo Stato.
Dopo tutto non è questo che volete?
Noi smetteremo di guadagnare soldi. Noi vi lasciamo i vostri euro.
Prendeteveli tutti, fino all’ultimo e assicuratevi di non averne dimenticati.
Quando avrete fame, i nostri ristoranti saranno chiusi, potrete mangiarvi i vostri euro.
Quando i tetti crolleranno, potrete ripararvi sotto i vostri euro.
Quando i vostri figli si ammaleranno, date loro qualche euro.
Finalmente potrete vivere in un mondo che avete tanto sognato.
Un mondo senza di noi, senza sfruttatori, senza marketing, senza mercato, senza capitalismo, senza libertà.
Potrete infine sperimentare voi stessi le conseguenze logiche della vostra morale.
Potrete infine decrescere e sacrificarvi, voi e i vostri figli, per un ideale più nobile che la rincorsa del vostro benessere materiale.
Ma tutto ciò sarà senza di noi. Non ci saremo più a pagare le vostre fatture.
Ci accontenteremo di rimanere lì ad osservare il crollo del vostro mondo. Non faremo nulla.
E non preoccupatevi per noi.
Noi non abbiamo bisogno di voi.

*Scritta dagli industriali francesi ad Hollande

Disegno: di Giuseppe Armenia. Il 4° Stato (di Pellizza da Volpedo) se ne va, non ha bisogno di voi.

Tanto peggio o meglio, tanto meglio?

Tanto meglio, tanto meglio?

 

La discussione tra Alesina-Giavazzi e De Nicola è davvero interessante. Istintivamente, il ragionamento storico-politico-istituzionale mi porta dalla parte di Alessandro (per quanto ne colgo i presupposti), ma la veste di economista mi spinge verso gli esimi colleghi. il medico non può lasciar morire il malato, deontologicamente, mentre prepara una nuova medicina.

Cosa potrebbero assumere implicitamente le 2 tesi, come scenari sulle condizioni di contorno ed ambientali?

 

ALESINA e GIAVAZZI ieri sul Pompiere della Sega dicono (nella sintesi di De Nicola)

Alesina e Giavazzi scrivono che questa storia del 3% è ormai diventata un po’ una sorta di Tabù e che nel frattempo il Belpaese rischia di soffocare in una spirale di disoccupazione, crollo di consumi, investimenti e produzione. Perciò il ministro Saccomanni dovrebbe andare a Bruxelles e farsi approvare il seguente piano: taglio immediato di 50 miliardi di tasse, decurtando soprattutto quelle sul lavoro, corrispondenti a circa il 3% del PIL. In cambio, dovrebbe sottoscrivere un accordo a tagliare la spesa pubblica di un punto percentuale l’anno per tre anni in modo da rientrare nei limiti europei in un arco di tempo più lungo. Inoltre, la banche italiane oberate da incagli e sofferenze, dovrebbero fare ricorso al Fondo Europeo salva-banche per poter ricominciare ad erogare il credito.

Alessandro De Nicola (Fare) obietta sul blog dell’amico Giordano ed altri, lastradadafare.com:

1 Scenario base (mio suggerimento, ed anche di seguito mie personali e libere interpretazioni) 

La #GreatOecdDepression, passata la fase acuta 2008-10 continua a caratterizzare il momento sempre differenziato ma a fondo deflattivo dell’economia globale. 

L’Italia è l’unica grande potenza che, sotto l’irresponsabile Voltremont ed il suo PriapistOttimista premier, non ha accompagato le politiche monetarie ECB e dell’Informal College delle BB CC, con le necessarie politiche fiscali e di riforma: 

  1. TEMPESTIVO (occorreva già dal 2008, son passati 5 anni senza NULLA, nessun tipo di stimolo) contenimento specie (ma non solo) dal lato domanda del crollo dell’attività (drammatico in Italia con la de-industrializzazione che ha defalcato il prodotto manifatturiero di 1/3);
  2. e riapertura sul suppy side dei processi schumpeteriani di crescita, praticamente cessati dopo l’esaurimento dei Distretti a bassa-media tecnologia.

