GreenspanTremonti generated Great Depression

Finally a highly likely answer to the initial faq in this de(e)p-re(ce)ssion blog, since when it started 3 and 1\2 years ago: hard recession or long depression? The latter.

 

3 years after Lehman Bros. today

How it happened that we were thrown into the 2010s Great OECD Depression?

#GreatOECDepression

Chance and serendipity in history. Here is, in an Italian version, a brief about how the 3rd GD in the History of Capitalsms (the plural is MANDATORY!) was produced by a clever, furbo Alan Greenspan and such a beast as Giulio “Voltremont” 3monti.

From my yesterday’s  twitter hashtag, we’ll label the 2010s  as #GreatOECDepression, in order to focus upon its main novelty, the peculiar global duality.

DAL SUBPRIME AL CROLLO EST-EUROPEO ED AL DEBITO SOVRANO ATLANTICO. LE VIE DEL SIGNORE ALLA OECD GREAT DEPRESSION.

Il SUBCOMANDANTE subcrime mette sotto stress estremo, e talora  stravolge e rimette  in discussione DALLE LORO FONDAMENTA,  i Capitalismi post-Fordisti tarocchi di matrice Reagan – Greenspaniana (di striscio Clintoniana, se lui contava q.cosa).

Nonostante i sapienti trucchi di quest’ultimo, e la decisiva complementarietà col sotto-consumo BRICS,  sistemi insostenibili basicamente per erosione della figura e della esistenza bio-politica stessa de  ceti medi circa la maggioranza della popolazione, il borghese-massa (Mario TRONTI), e la sua capacità autonoma di C e S senza indebitarsi in modo perverso e\o progressivo.

Ciò avviene nella civilizzazione Nord Atlantica, diciamo per contesto sottoposta anche (ma assai più blandamente) ad una del tutto normale,  ENTROPICA e fisiologica erosione sociale secolare, dopo le onde di sviluppo lungo un 1\2 millennio, che trassero spunto anche dai rimescolamenti dell’ecologico Columbus Exchange (dal pomodoro alla Pizza Margherita)

Ma venamo a  noi ora:

Meccanismi di generaz. della #GreatOECDepression: 

1 0nda 1, subcrime 2007-10 (US UK Ic\reland Spain): da blocco inter-bancario luglio 2007 x demoltiplicatori-acc. e varie crisi simultanee, sino alla recessione globale differenziata 2009 e ripresa borse 2010 nell’aspettativa di un ciclo standard.

2 0nda est-europea 2, 2009-11  (CEE, Central East Eu.: crisi monet. e fin.) si riprende dopo decisivo IMF-bailout (altrimenti saltavano subito le esposte Austria, Italia ed Unicredit, Svezia con impatti successivi) e Hayekiane cure da cavallo (drastici tagli redditi, svalutazioni e strette fiscali).

3 0nda SovDebt 3, 2010-15? (contagio da PIIGS a €; il “compagno spread”) precipita riforma rimbalza. € al panettone, ma + difficile colomba 2012. 3 anni dopo l’0nda 1, funziona un po’ come 1931 su 1929: è Grande Depressione, ma stavolta NON GLOBALE. 0ECD.

4  #GreatOECDepression 2007 – 2020? Il riarmo tra i blocchi populisti contrapposti iniziò nel … (speriamo che ce la caviamo).


Libitalia

LIBITALIA, le 2 Marie ed i 4 Marii

Iniziato venerdì, continua oggi lunedì 8 agosto il QE (Quantitative Easing) nella zona €: venerdì hanno comprato titoli pubblici le BC di Madrid e Via Nazionale. Oggi s’alza dalla panchina e scende in campo Francoforte (ECB). Funziona così il “governo tecnico” internazionale (che fa riferimento al Colle prima che a Pal. Chigi) di cui parlava DALLA PANCHINA il prossimo Primo Ministro italiano, Super-Mario Monti ieri nell’editoriale del Pompiere della Sera che in qualche modo ufficializzava e precisava la natura della sua accettazione dell’invito del Colle.

Stanotte borse in calo in Asia per la doppia elica di inviluppo e squilibrio:

A) Debiti Sovrani a varia insostenibilità negli ex-paesi ricchi, con focus della crisi ora spostatosi dai PIGS ai FIS, Francia, Italia e sempre la Spagna;

B) S&P cattivella e scapestrata: entra a gamba tesa nelle pre-Presidenziali degradando i Tea Party ad AA+ (anche Obama ha ovviamente le sue colpe).

Si sfoglia anche questa settimana la margherita: I MERCATI LO CACCIANO; NON LO CACCIANO. I mercati ci amano, non ci amano.
Fa confusione tra il SI e NO netto, l’equivoco “FORSE MI AMA”  di Casini ed alcuni leader europei, ma certo non della BCE\ECB. Gli appelli cerchiobottisti: fate prima la manovra. Come dire: FATE SCHIFO, MA ALMENO FATELO + IN FRETTA! Subito.
Tra gli altri, 3 dei 4  MARII, ossia il Gov. Draghi, +Mario Seminerio e http://www.mariobaldassarri.it/ (quest’ultimo, anche oggi su Il Giornale) chiariscono che TUTTO L’IMPIANTO DI QUESTA MANOVRA sia di puro stampo Voltremontiano. Nel segno di una sciagurata CONTINUITA’, la pseudo-Manovra mira a pareggiare i bilanci ad un PIL VIA VIA inferiore; degradando il paese, il suo morale, le sue infrastrutture, la sua capacità di esprimere idee, perseguirle, creare valore economico e relazionale. Spegnendo col vento della Reazione Gretta l’ultimo lumicino di speranza residua dei giovani: avremo la pensione a 70 anni e nessuno straccio di riforma dei mercati del lavoro.
E che dire del metodo di un Premier (si fa per dire) che delega le strategie di sistema al Min. Economia, tanto a lui non gliene può fregar di meno?
L’amico Guido Viale cita a modello di “sviluppo verde” il libro inglese Prosperità senza crescita. Qui siamo alla disperazione senza crescita. VERSO L’ABBRACCIO FINALE CON QADDAFI. Il Nuovo che avanza: la repubblica federalista libico-padana dalle Alpi al Sahara.

