WAR TO JIHAD: REBOOT

LA GUERRA ALLA JIHAD: reboot

WAR TO JIHAD: REBOOT

 

 

A proposito di Charlie Hebdo e lo Stupro di Parigi il 13 Novembre 2015 (le viol de Paris, come il ben più democida Rape of Nanjing;  e Mumbai 2008 ad opera degli Jihadisti paki di LeT).

E’ il momento della riscossa di indistintamente TUTTE le Civilizzazioni (incluse quindi  ed in prima fila quelle islamiche), colpite in ciò che hanno di più caro: l’Umanesimo. Espresso in filosofia: in risposta alla Shoah che oggi ritorna,  odo i suoi passi; in controtendenza allo struttutaliamo e post-str. modaioli, proprio a Parigi da Emmanuel Lévinas.

Civlizzazioni attaccate dalla guerra dei #NAZIslamisti  portata al centro, al cuore della cara Parigi.

Paris: non solo una delle prime e  certamente tra le più affascinanti Global Cities “funzionali” della c.d.

NOTA 1 _ Sic. Noi preferiamo la nozione più rigorosa di Mondialisation, pur concordando solo in parte  con l’omonimo classico dell’amico François CHESNAIS, Mondialisation – essendo noi, non maiestatis ma la mia area scientifico -politico -culturale di @BHLblog, ex-Fare, Noise from America ed una certa parte dei miei 2 world Invisibile Colleges (Regional scientists, S&T scholars), dalla parte non di utopie vetero- o neo-totalitarie bensì del (Trontiano, neo-operaismo divenuto BoBo -ismo) ‘Borghese di Massa’ in carne ed ossa, un po’ mondializzato de facto ma non più di tanto al momento. In via di, attarverso le generazioni e le loro differenziazioni, dinamiche poco lineari, ed evoluzioni intra-G.: Cfr. la falsificazione, nella Sci Po hopefully empirica USA, dell’ipotesi di generazioni compatte, Soggetti politici collettivi determinanti i cicli politici – i dati, pur nelle controversie soliti, l’hanno falsificata ma quasi nessun retore, cìsocio-tuttologo,Harvard Business strategist ci ha fato caso, e continuano a fare i Toni Negri giovanilisti – generazionisti  –  Gen.  come Classe  con 45 anni di ritardo sul clamoroso errore analitico e disastro esistenziale provocato dal colto, mentesvelto, talora geniale ed altrove ripetitivo criminale padovano, che alla fine si suicidò intellettualmente con la mostruosa cazzata, stupidaggine da mattitabaleu e da decerebrato tipo Vendola ( dell’Impero senza Centro. Meglio così per tutti! Via Toni, sotto Giorgio Agamben a rappresentare la fine dei marxismi ma la resilienza ‘continentale’, Heideggeriana dei Drapeaux Rouges.

globalizzazione (Saskia Sassen 1991, Global Cities. Princeton University Press), ma anche una capitale mondiale nella rete comunicazionale, portuale, urbana ed inter-urbana delle più antiche e profonde, radicate (sia ecologicamente nella Terra – Felipe Fernadez Armesto , Civilisations –  che sociologicamente nelle nostre Anime –  Simone Weil 1943, EnracinementCivilizations del mondo.

PARIS in tal senso, con Alessandria- Il Cairo, Assisi-Madonna degli Angeli (da cui Los Angeles), Atene,  Berlino, Buenos Aires, Hong Kong, Jerusalem, Lisboa, Liverpool, London, Madrid, Mecca, Mexico City, Mumbai, New Orleans, New York, Palo Alto-Stanford, Roma, Salvador de Bahia, San Pietroburgo, Santiago de Compostela, Sao Paulo, Shangai, Singapore, Tokyo, Varanasi, Venezia e Vienna (se non ho dimenticato  altre grandissime città sacre alla\e civiltà antropiche, imitative della Natura o costruite contro, a prescindere da essa negli ambienti temperati che consentono, ammettono nel proprio SISTEMA DI VINCOLI tale  stadio di divinizzazione del, mi consentano Barbara De Mori e  unipd , “Neanderthal-Sapiens”).

 

DA faceboook, https://www.facebook.com/enzo.arcangeli/posts/10206509608633769

Credo Nicciano versus Niceano:

Io Credo in Dio Marte assai potente, creatore della spada e della guerra ...
xxx
enzo f arcangeli @nonnoenzo now Campinas, São Paulo 
‪#‎GuerraTotaleModerna‬(à la ‪#‎VanCreveld‬):ora s'AZZERI lo Jihadismo‪#‎sunnita‬ e cosparga sale,poi rialleanza globale vs il + pericoloso ‪#‎sciita‬

Obiettivo N°1, tra i molteplici collocati in una certa gerarchia:
> SALVARE LA GRANDE CIVILIZZAZIONE ISLAMICA,
un indispensabile patrimonio VIVO dell’umanità; una delle 3 galassie di civiltà oggi e domani più importanti (in primis, nella neo-potenza imperiale India), assieme con quelle Atlantiche (Br Ger Russia Sudafrica US) e le basicamente neoConfuciane (CHI, J, Singapore).

NOTA. I rif. alle religioni supra sono mere abbreviazioni, segnapunti. Le civilizzazioni:
– con un ruolo primario , decisivo dei beliefs e spiritualità: anticipano le onde di innovazioni e le rendono possibili (Yves Lambert 2007, La naissance des religions. Armand Colin – il più bel libro-essai mai scritto, e penso resti insuperabile per qualche millennio). Si rovesci quindi – sulla base dei fatti storici – il materialismo a-storico di Marx nello spiritualismo di Platone et al.
– sono poco più che meri adattamenti delle antropiche istituzioni (tutt’altro che variabili indipendenti, come vengono sfantasiate nella sociologia economica corrente di 4° ordine à la Acemoglu-Robinson i quali non sanno manco i fondamenti da asilo-nido della ‪#‎sociologia‬ da Marx a Wright Mills, mio caro amico Emanuele Felice), adattamenti dicevamo all’imperante determinismo ambientale e geografico, corretti – ove ed IFF le piogge il clima la terra e la natura dele foreste lo rendano possibile – dallo “Itch to Antropize” (Fernandez Armesto; lui non lo chiama proprio così), l’istinto degli Ominini a cercare (perlopiù invano) di modellare il proprio ecosistema.
Per questa nozione a “geo-determinismo moderato” di Civilisations, come sa chi segue i miei studi di scienze regionali (in part. un contributo a 6 mani ad AISRe Perugia), mi rifaccio all’omonimo saggio di Felipe Fernandez Armesto. Diversamente da lui, scindo – essenzialmente sulla base di S. Buarque de H. e la tesi di dottorato di Jose Luis Cabaco all’USP-, le 2 civilizzazioni Nord e Sud Atlantica. Gemelle, ma non monozigote.