 

Da cui:

 

1A – Opzione Alesina-Giavazzi.

 

Persistendo per un periodo indeterminato un’ alta e non-parametrica incertezza, ed una transizione assai poco chiara (novità è m5s?) nella sfera politica, non si può intanto lasciare cadere il paese in un arretramento irreversibile dei suoi eq. S-D nei mercati. Mentre si intraprendono TUTTE le azioni civiche ed  istituzionali per una SVOLTA DI SISTEMA e per il LP, occorrono – a supporto tattico – delle azioni-ponte dal lato sia domanda che offerta (immediate liberalizzazioni, azioni sui det. del progresso tecnico-organizzativo e sua diffusiomne, ergo la produttività globale dei fattori). Di qui l’idea di un piano triennale (di rientro  di bilancio dallo choc iniziale di taglio tasse 3% PIL) a prescindere dalle direzioni di lungo .

Direzioni oggi in mano ad un governo senz’identità, e dopo eventuali (ma pure incertissime) modifiche istituzionali, aperte in utima istanza su un bivio tra 2 attrattori: o governo lib-dem di austerità-riforme-risanamento; o populista per un crack di sistema ed Exitalia, che porterebbe la de-industrializzazione a colpire dall’attuale ⅓  a ⅔, vanificando il piano triennale).

 

Obiezione: Il respiro tattico di una diluizione del vincolo di bilancio del -3% per 3 anni, avrebbe un assai maggiore COSTO STRATEGICO, indebolendo l’opposizione politica ed il coagulo delle forze civili e popolari che vogliono uscire dall’attuale Sistema Politico populista-statalista.

 

1B  – Opzione De Nicola

 

L’occasione per fare cassa e leva dall’unione economica e monetaria c’è già stata per un decennio: era lo spread trascurabile. Nessun’altra chance può essere ragionevolmente concessa ai ceti sociali e loro gruppi di potere che hanno gettato alle ortiche quest’UNICA finestra di opportunità.

Fare una ulteriore concessione a questo Regime Politico e di caste, sistematicamente non motivato a rispondere ai problemi del paese, aggrava le prospettive di lungo e, dando respiro non solo al paese ma anche al sistema che lo opprime, non dà sufficienti garanzie di esiti raccomandabili.

Non può essere accettato nemmeno proforma (come si fa sopra in 1A) uno scenario di indeterminatezza della transizione politica: priorità è agire sul senso e modi del suo superamento.

 

Obiezione: Questa posizione presta un po’ il fianco  (e non solo discorsivamente ma forse anche nella conseguente politica economica e suo impatto: dipende da come la si attua) alla Teoria KKK (Kalecki Klein Krugman): “i cattivoni, cinici e sadici Paperoni neoliberisti, vogliono aggravare la crisi per promuovere meglio il loro pacchetto atemporale e salvifico di riforme”. Dal vecchio motto  TPTM – Tanto Peggio Tanto Meglio.

 

 

CONCLUSIONI POLITICHE

 

Qual’è la possibile nuova via aperta dalla ricostruzione in atto di “Fare per fermare il ceclino” quale nucleo di un nuovo polo né di dx né di sin ma ANTI-POPULISTA, per una novità politica non solo nella forma (m5rs, pirati liquidi),ma anche nei contenuti (il neoBlairismo di Renzi)?

Sia un purismo dell’1%  max 3%, che alleanze con centri sputtanati e senza alcun appeal, son vicoli ciechi.

Occorre pensare ad un processo agglomerativo (di gruppi civici, associazioni, popolo ed attivisti) a valanga, che tra qualche mese dovrà trovare a caglio o coagulo se non un Leader, un forte candidato premier (non sarà nè Giannino nè Boldrin, mentre potrebbe essere un Cattaneo sindaco di Pavia o un tipo\a simile).

Il polo lib-lib – nella geografia vecchiopolitica “di c-dx”, ma credo non più così in quella nuova – che si contrapponga positivamente (su un fondo comune pro concorrenza- crescita- innovazione, neo-europeista, lib, non-populista e riformista) al polo lib-dem “di c-sx” di Matteo Renzi che emergerà presto dalle ceneri del PD.