LIBITALIA

A meno che non si completi, meglio se entro Ferragosto massimo fine mese, la liquidazione del governo dopo questa emergenziale, provvisoria ed umiliante TUTORSHIP di Napolitano su SB,  Draghi sull’ingoiatore Guinness di rospi Voltremont.

Leggi anche:

– SuperMario ACCETTA una sua candidatura a Primo Ministro, tra queste righe. Mario Monti: governo italiano commissariato da “governo tecnico sovranazionale”. Evidenza palmare, ma non per tutti http://t.co/soxbdZS

 

– http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Il_default_non_era_nel_programma_ma_stiamo_lavorando_per_servirvelo

2B optimistic: this is the beginning of the end

BREAKING NEWS

March 2, 2009

wsj
The Dow Jones Industrial Average dropped by 300 points to end below the 6800 mark for the first time in nearly 12 years, as a broad-based selloff seized the markets, sending shares lower in every sector. The S&P 500 briefly dropped below 700 for the first time since October 1996 before ending just at that level amid across-the-board declines, including drops of more than 6% in basic materials, energy, financial and industrial sectors. The Nasdaq Composite Index fell 4%.

For more information, see: http://online.wsj.com/article/SB123599406229708501.html?mod=djemalertMARKET

I REVEAL THE TRUTH:

ANGELA IS THE ANGEL

Yesterday, sent by the Aparecida no one is keen to listen to anymore,  the Angelo della Vendetta started  cutting some heads and share values, but it was only the beginnig of  the end. The necessary “Visible Foot” freeing markets from lame ducks (the von Hayek – and  – Schumpeter, neo Austrian Foot) has just started kicking off, and will have a couple of years of hard work ahead. The ecomomic “curtain wall” has not yet come down: then the neoAustrain Angel will have no pity, not even for her country of origin (Austria); it will be CEE (Central East Europe) Tsunami soon, and little will stay alive in Western Europe, after her mission.

On the other coast of the Atlantic, there is no reason for DJIA, now that 7000 is over, to land asymptotically or not towards 6000: still, the Western Actives would B by far over-valued, at 6000 (down from top 11,000).

a) DJIA passed yesterday, in a quantum jump below 6800 (My God!) the 7000 PSYCHOLOGICAL threshold of “depression”, i.e.  Wall Street finally cut the Gordian Node (FAQ: is this a deep recession or a depression? The latter. Now we know:

the answer, my friend,

is blowing in the East European wind.

For no apparent reason, in Wall Street: just ordinary administration – adjusting the e’s in the p/e ratios, to what one can reasonably guess for next Autumn, when all things that might have gone wrong, will have (Murphy’s Law, a secularised divulgation version of Greek Tragedy’s Destiny).

b) European, namely Italian banks are just disappearing, day after day from markets. This is no violation, as most people say (banks capitalisation below book value?), on the contrary: A STRICT APPLICATION OF THE FUNDAMENTALS. Such;

giant, monopolistic, hyper-speculative, anti-social, caparbiously authoritarian and highly inefficient with their personnel, vandalised by ignorant managers, enemies of the Territory where they just steal surplus value (no help to innovation, to anything) banks

should have never been born, as they did UNDER THE CRAZY, ANTI- ECONOMIC, MONOPOLISITIC CONCENTRATION WAVE of the New Economy, version 1 and 2, in the last two ABEs, Artificial Bubble Economies, 1993-2007.

Mr Profumo (legally and apparently the UniCredit CEO, still) is already at the job office to look for another place: but

FAQ – Who will hire such a crazy man, that ruined  in just one only stupid Ego trip three  healthy  banks full of Tradition (Cassa di Risparmio di Verona- Vicenza – Belluno- Ancona, Credito Italiano, and Banca di Roma)???

ANSWER: We want them back, our 3 banks, and we’ll get them before Summer. The Angel is working for Justice to triumph, on this Earth.

I knew in advance, but I did not want to disseminate pessimism: last week rally on Italian Banks was artificial, home made and effimero. A literal Tsunami is charging its batteries very speedy, then it will lead to the “SUBCRIME no.2 – The European version” Vendetta dell’Angelo Sterminatore (who appears to have occupied the soul of Angela Merkel, dictating her what she must do, in such a way as Destiny requires):

– 1. a default of the majority of the 10 CEE States unprotected by the Eurozone;

– 2. a national economy collapse, and consequent quasi-default or default of  the Austrian State (only by the immediate, direct consequences of CEE toxic credits, by applying a multiplier 2 to Dansk Bank scenario 3: Austria will lose 22% of its neutral GNP, this year; as we say below, with a multipler 3 it makes -33%; then self-reinforcing dynamics will carry on further the Visible Foot job);

-3.  the forthcoming closure, and “week-end X nationalisation” of the majority of large Continental European Banks (British Island ones are already kaputt: RBS is a Gordon Brown’s property, Barclays is 90% down in capitalization. from £90 to 8; Switzerland is  in search of diversifying out of Credit, which after all, ex post was not its natural Vocation; after weekend “X”, there will be an ephemeral rally on Swiss Banks, the  only private ones left, but it will not last long). More in:

– Dansk Bank Research last report, and continuous, daily information flow in their precious site, an Observatory on  € subcrime: http://www-2.danskebank.com/danskeresearch

– and the interactive graphic ft representation of Dansk Bank’s € subcrime scenarios.

REFERENCES: go to last week’s euro_exposure_to_cee_230209 Dansk Bank Research impact study, put into a graph by the Financial Times. Please note:

a) Dansk Bank worst scenario (alike the Asian crisis 1997) will B the best one soon;

b) this report just estimates Banks’ sofferenze, i.e. the 1st round of money-real transmission mechanisms, and repeated positive feedback interactions (ping-pong like). The full impact is, as usual, larger by an order of magnitude, so that the Austrian GDP, e.g., (-11% according to the Report) might approximately and optimistically (multiply x 3) lose no less than 1/3 this year, as a CEE Subcrime full impact consequence. Being so close to Austrian borders as we are, is no health.

Il crollo della borsa di NY nel 2009

Dal Bollettino RED.O ormai quasi pronto, anticipiamo oggi uno stralcio. Sono i nostri auguri di Buon Anno, senza cattiveria ne’ pessimismo. Occorre conoscere bene la Bestia apocalittica (il Capitale Finanziario ferito a morte, ma ancora sotto la tenda ad ossigeno del SOCIALISMO FINANZIARIO somministrato dalla tojka Bernanke – Geitner – Paulson, che al 20 gennaio perde solo un socio), con cui combatteremo corpo a corpo le nostre battaglie biopolitiche per  tutto il 2009; ed oltre.

