Tanto peggio o meglio, tanto meglio?

Tanto meglio, tanto meglio?

 

La discussione tra Alesina-Giavazzi e De Nicola è davvero interessante. Istintivamente, il ragionamento storico-politico-istituzionale mi porta dalla parte di Alessandro (per quanto ne colgo i presupposti), ma la veste di economista mi spinge verso gli esimi colleghi. il medico non può lasciar morire il malato, deontologicamente, mentre prepara una nuova medicina.

Cosa potrebbero assumere implicitamente le 2 tesi, come scenari sulle condizioni di contorno ed ambientali?

 

ALESINA e GIAVAZZI ieri sul Pompiere della Sega dicono (nella sintesi di De Nicola)

Alesina e Giavazzi scrivono che questa storia del 3% è ormai diventata un po’ una sorta di Tabù e che nel frattempo il Belpaese rischia di soffocare in una spirale di disoccupazione, crollo di consumi, investimenti e produzione. Perciò il ministro Saccomanni dovrebbe andare a Bruxelles e farsi approvare il seguente piano: taglio immediato di 50 miliardi di tasse, decurtando soprattutto quelle sul lavoro, corrispondenti a circa il 3% del PIL. In cambio, dovrebbe sottoscrivere un accordo a tagliare la spesa pubblica di un punto percentuale l’anno per tre anni in modo da rientrare nei limiti europei in un arco di tempo più lungo. Inoltre, la banche italiane oberate da incagli e sofferenze, dovrebbero fare ricorso al Fondo Europeo salva-banche per poter ricominciare ad erogare il credito.

Alessandro De Nicola (Fare) obietta sul blog dell’amico Giordano ed altri, lastradadafare.com:

1 Scenario base (mio suggerimento, ed anche di seguito mie personali e libere interpretazioni) 

La #GreatOecdDepression, passata la fase acuta 2008-10 continua a caratterizzare il momento sempre differenziato ma a fondo deflattivo dell’economia globale. 

L’Italia è l’unica grande potenza che, sotto l’irresponsabile Voltremont ed il suo PriapistOttimista premier, non ha accompagato le politiche monetarie ECB e dell’Informal College delle BB CC, con le necessarie politiche fiscali e di riforma: 

  1. TEMPESTIVO (occorreva già dal 2008, son passati 5 anni senza NULLA, nessun tipo di stimolo) contenimento specie (ma non solo) dal lato domanda del crollo dell’attività (drammatico in Italia con la de-industrializzazione che ha defalcato il prodotto manifatturiero di 1/3);
  2. e riapertura sul suppy side dei processi schumpeteriani di crescita, praticamente cessati dopo l’esaurimento dei Distretti a bassa-media tecnologia.

 

Da cui:

 

1A – Opzione Alesina-Giavazzi.

 

Persistendo per un periodo indeterminato un’ alta e non-parametrica incertezza, ed una transizione assai poco chiara (novità è m5s?) nella sfera politica, non si può intanto lasciare cadere il paese in un arretramento irreversibile dei suoi eq. S-D nei mercati. Mentre si intraprendono TUTTE le azioni civiche ed  istituzionali per una SVOLTA DI SISTEMA e per il LP, occorrono – a supporto tattico – delle azioni-ponte dal lato sia domanda che offerta (immediate liberalizzazioni, azioni sui det. del progresso tecnico-organizzativo e sua diffusiomne, ergo la produttività globale dei fattori). Di qui l’idea di un piano triennale (di rientro  di bilancio dallo choc iniziale di taglio tasse 3% PIL) a prescindere dalle direzioni di lungo .

Direzioni oggi in mano ad un governo senz’identità, e dopo eventuali (ma pure incertissime) modifiche istituzionali, aperte in utima istanza su un bivio tra 2 attrattori: o governo lib-dem di austerità-riforme-risanamento; o populista per un crack di sistema ed Exitalia, che porterebbe la de-industrializzazione a colpire dall’attuale ⅓  a ⅔, vanificando il piano triennale).

 

Obiezione: Il respiro tattico di una diluizione del vincolo di bilancio del -3% per 3 anni, avrebbe un assai maggiore COSTO STRATEGICO, indebolendo l’opposizione politica ed il coagulo delle forze civili e popolari che vogliono uscire dall’attuale Sistema Politico populista-statalista.