 

Per questo sono d’accordo MA ANCHE NO con “l’andiamo a dx” di Giordano Masini e http://lastradadafare.com. Sì come elettorato (localizzazione attuale della nostra potenziale domanda politica futura): la DX è inevitabile, perché dall’altra parte ci sarà Renzi coi suoi nemici a sx, ma anche attrezzato col coltello tra i  denti per ampie incursioni a dx. E dilagarvi indisturbato se non si costruisce una diga efficace entro quest’anno.

Ma non nei contenuti: i programmi dei 2 poli diciamo in ip. Cattaneo-exFare e Renzi-exPd saranno assai omologhi ed alternativi a Grillo (pur ignorando, non polemzzando nemmeno con la sua nullità propositiva). Si differenzieranno, in elezioni 2014 o comunque sia, su SCELTE ASSAI CONCRETE E TECNICHE sulle priorità di investimenti pubb-priv in R&D, nuova fiscalità ed altre riforme, risorse da creare, spese da eliminare, proprietà pubbliche da vendere e nuova Politica Industriale (basta ideologie negazioniste dei fallimenti di mercato!). Ma saranno varianti tattiche e di classi sociali di riferimento, della stessa fondazione di una nuova BioPolitica orientata (per la prima volta dopo i 30 Glorieuses, avendo noi vissuto solo di sponda il boom neo-lib degli anni ’90) la ripresa dello sviluppo civile – economico, ed il ritorno dell’Italia tra i Grandi.

 

Riferimenti

 

Alesina e Giavazzi

De Nicola

Krugman

Masini et al.

 

LE SILERCHIE. A VOLTE RITORNANO

Sulla ripresa di una bella collana Mondadori ne Il Saggiatore.  Quando gli editori telefonavano a Faulkner… E che i bei tempi ritornino!

 

Published in: on June 27, 2012 at 2:51 pm  Leave a Comment  
Tags: , , , ,

ITALY UNDER another so called “SPECULATION” ATTACK

WHAT IF iRAGLIA HAD TO DEFAULT?

TOO BIG TO BE BAILED OUT … OR: A GREEK SALAD?

ENGLISH ABSTRACT As Spain eventually recovers, the chances of an Italian crisis become bigger and bigger. In case of an Italian default, here are some speculative ways out:

a) annexion of Northern Italy to Germany is the 1st best, provided the chances of pursuing EU as a “fantastic object” (G Soros, after David Tuckett) are negligible; problem is persauding the German people.

b) 2nd best is an international protectorate or – de facto –  an IMF temporary dictatorship, as in any other undeveloped country.

c) I can’t  figure out realistic intermediate solutions, since the Monti gov. experiment has definitely shown that the Italian corporate society, and even more its out of law Southern regions, do not want to cure the cancer. Nonetheless, Fabrizio Goria reports today (June 13) that a LAST CALL internatonal network for a controlled default of  Italy might take place, namely from next January the 1st.

d) We are left with Tango bonds, Italy’s default and sorting out of the €: a dead end. And no solution at all, since until 1′ before the exit, Italy might still engender a domino, worsening furtherly the ongoing #GOD (#GreatOECDepression).

More: if you can read Italian, just give a look to the international plans on the “almost impossible” bailout of Italy’s €2 trillions sovereign debt, through a forced rescheduling in 2013, as anticipated by the quoted Goria’s paper:

http://www.linkiesta.it/ristrutturazione-debito-italia-tesoro

Picture: an outstanding view of the European side of Italy; Val di FUNES, SANTA MADDALENA and the AMAZING Puez Odle in the background (got via Luigi Zoppoli).