Chi avesse letto i nostri blogpost di giugno (e vedo dalle statistiche che i visitatori se li rileggono con gusto), non avrebbe perso una lira su titoli Lehman Bros. Avrebbe persino avuto tutto il tempo di ricontrattare assicurazioni, pensioni integrative INDICIZZATE Lehmans (la fregatura peggiore, perche’ il “cliente”  non lo sa nemmeno: le associazioni dei consumatori hanno predisposto delle lettere standard per chiedere alle assicurazioni-banche una informativa in proposito).

APPROFONDIMENTO\1

IL GRAFICO DI SHILLER: 108 anni di p/e depurati dal ciclo

p\e ratio depurato, S&P 1900-2008Fig. 3. NYSE: p\e ratio depurati dal ciclo, S&P 1900-2008. Variazione dalla media secolare.

Da SHILLER, l’attento studioso delle bolle: riprodotto da Authers,  il 9 novembre nella sua rubrica sul ft, e ripreso il 25 nov. su

https://enzofabioarcangeli.files.wordpress.com/2008/11/eratio.gif

NOTABENE: IL VENTENNIO 1990-2008 DI SOPRAVVALUTAZIONE DELLE AZIONI e quindi dei  p/e,   NON HA PRECEDENTI, PER DURATA ED INTENSITA’.

Nel grafico si notano 2 valli profonde, attorno al 1920 e 1980 (quando arriva Reagan), e questa immensa montagna con vetta nel 2000 (a primavera di quell’anno viene giù il NASDAQ, ma il NYSE  – cui si riferisce il grafico – tiene ancora per qualche mese). La massa di tale montagna e’ tale, da spostare massicciamente in alto il p/e medio secolare che fa da benchmark, livello 0 del grafico.

ANALISI

IN RETROSPETTIVA

Avendo la bolla-1 Greenspan – New Gilded Age  raggiunto un Guinness nel 2000, superiore al 1929, in una situazione deflattiva (Aglietta) il mercato avrebbe dovuto:

i) scendere brusco, ed ora potremmo essere ad un minimo (- 0,5) da cui risalire con politiche globali keynesiane (monetarie e fiscali) reflattive.

ii) Invece la bolla-2 Greenspan dal 2003, ha creato un  falso-piano privo di punti d’appoggio. Il mancato aggiustamento in tempo reale, ha compresso energie  deflazioniste immense (come caricare una molla). Ora il crollo di Borsa e’ già, e sarà per un buon paio d’anni drammatico, per scendere sino a -1 circa.

IN PROSPETTIVA

La nostra ipotesi di lettura e’ che, uscendo – come ben sanno gli operatori – da un ventennio ECCEZIONALE, UNICO (1990-2008) di “sopravvalutazione” dei titoli mondiali quotati su NY, gli effetti concatenati originati dal buco nero subcrime (doppio sboom, delle bolle immobiliare e shadow finance) portano “naturalmente”, per dinamica sistemica (vedi Soros 2008: i sistemi si avvitano in giù), ad un decennio 2009-20 di valori “sottovalutati”:  non rispetto ai profitti attesi e “fondamentali”, ma alla media storica.

Quindi non e’ questo il momento, non e’ la fase di LP:

A)  per pensioni integrative market-based: sono un bidone (somministrato con incoscienza ed insipienza da Padoa Schioppa, Sartor, e Triplice Sindacale avida di rendite);

B) per schemi di azionariato operaio (salvo in imprese di successo): non perche’ siano una proposta “non marxista”, saint-simoniana o prudhoniana (questo sarebbe un punto a loro favore); non e’ il momento. Il wsj dice che in Borsa giocando non short ma sul trend, si guadagna sui 20 anni: si, ma solo in quelli “giusti”, appena passati. Altrimenti occorre attendere 40 anni!

il cannocchiale

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI

 

sacconi-maurizio

Maurizio già in posa papale.

Crozza:  sei omonimo, studia la sua gestualità

ONDA MERKEL (LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI) IN ITALIA: ACCORDO UNANIME. IN ITALIA PARE SI FARA’ CON ACCORDI AZIENDALI, ma con le risorse pubbliche della Cassa CIG  (anche la Merkel  “paga” lei il 5° giorno, sempre in ipotesi). 

Cosi si potrebbe contenere il milione di posti a rischio nell’industria (non si sa quanti nei servizi: 2  MILIONI? farebbe -1/7 dell’occupazione, quindi una settimana corta GENERALIZZATA  potrebbe riassorbire il calo di domanda di F-L), se  e solo se il governo sarà messo in corner, e costretto a fare A GENNAIO almeno un primo (di una lunga serie) STIMOLO FISCALE DI EMERGENZA (i soldi si trovano anche senza alzare il deficit: basta non fare come Tremonti in Finanziaria, che ha tagliato tutte le spese del 10%, senza dar caccia ne’ ad evasori  – OGGI  AD UN MAX STORICO – ne’ a sprechi). 

Noi pensiamo che con il cinico e digiuno di economia Tremonti al Tesoro, l’Italia sia fottuta: LA CRISI SARA’ TERRIBILE, UNA MACELLERIA SOCIALE, E DEGENERERA’ NEL SANGUE. L’abbiamo argomentato a josa. Ma i giochi sono aperti.

Con la  BOLLA SPECULATIVA “Merkel” scoppiata da 2 gg., e’ la prima volta che in Italia si prendono sul serio le politiche keynesiane, senza le quali l’Italia s’africanizza nella stag-deflazione.

Qualificano la loro adesione alla linea Merkel, lanciata in Italia da Sacconi ed il segr. CISL  Bonanni (Maurizio sorpassa con questa mossa rapida ed intelligente Brunetta, nei futures su chi sarà il prossimo Premier, rovinando all’improvviso mesi di paziente e duro lavoro di Renato):

– Epifani segr.  CGIL:

—- purche’  sia in un quadro di garanzie, che includa i precari. NB: i giovani precari sono 3 milioni in Italia, ossi ail 15% della forza lavoro, Da dati ISTAT eisulta che mezzo milione si siano precarizzati, sparendo del L regolare.