Intu u culu:
a) della spiritata ‪#‎OriettaFallace‬,
b) del guru improbabile Houllebeck,
c) ed anche (la Verità se è proprio veravera fa malemale, malissimo cazzo; questa, sino ad ora ho cercato di evitarla ficcando la testa sotto la sabbia, cazzochemalechefa) dell’amato, imitato, mio paradigma nei decenni, amico di uno dei miei più cari amici come Chesnais: il late ‪#‎UncleBernard‬assassinato a Charlie. Che la sua Anima vero-socialista anti-Mitterrandiana risplenda per sempre nell’Alto degli Olimpi!
Cancelliamo le Jihad anche per il caro zio di Toulouse, e chiccazzo lo sa se avese ‘ragione’ o torto, abitato dal suo hitch antiborghese, ad avvicinarsi a Houllebeck.

La prima operazione sarà INTERNA (come in tutte le guerre totali). Campi di internamento per le terze forze, e.g.:
– Belpietro e compari, i nuovi fan di Benito TeaPartiti per la tangente
“Macché vongole: siamo teste di cazzi-e-cozze liberal-Fascisti Vorìa, Podarìa MaNoGheRivo: a so’ sempre on fasista falso diaolo can, com’ela?” – vedi Michele Boldrin;
– qualche imam in zona fuzzy, grigia (che poi se li espelli li mandi dritti sul fronte avverso: piuttosto tagli loro qualche mano e piede, pacatamente, per ridurne la potenza bellica e di fuoco).
Ico-nografia: “Ico” Lodovico Nalin

Enzo Arcangeli's photo.
Michele Boldrin likes this.
And Emanuele Felice as well, by the way  (NdR)
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Enzo Arcangeli

Enzo ArcangeliI #BelPietrosi vanno INTERNATI in appositi luoghi chiusi e FUORI DA INTERNET, ex-Costituzioni vigenti

(PARENTESI MODIFICATA IN QUESTA SEDE: sennò le si modificano ed emendano da pacifismi datati e già sbagliati in origine: per una volta: W Hollande!!! La natura agonica, benefica,  contraddittoria- dialettica, fertile- innovativa, umanitaria in senso pieno ossia pro-Umanesimo delle guerre EN TANT QUE TELLES, almeno sotto gli aspetti  sunnominati che spesso contro-bilanciano l’aggravamento fenomenologico dell’ingiustizia, e dell’insopportabile Male, lacerante Dolore dell’Uomo sia in pace che in guerra – natura anche benefica che costituisce un assioma fondamentale, indiscutibile nelle scienze sociali. In ispecie dopo l’autocritica straordinaria della a me cara Simone Weil: non inferiore alle Confessioni agostiniane come MILESTONE nella Storia ed Evoluzione Culturale del Sapiens. Il suo rigetto  con dolore e vergogna (aver favorito HItler ed il suo degno compare Stalin: proprio Lei!?! Ma come?) del pacifismo, non certo della non violenza! Ovvia questa distinzione, ed a tal proposito ringraziamo il nostro Dio Interiore che in Italia esistano i Radicali, spesso gli unici esseri raziocinanti,  ed inseriti nel nobile filone liberal-socialista di Salvemini et al. che mi ispira – si manifesta anche nel fatto che persino un  improbabile politico come lui, sia ora IL PRESIDENTE a pienissimo titolo e riconoscimento continentale, mondiale. Odiato come dev’essere da amici del giaguaro Jihadista, nemici e  “culattoni pacifiNti”),

in quanto sono – mi pare palese – i PRINCIPALI ALLEATI ED UTILI IDIOTI delle Jihad in terra d’Europa.

Come s’internava in tutte le guerre mondiali, e da parte di TUTTI i paesi.

Saturday Nov. 21 update

A me invece fa piacere che molti musulmani italiani o residenti in Italia manifestino contro l’ISIS. Mi fa veramente piacere perchè non ci vedo piaggeria e ipocrisia ma un vero desiderio di riscatto. E chi continua a dire che ISIS è Islam non vuole vedere l’orrore di questa affermazione. Quello è l’aspetto più fanatico e tribale di una religione praticata da 1 miliardo e mezzo di persone. Che un miliardo e mezzo meno qualche migliaio di musulmani non siano Isis è la nostra garanzia di sporavvivenza! La situazione è veramente drammatica ma se la vogliamo prendere di petto possiamo solo perdere e allora, cari signori, saranno si guai seri!