 

1B  – Opzione De Nicola

 

L’occasione per fare cassa e leva dall’unione economica e monetaria c’è già stata per un decennio: era lo spread trascurabile. Nessun’altra chance può essere ragionevolmente concessa ai ceti sociali e loro gruppi di potere che hanno gettato alle ortiche quest’UNICA finestra di opportunità.

Fare una ulteriore concessione a questo Regime Politico e di caste, sistematicamente non motivato a rispondere ai problemi del paese, aggrava le prospettive di lungo e, dando respiro non solo al paese ma anche al sistema che lo opprime, non dà sufficienti garanzie di esiti raccomandabili.

Non può essere accettato nemmeno proforma (come si fa sopra in 1A) uno scenario di indeterminatezza della transizione politica: priorità è agire sul senso e modi del suo superamento.

 

Obiezione: Questa posizione presta un po’ il fianco  (e non solo discorsivamente ma forse anche nella conseguente politica economica e suo impatto: dipende da come la si attua) alla Teoria KKK (Kalecki Klein Krugman): “i cattivoni, cinici e sadici Paperoni neoliberisti, vogliono aggravare la crisi per promuovere meglio il loro pacchetto atemporale e salvifico di riforme”. Dal vecchio motto  TPTM – Tanto Peggio Tanto Meglio.

 

 

CONCLUSIONI POLITICHE

 

Qual’è la possibile nuova via aperta dalla ricostruzione in atto di “Fare per fermare il ceclino” quale nucleo di un nuovo polo né di dx né di sin ma ANTI-POPULISTA, per una novità politica non solo nella forma (m5rs, pirati liquidi),ma anche nei contenuti (il neoBlairismo di Renzi)?

Sia un purismo dell’1%  max 3%, che alleanze con centri sputtanati e senza alcun appeal, son vicoli ciechi.

Occorre pensare ad un processo agglomerativo (di gruppi civici, associazioni, popolo ed attivisti) a valanga, che tra qualche mese dovrà trovare a caglio o coagulo se non un Leader, un forte candidato premier (non sarà nè Giannino nè Boldrin, mentre potrebbe essere un Cattaneo sindaco di Pavia o un tipo\a simile).

Il polo lib-lib – nella geografia vecchiopolitica “di c-dx”, ma credo non più così in quella nuova – che si contrapponga positivamente (su un fondo comune pro concorrenza- crescita- innovazione, neo-europeista, lib, non-populista e riformista) al polo lib-dem “di c-sx” di Matteo Renzi che emergerà presto dalle ceneri del PD.

 

Per questo sono d’accordo MA ANCHE NO con “l’andiamo a dx” di Giordano Masini e http://lastradadafare.com. Sì come elettorato (localizzazione attuale della nostra potenziale domanda politica futura): la DX è inevitabile, perché dall’altra parte ci sarà Renzi coi suoi nemici a sx, ma anche attrezzato col coltello tra i  denti per ampie incursioni a dx. E dilagarvi indisturbato se non si costruisce una diga efficace entro quest’anno.

Ma non nei contenuti: i programmi dei 2 poli diciamo in ip. Cattaneo-exFare e Renzi-exPd saranno assai omologhi ed alternativi a Grillo (pur ignorando, non polemzzando nemmeno con la sua nullità propositiva). Si differenzieranno, in elezioni 2014 o comunque sia, su SCELTE ASSAI CONCRETE E TECNICHE sulle priorità di investimenti pubb-priv in R&D, nuova fiscalità ed altre riforme, risorse da creare, spese da eliminare, proprietà pubbliche da vendere e nuova Politica Industriale (basta ideologie negazioniste dei fallimenti di mercato!). Ma saranno varianti tattiche e di classi sociali di riferimento, della stessa fondazione di una nuova BioPolitica orientata (per la prima volta dopo i 30 Glorieuses, avendo noi vissuto solo di sponda il boom neo-lib degli anni ’90) la ripresa dello sviluppo civile – economico, ed il ritorno dell’Italia tra i Grandi.

 

Riferimenti

 

Alesina e Giavazzi

De Nicola

Krugman

Masini et al.

 

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