—- nessuna furbizia: non sia un alibi per non sostenere i consumi,

-Bombassei vice-P CONFINDUSTRIA:

—- dev’essere temporanea e  non può essere estesa a tutti (ndr: ma allora non funziona)

—-  accompagnata da altre misure (ossia la stessa condizione keynesiana di Epifani;  poi, come evidenziato dal nostro liveblogging di ieri, una loro richiesta specifica e’ la detassazione degli utili reinvestiti).

Con queste  importanti qualificazioni, tutto l’arco politico e sociale e’ d’accordo, OCCORRE PASSARE AI  FATTI. La Repubblica:  in un’azienda di Franciacorta, si fanno già 19 ore all’80% del salario.

Quanto alla corsa alla sua successione aperta ufficialmente ieri dal Cavaliere Minimo (trattato a pesci in faccia sul Presidenzialismo da TUTTI: OGGI E’ IL GIORNO DELLE UNANIMITA’ – pare la Svizzera), si può notare che se la giocano la pattuglia dei 3 ministri socialisti: il Cav. ha però parlato di giovani ministri escludendo Tremonti che gli fa ombra, ma farà presto una brutta fine – travolto dallo Tsunami Stag-deflazione. Restano i miei amici Maurizio e Renato, cresciuti nel PSI veneziano-trevigiano di Gianni De Michelis, ai miei tempi.

La Stampa

Settimana corta, l’apertura della Cgil

Epifani favorevole: «Ma no alle furbizie» Sacconi: distribuire su più persone il minore carico di lavoro

ROMA

Lavorare meno, lavorare tutti: la proposta della settimana corta e dei contratti di solidarietà lanciata dal ministro del Welfare incontra il favore di sindacati e imprese. Seppur con qualche distinguo e precisazione sulle modalità di applicazione degli strumenti di solidarietà indicati da Maurizio Sacconi, le parti si dichiarano disponibili a un confronto con il Governo su tutte le forme di tutela dell’occupazione in questa fase di crisi economica.

Il piano prevede la possibilità di andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la parte restante, secondo un principio di rotazione della Cig che consente di spalmare un minor carico di lavoro su più persone, a differenza di quella a zero ore e di quella ordinaria. Dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, arriva un sì a patto che settimana corta e contratti di solidarietà «siano inseriti in un quadro di tutele che evitino il distacco dei lavoratori dai posti di lavoro, non escludano i lavoratori precari e non costituiscano una furbizia per evitare al soggetto pubblico di investire tutte le risorse necessarie».

Why we might already B in a decade of depression

RED. no. 0, Dec. 18, 2008 (ITALIAN, English abstract)

We started ths blog last February, basically for civic-political reasons: we HAD to do something, while a catastrophic  social crisis was enrolling; and economists, media, power were just lying to everybody. Are we living a Pinocchio society? Just one vox clamans in the desert, one truth teller: the best Bocconi graduate, Prof. Nouriel Roubini of New York University’s Stern School of Business, founder of RGE monitor – the MUST  in web2.0 macroeconomics.

Now we are on the verge of answering the blog name dilemma, the MOTHER OF ALL FAQs, since from the August 2007 subcrime bubble burst: will it B

just deep recession, or depression?

The major States and their CBs have a few months left to answer such a question, but we know already why  and what: they  will not choose to start IMMEDIATELY a historical, massive RED. = REDistribution of capacitations (Amartya Sen) and resources, because the political equilibria between the Rentiers élites in power, and the oppressed masses do not allow them to go for it.

Therefore RED. will happen in any case (there is no choice), but only with strong social movements, and possibly  many wars around the globe (although we highly esteem the couple Barack-Hillary in this regard, and expect a lot from both).

RED. at a too much slow pace, in the

DECADE OF DEPRESSION 2009-2020.

The same happened with Roosevelt, History repeats. The last Krugman book is about that. As the Cambridge Keynesian school (Kaldor, Pasinetti, Robinson) explains, capitalism has only one way in order to try hard to be sustainable, although not getting it: the State keeps redistributing more and more to the ones who consume, as a counterbalance to monopoly markets and class oppression doing the other way. Now, the Reaganite New Gilded Age has done exactly  the opposite:

a) the State has massively occupied the scene, it has never  retired from the economy. The Reaganite State, evaporated forever  in March 2008 with the Bear Stern bailout, has been  invasive in the economy and society as never before  in Modern History (on this we dissent from the analysis of Loretta Napoleoni, but also of everbody else taking for granted free-marketeer bulshit: what the Pinocchios say).

b) It just started working 100% at the immediate service of  Rentiers, with no foresightedness about  the Future: enjoy the bubble and the Present, fuck off tomorrow and  the next generation (Reaganite Edonism values).

c) pushing of course, one after another all the world economies in a dramatic capital over-accumulation corner from a longrun lack of effective demand, due to counter-distribution. Europe had already cornered itself in an artificially crafted 1970s Depression from restrivtive monetary policies and never recovered, since it carried on with the same catastrophic policies, on and on. As you know already  from our subcrime analysis pdf or other sources, in the US not so much the 1%, but the 1/1000 of population has reaped the benefits of 2 decades of counter-distribution.

RED. no. 0, Dec. 18, 2008 (ITALIAN, English abstract)

On these key issues, here’s the resume’ of this 9p. document, 1st in the  RED. series.

2009: THE DEATH OF GLOBAL FINANCE, AND THE BIRTH OF RED.
2009-11: the catastrophic, cumulative global stag-deflation
2008-20?: 3rd Great Depression, like in the 1880s & 1930s
ABSTRACT
In this draft document:
– we resume some basic conclusion, from our blog analysis on the stag-deflation consequences of 2 decades of over-accumulation Hystheresis, from income counter-distribution
– we briefly motivate not only the basic reasons for RED. policies. More: it’s a one way only, objective forces and the Nash of subjective conflicts bring  there. But such a political process is now very slow, therefore we are already in a depression decade.
In the appendix, a comment to global shares markets trends.

uno sciopero contro lo sciopero della Ragione

oggi si sciopera e si va in piazza con CGIL e CUB:

per salvare l’Italia, per i nostri figli e nipoti

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EPIFANI: “IL CONTRIBUTO AGGUNTIVO DEL GOVERNO E’ STATO PARI A ZERO”

1 SETTTIMANA PRIMA DELLO SCIOPERO, CALPESTATI I DIRITTI COSTITUZIONALI ALLA ALENIA DI NOLA –  l’azienda fascista  non fa entrare il sindacalista che doveva parlare all’assemblea; una inammissibile violazione dei diritti universali.