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Giorgio Sabato Ferrari
Giorgio Sabato Ferrari Leggo che quella che doveva essere una manifestazione contro il terrorismo islamista si è trasformata in una protesta contro l’islamofobia e la richiesta di più Moschee… Dal palco l’imam di Trieste dice “noi al fianco dei nostri fratelli ebrei”… in breve alcune centinaia di manifestanti si sono riuniti in piazza san Babila, a Milano, per partecipare al presidio ‘Not in my name’ organizzato dal Caim (Coordinamento associazioni islamiche di Milano e Monza-Brianza) ”e da altre 87 associazioni islamiche” come ha spiegato Davide Piccardo, coordinatore del Caim. Il presidio è incominciato intorno alle 15. ”No al terrorismo sì alle moschee – ha detto Piccardo parlando con i giornalisti – con il riconoscimento delle moschee ci sarebbe maggiore sicurezza per tutti. Non c’e’ spazio per il terrorismo e questa escalation di violenza ci preoccupa molto”. ”La islamofobia – ha aggiunto – crea tensione e invece avremmo bisogni do convivenza e dialogo”.
“Siamo soddisfatti della partecipazione, che è il miglior modo per far capire che siamo contro ogni forma di violenza” ha spiegato Davide Piccardo, portavoce del Caim. ”E’ fondamentale – ha aggiunto – il riconoscimento dei luoghi di preghiera. Ce ne sono 700, di cui 695 informali. Come possiamo istruire i nostri giovani ai valori dell’Islam in questo modo?”. Non penso che l’Isis si preoccupi di tali minuzie… anzi…

Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Hai detto Lia una Verità santa, laica ma anche santa; che solo destre (e neodestre: convertiti per calcolo di cavalcare la Paura e tirar voti; non sanno come sono andate queste cose a Weimar e altrove?) , destre reazionarie e suicidarie possono dimenticare, arrivando a:
1) negare questa semplice aritmetica,
2) VANEGGIARE di clash of civilisations (http://www.wikiwand.com/en/Clash_of_Civilizations…,
3) spingere verso le soluzioni populiste-fasciste di guesta Grande Crisi di aggiustamento strutturale (essenzialmente: Chindia versus Euramerica)
dei capitalismi odierni.
The Clash of Civilizations is a theory that people’s cultural and religious identities will be the primary…
WIKIWAND.COM
Antonello Badessi Ma non possiamo limitarci al pure importante tema culturale. Il dato strutturale è che ISIS=Arabia Saudita. Dopo di che gli esagitati si trovano sempre. Ma la Francia è stata colpita, pochi giorni dopo la Russia, perché in realtà l’alleanza tra Hollande e Putin era già nata prima. Non è l’alleanza una risposta ai fatti di Parigi, e dell’airbus russo. Ma esattamente il contrario. Per questo oggi dobbiamo stare con la Francia, con la Russia, con l’Iran, con l’Iraq. Fino a che non si viene a capo del problema ISIS. Domani vedremo.

ObamaNobel fucks the unfair right & the bloody Islamists

9 October 2009 23:13 (GMT+1)

enzo fabio —

This morning, Michelle and I awoke to some surprising and humbling news. At 6 a.m., we received word that I’d been awarded the Nobel Peace Prize for 2009.

To be honest, I do not feel that I deserve to be in the company of so many of the transformative figures who’ve been honored by this prize — men and women who’ve inspired me and inspired the entire world through their courageous pursuit of peace.

But I also know that throughout history the Nobel Peace Prize has not just been used to honor specific achievement; it’s also been used as a means to give momentum to a set of causes.

That is why I’ve said that I will accept this award as a call to action, a call for all nations and all peoples to confront the common challenges of the 21st century. These challenges won’t all be met during my presidency, or even my lifetime. But I know these challenges can be met so long as it’s recognized that they will not be met by one person or one nation alone.

This award — and the call to action that comes with it — does not belong simply to me or my administration; it belongs to all people around the world who have fought for justice and for peace. And most of all, it belongs to you, the men and women of America, who have dared to hope and have worked so hard to make our world a little better.

So today we humbly recommit to the important work that we’ve begun together. I’m grateful that you’ve stood with me thus far, and I’m honored to continue our vital work in the years to come.

Thank you,

President Barack Obama

Nel Bel Paese, Verona in preda a bande di neonazi amici e protetti dal Sindaco Tosi: VERGOGNA!!!

NOI SIAMO DALLA PARTE GIUSTA: DI FRANCESCA AMBROSI COLPITA AL VOLTO DA UN POSACENERE, fuori dal Bar Posta di Verona, la sera di sabato 3 gennaio. SENZA ALIMENTARE ALCUNA SPIRALE DELLA VIOLENZA LEGO-NAZISTA: guazzino loro nella loro cacca. NOI NO.

NOI VOGLIAMO LA VERONA

CITTA’ APERTA DI SEMPRE

VERONA GIALLOBLU, VADE RETRO !

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Argomenti:

1 – Un paese  in crisi di identità e sete di giustizia.
2 – Verona, una città aperta, cattolica e missionaria per vocazione: IN PREDA, OGNI NOTTE, ALLE BANDE GIALLOBLU’ (la solita curva Sud razzista) E NEO-NAZI-SKIN  BEN NOTE, SCHEDATE ED IMPUNITE – sdoganate dal sindaco Flavio Tosi (che marcia con loro, i suoi amici nazisti più cari di sempre, oltre alla racaille della Lega Razzista).

1. Questa storia vera poteva raccontarla solo la TELE Kabul del compianto pelato. Stasera al tg3: c’e’ un camionista cui scaricano – in un incidente sul lavoro – un pallet che gli trancia un piede. L’INAIL non gli riconosce nulla, e la ditta illegalmente lo licenzia finche’ e’ in malattia.
MORALE: NEL PAESE DI MERDA: se sei diabetico, lavori ed hai un incidente, non te lo riconoscono.

2. NELLA VERONA storicamente città dell’accoglienza e della pace, BANDE DI NEONAZI (si fa per dire: bande e basta) IMPUNITI (sodali del sindaco Tosi) terrorizzano i ragazzi nei bar e le strade la sera. 2 sabati fa, sfiorato di nuovo il morto, a pochi passi dal luogo del recentissimo assassinio nazista di Porta Leoni. Per non essersi uniti ai loro cori nazi, attesi e massacrati (10 contro 1) dei ragazzi fuori dal Bar Posta, quasi accecata una ragazza (la Francesca) uscita malconcia dal pestaggio, col volto tumefatto ed il rischio di distacco della retina, evitato in extremis. Allucinante e davvero preoccupante la sua testimonianza su L’Arena: “Il peggio e’ stato quando e’ arrivata la Polizia: si sono messi a guardare noi, lasciando scappar via tutta la banda nazi”.