Mercoledi 13 giugno

1 ora fa il bravo Fabrizio Goria esce sul sito de Linkiesta.it con le anticipazioni – chiave sul vertice di ieri sera di FullMonti con ABC.
Ne escono 2 scenari, a seconda se il costo sovrano salga quest’estate oltre il 6% o >10%.
Nel secondo caso, si va ad una soluzione greca di FALLIMENTO CONTROLLATO PER ALLUNGAMENTO E CONSOLIDAMENTI FORZOSO DEL DEBITO SOVRANO: giuridicamente assai più facile  in Italia grazie al furbastro e  “lungimirante” dpr 2003/398 che all’art. 3 consente qualsiasi ristrutturazione per DM.
Quanto al fronte di tutte le istituzioni europee e globali, verrebbero in soccorso all’iRaglia  con una capacità potenziale > €1 tri (0,7 tri i firewalls europei, 0,3 IMF e la BCE a varcare il taboo di comprare bot). Di più:  http://www.linkiesta.it/ristrutturazione-debito-italia-tesoro

Martedi 12 giugno

Man mano che la Spagna leva – se le leva – le castagne dal fuoco, passa oltre il 50% (ad es. da un 40 verso un 60%) la Prob attesa di un default dell’iRaglia. Questo tuttavia ha ben poche possibilità di essere bailed out in modo ordinato e caritatevole, senza una soluzione fallimentare alla tango-bond. Nessuno infatti ha i fondi per salvare l’iRaglia e le sue 2 banche duopoliste decotte, che insieme fanno più del PIL nazionale  (UniDebit poi, ridotta ad un autentico buco nero da Profumo, con la sua sciocca avventura nell’Est Europeo). Solo IMF, pur non avendo i fondi, potrebbe bluffare ed essere credibile.
Le soluzioni di governance possibili in caso di default: 1. l’annessione alla Germania (almeno del Nord Italia) è senz’altro quella OTTIMALE TRA QUELLE POSSIBILI, ossia con Prob significativamente positiva (vedi punto 3 sotto); però non passerebbe MAI ad un referendum in Germania (in iRaglia non lo faranno proprio: siete Sudditi, no?).
  • 2. Golpe ed instaurazione  – come in qualsiasi altro paese post-coloniale, quello iRagliano sarebbe un caso di caduta da finto, artificiale Centro a naturale Periferia – di una dittatura IMF in iRaglia, con sospensione di Costituzione e tutti i suoi organi di qui a 2-3 anni, sino al riordino interno e la ripresa mondiale. Una soluzione sub-ottimale rispetto ad 1, ma sempre efficace e del tutto praticabile. Ordine pubblico? Appaltarlo al KGB che sta facendo faville a Mosca (APPLAUSI! BRAVI! Ed anche così CARINI: senza torcere 1 capello).
3 – … – n-1. Tutte le soluzioni intermedie, 3rd, 4th, …,  (n-1) best:  sono BLOCCATE dalla natura balkanizzata a caste, corporativa e\o mafiosa di tutta la società civile e delle strutture sociali iRagliane, dall’Alpe all’Africa. Il governo FullMonti, pur ed anzi proprio con tutti i suoi difetti e limiti, è stato l’ultimo e DEFINITIVO esperimento in quest’àmbito. Siete IRRIFORMABILI. Vie normali chiuse, in una società ultra-bloccata, malata e degenere nell’anima come nei suoi corpi, individuali ed intermedi.
D’altro canto, esiste sì una Prob €psilon prossima a 0 che la catastrofe continentale ridia vigore ad una €uropa proprio in zona Cesarini (il senso del discorso di George Soros cui ho assistito al Teatro Sociale di Trento il 2 giugno: avete 3 mesi di tempo), addirittura – idealmente – come Stato IperFecoming_soon_financial_turmoil_in_europe_and_the_united_states_essaysderale, Flessibile e (ossimoro, fascino, contraddizione) Liberale. Lo psicanalitico “oggetto meraviglioso” di Soros. Ma non vedo gambe nemmeno per le Utopie contraddittorie, di questi tempi. Ossia questa 1st best ipotetica si moltiplica per una Prob nulla, e fuoriesce dal choice set, nel mio range di scenari.
E’ un caso-limite fuori range: sempre un benchmark, tuttavia. Dal quale valutare l’ottimalità di una DIVISIONE DELL’UNITA’ NAZIONALE FORZOSA, in caso di DEFAULT – FALLIMENTO dell’I-RAGLIA.
Esattamente come, alla scala continentale, Soros opina (ed argomenta nel libro, in tutti i suoi articoli recenti ed a Trento) che, se cedesse l’€, verrebbe giù tutta la costruzione europea sino ai mercati unificati e Schengen (essendo, dice, una “bolla politica” che non stava in piedi se non camminando). Non so se una disgregazione simile valga come previsione per lo Stato-Nazione iRaglia, ma la propongo come obiettivo e forzatura.
Da notare che la Lagarde, direttrice IMF, si è allineata alla sostanza dell’analisi e PREVISIONE di Soros (che già a Trento aveva raccolto consenso tra i premi Nobel presenti). 3 mesi di vita dell’€ senza una svolta radicale.
  • N come AFRICA, appunto. N COME NON-SOLUZIONE. Sentiero naturale\neutrale, il  PUNTO DI ATTRAZIONE SENZA CHOC ESOGENI è la devastante via afro-argentina che cancella almeno per decenni l’Italia dal novero dei paesi avanzati; e rischia (senza firewalls formidabili) di ingrippare persino l’economia mondiale già in Grande Depressione, rigettandola in deflazione e recessione aperta come nel 2008-9. L’iRaglia esce dai mercati finanziari e non ci rientra più, per la gioia dei populisti; fuori dall’€, la £ si avviterebbe tendendo decisamente a 0, uccidendo per anni ed anni tutto ciò che si muove in una economia geograficamente importatrice di energia e risorse primarie. Sulla rinascita, ne riparleremo dopo molti anni e cadaveri, se e solo se l’Europa soravvvivesse.
In tale ultimo caso, i vari Mussolini in panchina, come Grullo e Travaglio, anziché essere ridicolizzati come sub-1, annientati o assassinati sub-2, o rompere sempre i coglioni sub-3,  scatenerebbero una GUERRA CIVILE tra loro, al fine di assumere il titolo di Bokassa d’iRaglia a vita; o a dinastia. Sono gli eredi legittimi del A) Duce etiopico e B) Cavaliere libico, ma di serie C.