An English speaking post in socialistbiopedia, on today’s strike:

Italy in general strike against M Tremonti’s kafkian procyclical plan

Nostra esclusiva (certo non la troverete su nessun altro media o social media): i vigili colgono sul fatto alcuni dipendenti Fininvest che gettavano secchiate d’acqua in Tevere a Ponte Milvio, per togliere la prima pagina alla CGIL. Allo stesso scopo, uno di loro si imprigiona ai lucchetti di Mocci, pronto anche ad immolarsi per il suo datore di lavoro, all’arrivo dell’onda delle 3 am di sabato. Il Papa esprime viva preoccupazione per il generalizzarsi del fondamentalismo suicida persino a 2 passi dalla Santa Sede.

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BREAKING NEWS

COMUNICATO CGIL

Sciopero generale

Cgil, un milione e mezzo in piazza

Duecentomila solo a Bologna. Panini: “Risultato di grande rilievo”

Un milione e mezzo di persone. In tanti sono scesi in piazza oggi (12 dicembre) per lo sciopero generale della Cgil. Una giornata di mobilitazione per chiedere ‘Più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti’ e per contrastare le scelte inadeguate messe in campo dal governo per affrontare la crisi economica. Il risultato, comunica l’ufficio stampa di Corso Italia, è stato raggiunto sommando il dato di partecipazione di tutte le 108 piazze del paese in cui si sono svolte le manifestazioni.

L’epicentro della protesta è stato Bologna dove, all’imponente manifestazione regionale, ad ascoltare il comizio del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in Piazza Maggiore erano in 200 mila, mentre a Milano con la segretaria confederale Morena Piccinini erano in 80 mila. A Venezia, la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato davanti a 50 mila persone

foto Eikon. La Repubblica, ed. Bologna

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Ci informa Fiorenzo Fasoli. A MESTRE (manif. regionale) sotto una pioggia impietosa, ininterrotta  (governo ladro per davvero) FORSE 50.ooo. I 2 cortei sono cosi nutriti che non riescono   procedere ed alla fine devono sciogliersi per andare al raduno. Piazza Ferretto  piena piena, chi ne conosce la capienza può valutare. Sfila, per lealtà organizzativa,  solo la base CGIL e CUB, ma in alcuni settori scioperano molti altri. La Camusso (possibile erede di Epifani alla guida nazionale) nel suo discorso attacca duramente il governo MA NON Confindustria (ciò potrebbe confermare l’ipotesi che sviluppiamo in questo post). Ovviamente, pieno spirito unitario tra sindacati (frattura sanabile?).

1) IL PAKI HA FINALMENTE, dopo l’ultimo viaggio di Gondoleeza ed  il blitz -arresto del Chief Commander  militare,  ARRESTATO la notte del 10 dicembre anche SAEED, IL  FONDATORE E PADRE-PADRONE  della banda LeT, la creatura anti-indiana dell’ISI (s. segreti paki) che ha pianificato e compiuto l’assalto a Mumbai (noi  l’abbiamo detto  ad assalto ancora in corso, CON NOMI, COGNOMI E SAPEVAMO PURE GLI INDIRIZZI, ma a molti fa comodo tergiversare).

ft (click Saeed’s picture for the link) concludes:

Some diplomats judge Pakistan to have badly mishandled its response. Islamabad first denied that Pakistanis were involved in the Mumbai attacks and then tried to avoid responsibility by blaming non-state actors. One diplomat said tensions would escalate rapidly if Pakistan only made “revolving door arrests”, whereby terror suspects were briefly and lightly held.

COMMENTO. E’  un timido passo avanti che al momento riduce la Prob di un conflitto nucleare India-Paki (come scommettitori su intrade.com proponiamo questo future), anche se la situazione paki-afghana resta del tutto fuori controllo: come spiega  il corrispondente atimes.com Saleem  Shahzad (un tipo leggendario alla Sheherazad, che va per le montagne ad intervistare e … FOTOGRAFARE capi talebani), e’ nata per fusione calda una  nuova generazione di New Talebans. In breve: da quando tutti i guerriglieri infiltrati dall’ISI  nel Kashmir indiano hanno ricevuto uno stop, tornate a casa (per le pressioni US sul gen. Musharraf),  questi si sono ricongunti ai Qaedisti nel NW “tribale”, cosi l’ISI ha ceduto ad al Qaeda l’egemonia dei movimenti a suo tempo da lei creati, sia gli Old Talebans che i Jihadisti infiltrati in Kashmir. Questi  s’irradiano nelle vicinanze e nel mondo, e non c’e’  niente da scherzare.

L’INDIA E’ VICINA.

Le distinzioni degli analisti tra Jihadisti e Qaedisti (lette, sentite 100 volte dopo Mumbai 11\26) da alcuni anni non valgono più in  Paki-Afghan-istan: visto che si spacciano per analisti, si leggano l’ultima pagina di ottobre di Le Monde diplomatique – by  Syed Saleem Shahzad.


DETROIT E ANCORA PIU’ VICINO: il modello per il vehicles bail, che Europa e Giappone dovevano imitare sino a ieri,  e’ morto nela cuna (culla). Ora George W Bush ossia Paulsson valuta se stornare  fondi dai $0.7 tr della finanza – cui si era sempre opposto.

2) THE US SENATE HAS JUST REJECTED THE DETROIT BAIL.

-5.5% Tokyo close (drowned by car titles).

The final bargaining between Senate GOP and TUS was about wage reductions, and failed.

Now, GM AND CHRYSLER WILL GO BANKRUPT  in 2 weeks time. Unluckily for everybody, namely workers and their families, the only feasible  road – AN ASSISTED,  CONTRACTED AND PREPARED CH.11, i.e. BANKRUPTCY – has  not been undertaken.We supported the latter  since from the very start, see

https://enzofabioarcangeli.wordpress.com/2008/11/17/

Namely because we knew  very well the strong opposition of the US public opinion against the bail: the social media and the comments to posts gave no doubt. If the priority is redistribution, why concentrate Mean Street bails on Detroit? Of course, making the tiny unionised US working class precarious is no solution, except for social hawks – and the wage issues centrality tells what is at stake: using the GIRA (Global Industrial Reserve Army) and the subcrime recession in order to enslave the Western workers.