SENZA FAR D’OGNI ERBA UN FASCIO, si sa benissimo che i picchiatori VIGLIACCHISSIMI ED OMMINI EMMIERDA di Francesca, sono della curva Sud. Distinguiamo tra tifoso e tifoso gialloblu:  in curva, TUTTI RAZZISTI INFAMI E MENTALMENTE DEFICIENTI, che appartengono al millennio pre-Obama.

Ma anche, tra questa feccia, una sotto-feccia speciale di alcuni vigliacchi che assaltano in branco, e vanno alla ricerca del secondo omicidio.

Questa e’ la sicurezza del sindaco amico dei nazi flavio tosi.

Gli elettori hanno quello che si meritano. NOI NO!
Vogliamo una Verona ripulita da Tosi ed  i suoi oscuri figuri,  Leghisti o Nazisti che siano.

MORALE: SE ESISTESSE UNA SINISTRA, questi 2 squallidi episodi (FORSE) non sarebbero mai accaduti.

Terroristi Millennial a Mumbai 11\26: s’incammina il millennio

BREAKING NEWS. Confermando tutta la nostra analisi di questi giorni, sviluppata  in questo post, si e’ saputo ora che il terrorista sopravvissuto ha confessato di appartenere a LeT.

Un servizio di intelligence esclusivo di deeprecession, analizzando e reinterpretando le fonti più autorevoli.

Ed un appello accorato: Obama, FAI QUALCOSA DI PACIFICO in Israele\Palestina entro il 2009! Pleeeease!

“Eliminare le ingiustizie, risolvere il problema palestinese, appoggiare gli islamici moderati, chiudere i campi in Pakistan, smetterla con l’ipocrisia: chi vince lobere elezioni va al governo anche se non piace all’Occidente” (G.D. Roberts).

Sorry, but: la nostra intelligence batte ai punti sia il Times che il NY Times, a questo giro. Ormai i blog battono i media che non ci tengono più testa. Solo qui l’analisi aggiornata,  basata su fatti e  già le prime conclusioni, ovviamente rivedibili. Ci sono 178 gruppi terroristi in India.

Hanno fatto  – nella nostra colpevole disattenzione: adesso sul web le fonti ci sono – 3236 vittime nel 2005, 2765 nel 2006 (fonte: SADR), 2300 vittime nel 2007 (fonte: US State Dept., rapporto annuale sul Terrorismo di aprile) ed altre migliaia nel 2008 (paradosso: il trend e’ stato decrescente, ma pensiamo di no quest’anno). Noi non ci lasciamo confondere le idee dalle loro complicate galassie e strategiche cortine fumogene, non siamo mica scemi.

Si sa benissimo e da giorni (a combattimenti ancora in corso): non chi sono, con tutti quei nomi e documenti falsi fabbricati pare in Bangladesh (da cui l’accesso in India via South Bengala e’ più facile), ma:

– cosa vogliono e come ragionano: da nazi-islamisti quali sono;

– da dove sono venuti i 10\20 di Mumbai: in nave da una spiaggia alla periferia di Karachi;

– chi li ha armati, finanziati, fornisce logistica e  retroterra: l’ISI, il servizio segreto Paki; non solo sue frange e 007 in pensione (questa noi non ce la beviamo: si veda satp.org);

– chi li ha addestrati, reclutati e spediti: Lashkar-e-Toiba ALIAS Jama’at-ud-Da’awa, “l’armata dei puri”. Il loro fondatore e padre padrone Hafiz Muhammad Saeed.

L’ha dichiarato il 10° (o 20°?), tutti l’hanno pubblicato e Crozzianamente NON CAPIAMO LA RELAZIONE. Perche’ nessun media (forse qualche blog, di sicuro il nostro) non la fa, la relazione?

2 misteri ed 1 nostro scoop investigativo:

1)  in 10 giovinastri, tengono in scacco una delle top 10 world cities per 60 ore. A tattiche e strategie cangianti del nemico Jihadista, possibile che le grandi democrazie debbano così spesso offrire il fianco? Premio “scuola di elite”  ai corsi militari di Lashkani!  Purtroppo  pare che a New Delhi stiano pensando di chiudere i negoziati di pace con Islamabad per il Kashmir, cosi ‘sti stronzi gliela danno vinta ai terroristi di LeT. Solo un deficiente può agire così, senza essere al loro servizio !!!

2) Qui  sveliamo solo il 2° e minore, ma rivelatore mistero: quello  dei braccialetti arancione indù portati dai terroristi nazi-islamisti usciti da quelle scuole militari (un esclusivo scoop di deeprecession); questo dettaglio minore della agghacciante aggressione alla Mumbai della speranza, non e’ affatto casuale. Rientra nel solito meccanismo in cui l’ISI infiltra terroristi in India, e l’India non vede l’ora di poter dire che vengano tutti da fuori. Stavolta, come dimostreremo sotto, i nazisti di LeT volevano passare da terroristi indu – e proprio nelle decisive prime ore e notizie,  la loro confusione i braccialetti indù l’hanno fatta.

Cominicia infatti ad esser chiaro che le forze sovversive jihadiste, da decenni coordinate sotto la regia dell’ISI Pakistano, il servizio segreto non ancora in pieno, effettuale  controllo da parte del nuovo Gen., che gode di buona reputazione ma e’ in carica a capo dell’ISI solo da settembre 2008, puntano a:

a) influire sulla campagna elettorale indiana, per farla perdere al Partito del Congresso;

b) rompere SUBITO E – se possibile –  DEFINITIVAMENTE  il raro, nuovo clima pacifico India-Pakistan, che stava per instaurarsi dopo la svolta demcratica ad Islamabad – seguita allo sciagurato delitto politico del dicembre 2007.

c) SONO NAZISTI – volevano come primo obiettivo  una carneficina di Israeliani a Narinam Point  – un luogo storico, un punto di snodo di rapporti millenarii, dove il giovane israeliano, dopo la naja, passa per fare il pellegrinaggio in India, alla fonte originale stessa dell’anima orientale della nostra cultura greco-giudaico-illuminista (Αθήνα – Atene, Jerusalem e Paris). 

