CEO bravi come Marchionne prendono poco, i cialtroni troppo

BASTA CON PASOLINI E COL PAUPERISMO

Create, dirigete, intermediate, lavorate, speculate bene, ed A R R I C C H I T E V I !

Questo post (le cui tesi Mauro sono certo NON avrebbe condiviso, eh eh)  è un commosso ricordo di memorabili discussioni con Mauro Rostagno operaista ed io giovane cattolico dopo i film di Pasolini – nel 1967 al cineforum a Trento. 47 anni fa.

Mauro, eroe civile!

C’è modo e modo di commentare questo grafico, a piacere, in medias res della “Guerra di Pikettroia” (scatenata da uno smodato aggravamento ed entusiasmo dei Dem yankee per il libro, che in G e della  Piketteyde che seguirà a guerra finita.

Huffa titola +937% paghe dei CEO in 35 anni: e che c’è di male? Buon per loro! Ma se lo son davvero guadagnato?

I dati EPI- Economic Policy Institute per le 350 maggiori imprese quotate, riportano una crescita reale delle CEO Pay del 21,6% annuo negli ultimi 35 anni (1978-2013). Il grafico mostra il rapporto CEO-to-worker  che partendo da 20 (nel 1964) è ancora pari a 30 nel 1987, ma poi schizza e diviene volatile, oscillando ampiamente tra 200 e 400.

1. Siamo in una contraddizione LETALE per Piketty perché, come già dimostravano molte sue serie storiche (quando lavorava invece di c\pazzeggiare) prima dell’ambizioso libro, l’ascesa degli alti e medi DIRIGENTI “democratizza” la Paperonilandia mondiale dei PROPRIETARI, ed il suo catastrofismo (più marxista che Marxiano) va a farsi fottere.

2. Il grafico mostra inequivocabilmente un cambio di marcia e di Era, coincidente con la globalizzazione di Clinton -Summers -Laura Tyson (che saluto), le associate bolla di Greenspan e Cina fabbrica-del-mondo, a metà anni ’90.

Va notato quindi che IN QUESTO CASO non c’entrano per niente I SOLITI  NOTI 3: il caro  Miltie Friedman ed il neo-libbberismo “di Chicago”, l’attore e biblista Ronald Reagan, e la stupenda rivoluzionaria individualista Margaret Thatcher. E’ la Terza Via soc-dem ad aver aggiunto uno 0 in busta paga, allargato il cerchio dei Billios ai grandi manager privati e pubblici, i pupilli Grand Ecoles ed Ivy League (temi sviscerati la settimana scorsa a Trento, la città dove tutti conoscemmo Mauro).

3, Manca ancora un’analisi approfondita che io sappia, ed i moralisti sintetici sono pregati di occuparsi d’altro (è il loro pauperismo il “peccato mortale”). Apparentemente, sia il potere politico che quello economico si sono infilati in un Gelmini-tunnel di leaderismo molto forte, o forse solo molto narrato.

Anche perché, più che in periodi “normali” di traiettorie stabilite, il dispiegamento dell’onda lunga microelettronica ha visto le organizzazioni attraversare mari procellosi e cangianti: o morivano o vincevano le lotterie WIN-WIN. Quindi il problema della paga dei CEO va inquadrata in quello: come fanno (non solo i produttori, ma anche) gli UTENTI di innovazione ad appropriarsi di extra-profitti?  Occuparsi di questo è uno dei còmpiti primari dei CEO, accanto ad altri obiettivi di crescita e gestione.

Schematizzando molto, alcuni leader sono capaci di suscitare e tessere efficaci organizzazioni computer-network-like “decentrate-ma-integrate”: se ci riescono, andrebbero pagati di più, francamente. Marchionne ovviamente è uno di questi: il suo appiattimento e compattamento Cross-Divisions del vertice di un’organizzazione Chandleriana non ha precedenti (a lezione parlavamo di una evoluzione della “M-form” da Mu-form multidivisionale a Ma-form à la Marchionne, in cui i top dirigenti formano una comunità attiva nel tempo continuo ed in uno spazio virtuale di prossimità).

Dopo una zona grigia di transizione, una grossa e grassa coda di CEO invece sono gente mediocre, o addirittura dei falliti (ma ancora bravi a vendersi), e/o cialtroni tardo-Fordisti; come buonuscita meritano un caloroso abbraccio o un calcio in culo, ma mediamente $0 (bilanciando dare e avere).

Pagarli come ai tempi di Valletta  o negli anni ’70 della rivolta dell’operaio-massa (che seguì le “lezioni”-interventi di Mauro al cineforum di Trento), sarebbe già troppo.

 


 

Fonti per approfondimenti:

https://twitter.com/HuffPostBiz/status/477104833426886657.

CEO pay has increased by 937 percent since 1978

La indagine EPI qui: epi.org/publication/ceo-pay-continues-to-rise/,  s1.epi.org/files/2014/ceo-pay-continues-to-rise.pdf

2 PIKETTY, Thomas 2014, Capital in the 21st Century. Cambridge, Mass. and London: The Belknap Press of Harvard University Press.

Su questo importante libro  TORNEREMO QUANDO AVRO’ FINITO DI LEGGERLO SOTTO L ‘OMBRELLONE.

Tra le molte dozzine di commenti, discussioni e reviews apparse, alcuni ECCELLENTI COMMENTI da leggere sono:

– Debraj Ray, Nit Piketty,  May25. Ripreso anche da Noise from Amerika.

–  sui dati traballanti e le conclusioni  che non ne sono supportate: gli articoli nell’ultimo mese di Chris Giles et al. sul ft,  blogs.ft.com/money-supply, @moneysupply

– la filosofia politica implicita nella “difesa della democrazia” in  Piketty, è sviscerata e criticata in  (sinora) 5 post di BHL, ultimo: bleedingheartlibertarians.com/2014/06/pikettys-problematic-political-philosophy-v-the-democratic-control-argument/ che, in particolare, critica la mancata distinzione dei vari tipi di diaspora delle retribuzioni e ricchezza accumulata d a parte dell’economista francese. Il che non consentirebbe di inferire: più disuguaglianza = meno democrazia.

3 l’appropriazione ed allocazione dei soprapprofitti o quasi rendite SCHUMPETERIANE, è “spiegata” (nel modo migliore  che finora conosciamo) dal già CLASSICO MODELLO DI DAVID TEECE (Berkeley) del 1986, presentato alla “Venice Innovation Conference” da me organizzata nel marzo 1987 con Paul David, Giovanni Dosi e Maurizio Rispoli. A 20 anni da questo milestone paper, la rivista leader degli studi tecnologici, Research Policy, nel 2006 ha dedicato un imperdibile numero monografico allo stato dell’arte sulla questione di come venga appropriata la bonanza Schumpeteriana.

4 Su Marchionne:  G. Barba Navaretti e G. Ottaviano 2014, Made in Torino? Bologna: Il Mulino.  Il libro  è stato discusso con Marchionne stesso al recente Festival dell’economia di Trento, sul cui sito si trova il video dell’incontro del 1° giugno.

Mauro ritratto da Othmar Winkler (dal sito del Centro di Documentazione Mauro Rostagno di Trento)

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