THIS IS AN IMPORTANT TURNING MOMENT FOR  GLOBAL STAGDEFLATION POLICIES (and without adequate policies it will be catastrophic): Obama’s New Deal is challenged before it sees the light. The risk is that the Tsunami takes off, and Obama will B cornered to work just for the MT and LT: sustain the mass psychology during a long depression, and continue galvanising young energies for  the America Renaissance … in the 2010s. A Europe without Germany has  no chance  to take the lead in Roubini’s innovative  -radical, and Left Keynesian strong redistributive policies: the only ones that matter when a stagdeflation storm is on.

Our modest opinion is that the Dream Team has made a big mistake: the supposedly radical Robert Reich (in the economic adviser team) had also suggested a reguated Ch.11 one month ago: why not pursue it? Now the time is running short …

3) corsera

DOMANI LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE

La Cgil sospende lo sciopero dei treni
Mezzi in funzione a Roma e Venezia

17:25 CRONACHE Lo sciopero generale indetto dalla Cgil subisce alcune deroghe a causa della pesante situazione legata al maltempo. Treni regolari in tutta Italia, settore aereo già esentato

4) l’unità e vari altri giornali – pdf da lavoce.info. TITO BOERI spiega. L’ufficio Bilancio della Camera ha rifatto i conti AL DECRETO  ANTICRISI di 3monti ed e’ risultato UN PIANO PROCRISI, PROCICLICO: infatti alza le tasse più del Delta spesa, con un avanzo netto di  € 390 milioni.

Ora, con le nozioni di macro che s’insegnano alle elementari (se le maestre sono laureate in Scienze della Formazione), si capisce che 3monti sta facendo deragliare IL TRENO DEL PAESE. Prima della fine del 2009 potremmo trovarci con: deflazione, disoccupazione e persino (nel caso peggiore, anni ’30) recessione a 2 cifre;  quasi nessun ammmortizzatore sociale. Partiranno i barconi in senso contrario, VERSO LA LIBIA.

Ecco perche’ non possiamo non dirci sciperanti con CGIL e CUB (sindacati unitari di base), per dirla con B. Croce

ENZITORIALE no.2 – cliccare per il volantino .pdf

enzito2_1_1

UN APPELLO ALLA RESPONSABILITA’ DI TUTTI.

L’ITALIA HA BISOGNO ORA (GENNAIO SAREBBE MOLTO TARDI)

a) DI UNA POLITCA DI STIMOLO FISCALE AI CONSUMI: 5 MILIARDI SONO NULLA, PER AVER EFFETTI PROPORZIONALI ALLA CRISI OCCORRE SALIRE OLTRE 100. CHE LO STIMOLO FISCALE AI CONSUMI SIA OGGI L’UNICO ACCELERATORE DA PREMERE, LO SANNO GLI ASINI MA TREMONTI NO. VEDERE FRANCESCO GIAVAZZI NEI SUOI ULTIMI 2 EDITORIALI CORSERA

b) DI UNA IMMEDIATA COPERTURA CIG TOTALE A TUTTI I PRECARI, NESSUNO ESCLUSO, PRIMO PASSO VERSO UN SALARIO SOCIALE MINIMO: PER NOI E’ GUSTIZIA SOCIALE MINIMA ED UNITA’ DI CLASSE; MA GIAVAZZI CI RICORDA CHE QUESTI SAREBBERO SOLDI SPESI TUTTI; NO RISPARMI, EFFETTO MACRO GARANTITO

c) LA MARCEGAGLIA HA CAPITO LA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE, coi bollettini di guerra dalle aziende e la prospettiva dietro l’angolo  – se non si invertono i meccanismi moltiplicativi\accelerativi – di una deflazione galoppante ed una recessione (STAG-DEFLAZIONE) entrambe a 2 cifre nel 2009:

d) UNA INDUSTRIA ITALIANA ABBANDONATA DA TREMONTI, SOSTENUTA SOLO DA BERLINO E BRUXELLES SAREBBE COME LA JUVE PASSATA D’UFFICIO IN SERIE B. PER QUESTO  da  settimane Confindustria  HA  APERTO UNA LINEA DI DIALOGO CON LA CGIL, con appelli precisi a “tornare al tavolo” per dar manforte contro  il deflazionista irresponsabile Tremonti.

Rispondiamo con Verdi: RITORNA VINCITOR!

Uno sciopero forte, con manifestazioni massicce sono l’ultima partita, quella decisiva per tenere  l’Italia in serie A, in cui ci si gioca tutto.

Se domani riprende la melina, sarà serie B per 10 anni.

Sempre sperando che dal  vento di  Obama, con il lavoro di tutti si  riesca a rallentare SUBITO, poi infine ad arrestare e  rovescare la valanga-Tsunami STAG – DEFLAZIONE (rge-monitor), sennò  QUI RITORNA LA FAME. E, COME PREDISSE ROUBINI A DAVOS, un’Italia vaso di coccio potrebbe anche. alla fine,  scivolare fuori dall’€. Come retrocedere ai campetti di parrocchia.

Per finire, osserviamo non sia ancora finito del tutto (spera di tornare?) IL SOLITO FASCISMO ai cancelli delle fabbriche, che ha continuato per decenni e decenni, ININTERROTTAMENTE ad essere imposto col ricatto, mentre là fuori la società evolveva (IL CLASSICO IN TEMA SONO I DIARI DALLA FABBRICA DI SIMONE WEIL, ma basta parlare all’osteria con un operaio non più giovane, per apprendere la BIOPOLITICA DI FABBRICA), e sequestra i diritti di cittadinanza quando uno timbra il cartellino. VERGOGNA!  ALLA GOGNA I VERTICI DELL’ALENIA  DI NOLA.