Noi non siamo mai stati d’accordo col Presidente Bush sul “fascismo islamico”, IN QUANTO SI TRATTA  PALESEMENTE DI NAZISMO  (e non di fascismo) –  da decenni esteso, penetrato a piccole dosi e TOLLERATO in  vasti settori non estremisti; venendo a costituire un preciso “collante”  di omertà tra  gli Islam estremisti  e molti tra quelli  moderati (con le debite eccezioni, s’intende); il che rende, finche’ dura  L’EQUIVOCO SULLA QUESTONE EBRAICA,  poco isolabile e tagliabile l’ala estremista (a noi risulta che arrivino FINANZIAMENTI DALL’ARABIA SAUDITA agli stragisti di LeT, ad esempio, e per dire le cose come stanno).

Peccato che quasi tutta (al 90%?) la sinistra BUONISTA occidentale  faccia le 3 scimmiette su questo FENOMENO COSI’ EVIDENTE, ALLA LUCE DEL SOLE: come se  (AS IF) della Questione Ebraica se ne dovessero occupare i giudii, il 20° secolo fosse ormai acqua passata, e l’unico dovere del riformista buonista fosse difendere SOLO i sacrosanti, calpestati diritti e legittimi interessi Palestinesi. Cagandosi sotto le braghe, se l’Islam cattivo ci attacca:  sottoscriviamo il nocciolo delll’editoriale CorSera di sabato 29 u.s., a firma Galli della Loggia (L’Europa degli indecisi). Peccato che continui a tergiversare sui neo-con.

E se qualcuno avesse ancora dubbi, si legga  qualche appello recente di Saeed, il comandante supremo dell’assalto a Mumbai, quando invita (in  squallide, mortifere  pagliacciate propagandistiche, FINGENDO D’INTERESSARSI ALLE GENTI DEL KASHMIR, e di considerarlo un interlocutore) il nuovo Premier Pakistano a … riprendere la guerra contro l’India in Kashmir! Proprio là dove i suoi banditi hanno le basi guerrigliere, guarda caso.

Sia chiaro: a Saeed  unjepoffregaddemeno del nazionalismo Kashmir nel quale guazza come brodo di coltura: se non altro perche’  ideologicamente e’  Islam – internazionalista; inoltre, per questo satanasso il Kashmir e’ giusto un cinico, ottimo terreno dove piantare un cuneo nazista tra Islam e Pakistan-  c’e’ pure la Cina, in quel terreno d’incontro di 3 civiltà,  punto di accesso alla Via della Seta, sui cui passi  camminarono, affaticati ma sereni, i primi monaci buddisti diretti in Cina:  E.F. Knight (1993), Where Three Empires Meet, New Delhi-Madras: Asian Educational Services (ediz. orig. 1905); .

La storia di LeT, ben nota  nei dettagli pur in versioni differenziate, la vede nascere  a Lahore nel 1985 (fonte: loro stessi),  ed entrare  in Kashmir solo- credo –  attorno al 1993; secondo il DB del SATP, il primo massacro lo farebbero nel gennaio 1996, ma divengono “pesci nell’acqua” nell’indipendentismo mussulmano kashmiro, e partono con massacri e suicidi a ritmo regolare SOLO NEL 2001 (fonte: satp.com), ossia solo 16 anni dopo la loro fondazione come organizzazione paki NEO-NAZISTA INTERNAZIONALISTA, a fini globali anti-civiltà.

In una Conferenza del maggio 2006 dell’Institute for Conflict Management di New Delhi si affermava, al punto 3 della relazione di apertura del prof. Ajai Sahni:

The murder of innocents cannot be justified by any cause, but even within the context of the conflict within the Valley, there is no reason to believe that the terrorists and their backers are in any measure impelled or motivated by their concerns for the rights and aspirations of the people of J&K. It is useful to remind ourselves that Kashmiri Muslims, whose cause the terrorists claim to be fighting for, are the principal civilian casualties of terrorism in Jammu & Kashmir and account for as much as 85 per cent of the civilian victims of terrorism in the State.

A questa lettura DALLA NOSTRA PARTE (un ente di ricerca dell’India civile e democratica), si opponga un editoriale tra i tanti, sul sito degli STRAGISTI DI MUMBAI – un testo, e tutto un sito che parlano da soli, basta decodificarlo dal fumo propagandistico; ad es.: 

Negotiations with India must be called off

31-Jul-2008, 27th Rajab, 1429

Stavolta sbaglia analisi ed “intelligence” il Times, ed ha ragione il NYT; sbaglia il Times a vedere al Qaeda direttamente in azione a Mumbai; a ben vedere le cose, nemmeno indirettamente.

Lashkar-e-Toiba (LeT), una delle leader della galassia paki-nazista (con JeM, HuM, ed in Bangladesh HuJI), ha sempre avuto buoni rapporti con Qaeda. Il problema e’ che la CIA prevede Qaeda in traiettoria di declino, ed a MT emergerà – dalla competizione in corso – il suo erede. Se, come tutto lascia credere sinora, LeT ha fatto lei l’11 settembre indiano, lancia così la sua candidatura a questa guerra di successione che si trascinerà nei prossimi anni. E questo fine di competizione SUL FRONTE INTERNO sarebbe allora la sua vera Mission nazi-aziendale a Mumbai; in tal caso colpirà ancora da qualche parte e non solo in India, per capitalizzare il “successo” (sic) oltre ogni  aspettativa. E sfida in campo aperto il nuovo governo di Islamabad, che

– assiste impotente a tutto ciò: ha la forza di smantellare LeT? Se  non lo fa oggi stesso, prima di Natale, quando mai? Le prove ci sono tutte, abbondanti.

– Non ha la più pallida idea di cosa bolla in pentola dei “suoi” (sic) servizi segreti. Speriamo sia così, sennò sarebbe peggio.