Buy Spain! And don’t sell Italy.

Let’s continue on yesterday’s line of reasoning against fear on Grexit yes or no.

In Alphaville’s Long Room interaction space, this is the most popular post now:

Go long Europe risk

Posted by NothingButValue on May 15 22:14.

European stocks are trading at extremely attractive historical valuations.  Assuming you’re an investor with a longer time horizon (say 5-10 years) and you can ignore continued volatility, Europe is now a strong buy.  Let’s take three large markets:

  1. Italy: the market capitalization of equities/GDP (one of Buffett’s favorite metrics for the US equity market) is roughly 22%.  Recent (last 10-15 years) normalized average is around 40%.  That’s 85% upside.  This measure in Italy has bottom roughly at 15% historically.  So you’ve got 31% downside.  That’s 2.8 upside/downside, a great risk/reward.
  2. France: mktcap/GDP of 45% vs. average of 77%, for 42% upside.  Historical downside is 17%.
  3. Spain: mktcap/GDP of 33% vs. average of 83%, for 155% upside.  Historical downside is 14%.  Spain is clearly priced for a depression.  When the unemployment rate in a country gets close to 25% (i.e. Great Depression levels), pretty much everything bad is already known.

Sure, everything can get worse for a while.  Europe may even break up.  That won’t reduce the long term fundamental earning power of the companies making up these indexes, be that in euros, marks, or liras.  They will adjust, and rebound.  At these valuations, a huge amount of bad news is already priced in.

So, while upside/downside are around 2.5 in Italy and France, it’s worth 11 in Spain. BUY SPAIN is a safe suggestion. Besides keeping in mind the Sovereign Crisis rule no-1: for some time in the past and the near future, in general shares are safer and increasing value more than bonds. But Spain shares do it better!

Published in: on May 17, 2012 at 9:49 am  Leave a Comment  
Tags: , , , , ,