Napoli, 5 dicembre

“E’ inaccettabile e provocatorio l’atteggiamento dei vertici dell’Alenia di Nola che hanno impedito al Segretario generale della Fiom Cgil di Napoli di effettuare l’assemblea promossa dalla Cgil in preparazione dello sciopero generale del 12 dicembre”.
E’ quanto sottolinea, in una nota, il Segretario generale della Cdlm di Napoli Giuseppe Errico.
“L’assemblea – precisa Errico – doveva essere supportata da una serie di slides per illustrare meglio i motivi  della mobilitazione. Il loro contenuto era stato preventivamente  comunicato all’azienda. Nonostante cio’ e’  stato impedito al Segretario della Fiom di entrare in fabbrica e svolgere l’assemblea. Il confronto con i lavoratori – conclude Errico – si e’ comunque svolto all’esterno della fabbrica”

NASTRO ROSSO SUL WEB,

nelle blogosfere italiane.

Festeggiamo la nascita oggi di un nuovo sito degli economisti italiani di sinistra, già da noi linkato nel blogroll della colonna di destra: www.economiaepolitica.it e’ un progetto politico-culturale ambizioso, coordinato da Realfonzo e tenuto a battesimo sia da Ferrero che Bersani (2  ministri  del pasato governo), con alcune  ipotesi di fondo interessanti – no.1 cambiare target sul DEBITO PUBBLICO (noi non siamo proprio d’accordo ma occorre discutere, e persino un keynesiano di centro come Paul Samuelson dice, su il sole 24 ore del 5 novembre, che con la crisi epica che ci casca addosso, si gettano a mare le ortodossie e regole del cacchio, si bada a portar fuori la gente dal Titanic). Utile la presentazione che ne fa “il riformista”, chiarendone lo scenario di THINK TANK per ricucire varie anime sparse della sinistra, per capire gli errori e ripartire:

nasce economiaepolitica.it

Allegriaaa Haaappiness

CHEER UP, IT’S CITI SUNDAY, LUCKY SUNDAY !!!

Paulson and Geithner anticipated 1 week the Advent  liturgy.

This is to cheer you up. No melancholia, we are still surfing on the ICT  wave: in a little while we’ll be fallen angels, but not yet. Enjoy Xmas, if you aren’t a Chrysler employee !!!  

Got on Citi bail Sunday, the day of another cadeau to Big Banca – just from GW Bush or a bipartisan cadeau? With Timothy in the dream team, one never knows … read What Barack Obama Needs to Know About Tim Geithner, the AIG Fiasco and Citigroup !!! A MUST (echoed by Robert Reich and  Bill Greider).

This anti-depressive  pill (Chart 1 below) is from Levy forecast, via Yves at nakedcapitalism. IL CAPITALE E’ NUDO.

When profits will finally stand at zero at least a couple of years, perhaps the profits-rents glut (Aglietta-Berrebi, Chesnais) will be over,  life will spring and creativity, innovation  be back… If you see and interpret this picture, together with Shiller’s graph on Wall Street p\e ratios across the century, you understand that the global recession must be really  deep, long and severe, since it was artificially and superficially delayed 5 years ago. E i nodi vengono al pettine.

CHEERY CHART 1, followed by a reminder of Shiller’s 

[Picture+2.png]

CHART 2 BY SHILLER (from Authers,  9 november ft)

p\e ratio depurato, S&P 1900-2008

Published in: on November 25, 2008 at 9:44 am  Leave a Comment  
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G 20: the real start is in April – RIMANDATI AD APRILE

Photo: January 30, 2007. REUTERS/Jason Reed

The Times cartoon. © Peter Brooks

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QUASI BOCCIATI, RIMANDATI AD APRILE.

ITALIAN SUMMARY.

ASPETTANDO B.Ob. LA TELA DI RAGNO DI GORDON BROWN, laburista annacquato.

LI PENSAVAMO BOCCIATI; INVECE SON SOLO RIMANDATI AD APRILE: e’ un risulato magro ma sopra le aspettative.

Il G20 era atteso come  un buco nell’acqua, invece ha sorpeso, pur senza entusiasmare affatto:

– da un lato, ultimo grido liberista del 2° Millennio, seppellito nel marzo-settembre 2008

– dall’altro, un primo vagito del nuovo millennio Chindiano che avanza: focus sulla regolazione forte (?) della Finanza, anche se .. leggete il testo finale integrale: final statement. Le rating agencies? Devono … registrarsi, e’ tutto. Ma erano ben note e nelle dita di una mano!  Niente guillotine per  il loro top management, non una notte in prigione e nemmeno a casa senza liquidazione. Il FT le aveva trovate con le dita nella marmellata: usavano modelli TRUCCATI per valutare il rischio, lo sapevano e coprivano per mesi e mesi, continuando a barare.  Al confronto, il Watergate era una cosa da educande.

– Occhio Obama: col gradualismo alla Gordon Brown non si va da nessuna parte, si lasciano tutti gli attori e le istituzioni-chiave al loro posto. CI VUOLE UNA RIVOLUZIONE (al momento senza nome, così sarà più creativa ed al passo coi problemi).

 

AND THE WINNER IS …

Surprise surprise: Gordon Brown again, the win-win guy of global summits! 

For  a sorting out lame-duck (GWB, US), another one (GB, GB) stays with us forever. Gordon Brown had reached below zero poll evaluations, for his treacherous delaying tactics on Northern Rock: oh, dear! He was so shy and  timid (Blair complex?),  before statalism became fashionable again (the real Millennium cut is in 2008, either March or September). But now he’s the star, at least before B.Ob. enters the stage.

wsj

 

Brown Wins Reform Demands

U.K. Prime Minister Gordon Brown appeared to win many of his key demands to reform the global regulatory system and restart the Doha round of trade talks at the meeting of G-20 

As expected by everybody, lame duck GWB did not get anything from  Sat. 15th G20 meeting. Markets didn’t bet a buck on such a meeting, so perhaps they will not fall down dramatically on Monday. The G20:

+ has already become a focal institution (as Gordon Brown has underlined), and will have some work to do next year, particularly in the next meeting before April 30. First of all, verify whether the March deadline (see G20 document below) has been met for the emergency Global Finance re-regulation. By now the G20:

did not start any coordination of fiscal stimuli (from now on  the focus of policies), nor of  monetary and credit policy guidelines; in such a way, national and (at most) regional policies are already ending up: either  in “beggar your neighbour”; or becoming a ground for knittimg new international alliances: e.g., see the rge discussion on China’s fiscal plan:

the timing of the Chinese package is likely influenced both by domestic demands, and the external outlook. The timing before the G20 heads of state is clearly significant.

 

The hypothesis sounds right to me. China is trying to knit alliances around the US, to decouple.