– Fa promesse di Pantalone a New Delhi: se ci sono complicità, … 

– Occorrerebbe fare qualcosa in Pakistan, aiutare il faticoso processo laico e democratico uscito dalle urne elettorali: si veda lì, nei territori tribali sede dei tranquilli,  indisturbati HQs di al Qaeda (mai stati un target dei neo-con, i neo-coglioni compagni di strada del Presidente Bush – mai stato uno di loro, lui: da vedere  il film W di Oliver Stone),  la situazione che emerge dal bollettino dell’Institute for Conflict Management di New Delhi: 

“The Pakistani state has continually negotiated with the Taliban in NWFP (North West Frontier Province), generally through jirgas. However, the dialogue has failed time and again. Temporary cease-fires have, in fact, allowed the Taliban-al Qaeda combine to regroup and rearm, while the state capacity has gradually diminished in the region.” (ultimo bollettino settimanale SAIR del 24 novembre, assessment 2: Pakistan. Kanchan Lakshman: Pakistan: Failing Frontier).

Qualcosa lì andava fatto sin dal 2001, invece di destabilizzare un dittatore tra i tanti,  baluardo sia contro l’Iran che contro la Jihad internazionale, come Saddam Hussein. Senza inutili deliri cospirativi, ma guardando ai fatti, osserviamo che:

Mai, dopo l’accordo Hitler-Stalin, con un impatto globale così catastrofico nella storia contemporanea, gli opposti estremismi (in questo caso neo-coglioni e neo-nazisti) sono andati a braccetto  – come in questi PAZZI, IRRESPONSABILI 7 ANNI CHE DIVIDONO TRA LORO I DUE 09\11, quello di Lower Manhattan e quello di Mumbai, i 2 fari della unica civiltà umana mondiale, d’occidente e d’oriente.

Un ottimo piano d’azione per una coalizione UN di buona volontà, alternativa alle pessime volontà del Pres. Bush,  lo dà una leggenda vivente,  come lo scrittore Aussie ex-.talebano gregory David Roberts (autobiografico in Shanataram, prossimamene sugli schermi). Non ci crederete, ma lui la mattina PRIMA dell’attentato stava seduto al “suo” bar di Mumbai (“LA CITTA’ DELLA TENEREZZA”), che la notte sarebbe stato attaccato; poi prese un aereo per l’Australia. RIsponde al CorSera:

“Eliminare le ingiustizie, risolvere il problema palestinese, appoggiare gli islamici moderati, chiudere i campi in Pakistan, smetterla con l’ipocrisia: chi vince lobere elezioni va al governo anche se non piace all’Occidente”.

 

INFINE, SU QUESTO POST:

2 sezioni di documentazione,  tra i migliori testi usciti “a caldo” nel mondo:

1. Loretta Napoleoni, la principale specialista al mondo di economia del terrorismo, interviene il 28 novembre  – L’Unità – sull’attacco terroristico, ancora in corso dopo 2 giorni a Mumbai. La sua considerazione sulla sicurezza negli hotel e’ condivisa dalla stampa indiana: Hotels pay the price for being ‘friendly’; set for change.

2. In una straordinaria ricostruzione degli eventi pre-attacco (non sappiamo quanto fondata, ma la fonte e’ serissima: Economic Times ossia l’ equivalente del “sole 24 ore”, il primo quotidiano economico del sub-continente), che riportiamo dopo Loretta, l’aggueritissimo esercito di teenager apparterebbe (era solo una ipotesi sinora) alla nota  Lashkar-e-Toiba.  (NdR: nei giorni seguenti si  e’ capito che Times of India ed altri media collegati, hanno avuto accesso realtime alle confessioni del terrorista sopravvissuto).

LeT: 12 anni di terrore in India. Il capo,  Hafiz Maometto Saeed, e’ leggendario per i suoi travestimenti. Questo il loro sito ufficiale: http://www.jamatdawah.org/

ORA, PROPRIO STUDIANDO IL LORO SITO ABBIAMO RICOSTRUITO il giallo dei braccialetti arancione indù portati dai guerrigileri urbani a Mumbai. Fa parte della loro tattica militare di contro-informazione; infatti il  padre-padrone di LeT  “San” Hafiz, dalla centrale di Lahore lancia messaggi fuorvianti, che a Mumbai si tratti di un attacco indù in risposta a supposte torture. Pare strano che il grande capo maomettano si sia dimenticato di aver a lungo addestrato, ed appena  mandato i suoi enfants terribles  a Mumbai. L’organizzazione nazi-islamica pakistana LeT punta il dito sulla principale fonte del terrorismo indu, Shiv Sena, per nascondere la propria mano assassina.

Ora, si sa benissimo che la prima fonte di addestramento militare, finanziamento e risorse di LeT e’ l’ISI; il famigerato servizio segreto “talebano” del Pakistan, coccolato dalla CIA a fini anti-russi e … anti-talebani (?!?).

Anche se i terroristi di Mumbai fossero dei cani sciolti (panzana poco credibile) della Galassia paki-jihadista che si estende  al Bangladesh, il sopravvissuto ha già dichiarato di essersi addestrato nelle scuole militari di LeT in Pakistan: dove LeT sarebbe illegale (fu messa al bando dal Gen. Musharraf), ma ha 200 acri di HQs presso Lahore e qualche migliaio di sedi decentrate per le sue attività molteplici, sia armate (opera con i suoi Feddayn suicidi in Kashmir, che sono di 2 tipi: i volontari sani, ed i malati gravi o terminali), che formative e di infiltrazione nella società civile  (approfitta di ogni catastrofe naturale per presentare il suo volto pacifico – sotto la label JuD,  e far proseliti).

Da ToI (Times  of India)  del 30 novembre:

NEW DELHI: In the fresh leads from the Mumbai terror attack investigation, Intelligence sources say they intercepted conversation between Muzammil, Muzaffarabad chief of LeT operations, and a certain Yahya in Bangladesh.

Yahya arranged SIM cards, fake ID-cards primarily from western countries like Mauritius, UK, US, Australia. A Mauritian identity card was found on one of the terrorists shot down.

The satellite phone found on the MV Kuber (ndr: il peschereccio usato per sbarcare clandestinamente a Mumbai, di cui parliamo sotto, nell’inserto 2 di questo blog) also has shown that calls were made to Jalalabad. These calls were traced to Zakir Ur Rehman, a chief of training of the LeT. 

Dopo le elezioni di Obama –  in risposta certamente  casuale e non voluta (osservatori superficiali hanno scritto il contrario, ma l’assalto a Mumbai fu deciso e pianificato  6 mesi fa, a primarie US ancora in corso), e’ la seconda volta che la Generazione Millennal scende in campo. Il millennio sta iniziando il suo lunghissimo cammino, chissà come si vedranno questi eventi nel 3000. Chi pensava che il problema fosse il bullismo, si ricreda.

Proprio per l’età (20-29) dei suoi protagonisti (se ne veda la letttura di Loretta), dopo l’11 settembre indiano, il 26 novembre 2008 di Mumbai, possiamo davvero  dire che la nave va, il Millennio sia iniziato. Non e’ stato uno scoppio di champagne, ma di granate ed AK.

Questi di LeT   sono più ambiziosi di Qaeda: vogliono “plant the ‘flag of Islam’ in Washington, Tel Aviv and New Delhi.”

La loro bandiera nazi-mussulmana, sappiamo bene dove ficcarla: nella tradizione impalatrice del conte Drakan di Transilvania.

1. Ecco il paradigma di lettura dei fatti centrato sulla Millennial Generation:

Miscela esplosiva

di Loretta Napoleoni

Gli americani mangiano il tacchino nel giorno del Ringraziamento incollati ai teleschermi dove la Cnn manda in onda le immagini agghiaccianti dell’attacco terrorista a Mumbai. Ironia della sorte vuole che la presidenza di George W. Bush si chiuda con il sangue che scorre lungo le strade di uno dei centri finanziari del villaggio globale, con una tragedia, insomma, proprio come era iniziata. Ma le similitudini con l’11 settembre sono poche altre: attacchi simultanei, ben coordinati e nulla più.

Il misterioso gruppo che si fa chiamareMujahedeen Deccan è infatti profondamente diverso dai «martiri di al Qaeda» che hanno terrorizzato il mondo negli ultimi anni. Composto da giovanissimi il commando non ha nessuna intenzione di finire in mille pezzi, al contrario i semi-adolescenti che intravediamo sui teleschermi imbracciano il fucile o lanciano bombe contro le forze dell’ordine. Anche gli obiettivi esulano da quelli tanto cari alla vecchia guardia di Al Qaeda e cio è mezzi di trasporto da utilizzare come bombe. Si tratta di bersagli difficili da gestire proprio perché la missione non è suicida ma da scontro armato. La dinamica da commando ricorda invece l’attacco di Monaco, durante i giochi olimpici degli anni ‘70. E la presenza degli ostaggi, accessori scomodi per chi vuole distruggere ma importantissimi per chi intende fare propaganda, sembra avvallare questo paragone. Ci troviamo di fronte ad una fusione tra terrorismo vecchio e nuovo, una miscela molto esplosiva.

Il cambio della tecnica, che abbandonato il martirio torna a essere di guerriglia, ha preso tutti, inclusa la sicurezza indiana, in contropiede. Questo è il primo errore dell’anti-terrorismo: credere che ci sia una modalità unica o dei modelli prefissati, che insomma esista un manuale delle tattiche terroriste. Il terrorismo è asimmetrico e chi fa uso di questa tattica ingigantisce la propria forza terrorizzando la gente, queste le uniche generalizzazioni possibili. E infatti un commando di alcune decine di ragazzi tiene sotto scacco una città di 20 milioni di abitanti con una forza di polizia che conta più di 40 mila unità. Ecco un esempio di guerra asimmetrica. Per paralizzare questa megalopoli è bastato colpire due alberghi a cinque stelle frequentati dagli occidentali e dalle elite indiane, un ristorante alla moda, una stazione pullulante di gente e un ospedale nel cuore finanziario della città, tutti simboli dell’India moderna, economia emergente che fa parte del nuovo club dei potenti, il G20.
Prendere il nemico di sorpresa, scriveva Sun Zu, il grande stratega cinese, è vincere metà della battaglia. 
A Mumbai più che di sorpresa bisognerebbe parlare di sbigottimento. Le autorità sono rimaste letteralmente attonite e con loro il resto del mondo. Ma se il secondo conosce poco la realtà conflittuale indiana e quindi guarda ai tragici eventi di Mumbai come un fenomeno nuovo, il primo sa benissimo che da dodici mesi a questa parte l’attività terroristica in India è aumentata esponenzialmente. Una miriade di gruppi nuovi, tra cui anche alcuni di matrice Hindu, dilania Paese.

La «Milizia Islamica»
, quello più agguerrito, compare un anno fa quando lancia una serie di esplosioni nell’Uttar Pradesh. A maggio rivendica le esplosioni a Jaipur, il motivo: l’appoggio indiano a Washington. Il messaggio arriva accompagnato da una minaccia: colpiremo i centri turistici del Paese. A luglio il gruppo torna alla ribalta con un attacco contro la città di Ahmedabad, dove muoiono 45 persone, ed a settembre colpiscono a Nuova Delhi lasciando 20 cadaveri sul selciato.
Un altro gruppo che si fa chiamare «Forze di sicurezza islamiche» indiane uccide 80 persone nella città di Assam appena un mese fa. La lista non si esaurisce qui, ma bastano questi attentati per illustrare il dilagare della violenza politica in India. Il mondo se ne è accorto solo ora perché tra i morti e gli ostaggi ci sono stranieri, occidentali, gente che a Mumbai fa affari o è in vacanza. Fino quando a morire erano gli indiani la notizia non arrivava sui nostri quotidiani, figuriamoci al pranzo del giorno del Ringraziamento americano.
Separare l’occidente dall’oriente,come facevamo anni fa, è sbagliato. Se l’occidente avesse prestato attenzione a cosa succedeva nel subcontinente indiano forse la sicurezza ai due alberghi di Mumbai sarebbe stata migliore. In nessun Paese dove l’attività terrorista è cosi frequente ci si può permettere di lasciare che la gente entri ed esca dalle hall degli alberghi senza essere controllata. Che senso ha togliermi le scarpe a Fiumicino prima di imbarcarmi su un volo per Mumbai quando chiunque può arrivare al mio tavolo e puntarmi una pistola addosso mentre faccio colazione in uno degli alberghi più costosi del mondo? Gli ostaggi italiani sicuramente si stanno ponendo questa scomoda domanda.
Separare l’oriente dall’occidente è anche sbagliato. Pensare che la violenza indiana e pachistana possa essere contenuta all’interno dei confini nazionali, che sia una faccenda nazionale, che quindi esuli dalla politica estera dei due paesi, riduttivo e pericoloso. Un legame tra la partecipazione indiana al G20 due settimane fa e l’attacco di Mumbai esiste, anche se nessuno ha ancora collegato i due eventi. I ragazzi del commando di Mumbai selezionano gli ostaggi, o almeno cercano di farlo nei limiti del possibile date le circostanze; vogliono americani e inglesi,non gli interessano le altre nazionalità anche se qualche sfortunato nostro connazionale finisce tra gli ostaggi. Il messaggio questa volta è al mondo, non all’India.
Si vuole punire la classe politica per essere entrata nel club dei potenti, i nemici lontani, nella dizione della vecchia al Qaeda. 
La gravità dell’attacco sta nel lessico politico, che per la prima volta dall’11 settembre torna alla ribalta, perché non più oscurato dal martirio dei terroristi o divulgato da vecchie icone. I ragazzi sono giovani ma manipolano i media,come solo i giovani sanno fare.
L’attacco parte poche ore prima delle celebrazioni del giorno del Ringraziamento negli Usa, la festa più importante, quando il personale delle agenzie stampa è ridotto all’osso e l’America si prepara aun fine settimana godereccio davanti alla tv che trasmette le più importati partite di football dell’anno. L’impatto mediatico è massimo, l’analisi minima.

Si sceglie Mumbai
, teatro di decine di attacchi negli ultimi anni, ma anche cuore del movimento indipendentista. È a Mumbai che nel 1942 il Mahatma Gandhi firma la dichiarazione «andatevene dall’India» contro gli inglesi. Città storica e allo stesso tempo simbolo dell’India del G20. Bollywood, la celeberrima industria del cinema indiana ha sede a Mumbai, anche la Banca Nazionale Indiana è a Mumbai. Questa è una megalopoli che ospita 6.500 industrie, quattro piazze affari dove tutte le contraddizioni della moderna India sono visibili. I quartieri dove vivono i poveri, i mendicanti, gli storpi confinano con quelli dei ricchi, dove la borghesia nascente indiana vive nell’agio che un tempo solo gli inglesi potevano permettersi. Questo fine novembre gli americani hanno poco da ringraziare. La tragedia di Mumbai ha messo a nudo l’ennesimo fallimento delle promesse di Bush:
rendere il nostro mondo più sicuro.

indiatimes
un articolo straordinario, incredibile per la sua tempestività, ma CREDIBILISSIMO (vedi sopra).
Anche l’elenco dei 10 nomi e’ quello fatto dal sopravvissuto alla polizia di Mumbai, come tutto il resto.

2. SULLE NAVI DA KARACHI verso Mumbai: “e ricordatevi, IL TARGET SONO I BIANCHI”

 

59-hour siege of old Taj hotel ends; Terrorist killed | Fire breaks out at Taj

Target whites, Lashkar told its 10 commandos

29 Nov 2008, 0713 hrs IST, TNN
NEW DELHI: THE Lashkar-e-Toiba attackers had an adventurous sea journey before reaching their port of terror destinations in Mumbai. Around 10 terrorists , all Pakistanis, unarmed, left for Mumbai on November 21 from an isolated beach in Karachi. Their names: Abu Ali, Fahad, Omar, Shohaib, Umer, Abu Akasha, Ajmal (the sole terrorist detained by the Mumbai police), Ismail, Abdul Rehman alias Bada and Abdul Rehman alias Chhota. The 10 jihadis travelled some nautical miles before they reached a mid-sea Pakistan vessel on November 22. They left their boat and shifted to the Pakistani vessel — which was already loaded with arms and ammunition to be used for the Mumbai strikes. Once on board, they strapped themselves for action with the terror hardware. Of course, careful not to be intercepted by marine commandos or coast guards, the haversack-wielding terrorists hijacked an Indian fishing trawler, M V Kuber, once they entered the Indian waters on November 23. They gunned down four of the five persons aboard M V Kuber, registered in Porbandar, Gujarat, and disposed their bodies before proceeding with their sea journey through Indian waters.         

After travelling with the sole surviving member, Amarjeet, of the M V Kuber crew, they bumped him off closer to Mumbai. The body was later found on an abandoned M V Kuber some 5 nautical miles off the Mumbai coast. 

The terrorists, after abandoning the fishing trawler belonging to Porbandar fisherman Vinod Masani, took a smaller boat and landed at Badhwar near Cuffe Parade on Wednesday and from there split in five different groups and headed for their respective terror destinations. While 2 of them, Akmal and Ismail, went to Chhatrapati Shivaji Terminus, 2 each made their way to Leopold Cafe, Nariman House and Trident-Oberoi . The remaining 4 headed for Taj. 

All the 10 jihadis were well-versed in commando operations, as was evident in the sustained fight that they put up against the security forces. Their brief from their handlers in Pakistan was simple : Target Whites. The commandos were fully aware of the layout of each of the attack sites and used it to their advantage in the guerrilla warfare that followed at Taj, Nariman House and Trident-Oberoi. 

The security forces battling LeT terrorists late into Friday night had expected the operation to be over by noon. The fact that Operation Black Tornado continued late into the night gave enough indication of the huge cache of ammunition that the terrorists had carried along. 

COMUNQUE, al di là della sorpresa attonita di cui parla Loretta, che in 10 (o 20 ?) tengano in scacco una delle top world cities per 60 ore … non ce la raccontano giusta. Solo un cumulo di errori, un ventre molle dell’elefante, baluardo di democrazia e tolleranza  in Asia? Se e’ così, un’intera classe dirigente pur di alto profilo (sia Congress che opposizione nazionalista), deve rimettersi in discussione e cambiar rotta da domattina. La campagna elettorale sarà INFUOCATA.