+ dealt mainly with the financial meltdown, with a gradual approach (not mentioning the roots of today’s problems);

+ further work might follow, namely in the FSF coordinated by Mr Draghi, which should include BRIC and deal with change in  Bretton Wood institutions;

  –  no real finance reform, nonetheless: look at RATING AGENCIES (perhaps the most bastard subcriminals, the FT found them conspiring and treaching). They just need to … register !!!  Fuckoff.

 Pleaded for pursuing an “Open Global Economy”, AS IF it was not a dead walking: sooner or later bailout protectionism will give the floor to trade protectionism and capital controls; we bet the deadline of resurrecting the Doha Round by December  will NOT work;

apparently ignored the risks of an open deflation, signalled by the lack of response of gold and stock markets to the massive national rescue plans.  

∑ – Final G20 mark: – 5 + 3 = -2.  Only such a nerd as G Brown gets good marks! The other pupils most come back in the April session, with new essays 2B evaluated.

Even if its financial and institutional (IMF and WB) plan had to be timely applied, this would not change much of the current severe global recession by insufficient demand, on the verge of degenerating into a low consumption-led depression in the US – on behalf of the irresponsibility and laissez faire of Pres. Bush and his staff, even after the subcrime bubble imploded in August 2007, i.e. 15 months ago: 15 months lost, waiting for Godot. Luckily Godot is about to come from Chicago. This is why Russia asked to recall the G20 soon, and got it.

The real test will be whether their minimalist approach to focus upon an immediate stabilisation of financial markets will get any result soon. Dedline: March 31. This is the core of their long final statement:

9. We commit to implementing policies consistent with the following common principles for reform.

• Strengthening Transparency and Accountability: We will strengthen financial market transparency, including by enhancing required disclosure on complex financial products and ensuring complete and accurate disclosure by firms of their financial conditions. Incentives should be aligned to avoid excessive risk-taking.

• Enhancing Sound Regulation: We pledge to strengthen our regulatory regimes, prudential oversight, and risk management, and ensure that all financial markets, products and participants are regulated or subject to oversight, as appropriate to their circumstances. We will exercise strong oversight over credit rating agencies, consistent with the agreed and strengthened international code of conduct. We will also make regulatory regimes more effective over the economic cycle, while ensuring that regulation is efficient, does not stifle innovation, and encourages expanded trade in financial products and services. We commit to transparent assessments of our national regulatory systems.

 Promoting Integrity in Financial Markets: We commit to protect the integrity of the world’s financial markets by bolstering investor and consumer protection, avoiding conflicts of interest, preventing illegal market manipulation, fraudulent activities and abuse, and protecting against illicit finance risks arising from non-cooperative jurisdictions. We will also promote information sharing, including with respect to jurisdictions that have yet to commit to international standards with respect to bank secrecy and transparency.

 Reinforcing International Cooperation: We call upon our national and regional regulators to formulate their regulations and other measures in a consistent manner. Regulators should enhance their coordination and cooperation across all segments of financial markets, including with respect to cross-border capital flows. Regulators and other relevant authorities as a matter of priority should strengthen cooperation on crisis prevention, management, and resolution.

• Reforming International Financial Institutions: We are committed to advancing the reform of the Bretton Woods Institutions so that they can more adequately reflect changing economic weights in the world economy in order to increase their legitimacy and effectiveness. In this respect, emerging and developing economies, including the poorest countries, should have greater voice and representation. The Financial Stability Forum (FSF – directed by Mr Draghi, NdR) must expand urgently to a broader membership of emerging economies, and other major standard setting bodies should promptly review their membership. The IMF, in collaboration with the expanded FSF and other bodies, should work to better identify vulnerabilities, anticipate potential stresses, and act swiftly to play a key role in crisis response. 

Today’s rge is full of interesting clusters on G20 related issues:

  •  G20 Nations Agree More Concerted Efforts, Regulatory Coordination
  •  Will Coordinated Policy Interventions Prevent a Global Recession?
  •  Towards A New Financial Order: Regulatory Issues Tackled At The G-20
  •  Liquidity Trap Possibility: What’s the Solution?
     G20 Nations Debate Coordinated Fiscal Stimulus
     Economists Debate: What Should Be Accomplished at the G20?

No rally: full recession, fears of deflation and the spectre of Marx

happiness: http://www.freewebs.com/socialistcommonwealth/bralds_marx-s%20(2).jpg sadness: Tokyo stock exchange on another Black Friday, Oct. 24 2008 (AP)

ITALIAN SECTION

31 ottobre. BREAKING NEWS: – rottura tra CAI e piloti, l’Alitalia ad un passo dal fallimento. IN TAL CASO NON  SUBENTREREBBE NEMMENO UNA COMPAGNIA EUROPEA, ma si venderebbe a pezzi. Colannino a colloquio dal Premier (ore  7pm) – Draghi: non deve essere l’EURIBOR  il tasso di riferimento per i mutui casa

DOPO IL MASSIMO. Speriamo che me la cavo.

La riuscita manifestazione PD dei 750.000 del 25 ottobre, e successivamente lo sciopero generale della scuola,  alzano – ceteris paribus, benche’ non di molto – le chances che rinasca un’opposizione in Italia, quindi la lotta di classe possa ridurre il peso della crisi sugli oppressi, i  pensionati ed il popolo bue. La c.d. “sinistra di governo” taccia per sempre, dopo che mentre stava per crollare il capitalismo finanziario, ha cercato invano di far carte false e convincere  i lavoratori di mettere le loro liquidazioni e pensioni nei FONDI BIDONE. Anche questi Prodi ministri e sindacalisti hanno la faccia come il culo. Per fortuna c’erano i sindacati di base a fare contro-informazione.

ALAN: LA FACCIA COME IL CULO

Per la prima volta sotto il fuoco di fila del Parlamento, alla Commissione Oversight and Government Reform, Alan Greenspan (resp. No. 1 al mondo del crollo del capitale finanziario) fa finta di fare auto-critica ieri: fu “a flaw” non regolare i derivati. MA IL BANCHIERE CRIMINALE DICE PURE IL CONTRARIO:

Greenspan, responding to questions, said only “onerous” regulation would have prevented the financial crisis. Stifling rules would have suppressed growth and hurt Americans’ standards of living, he said. (source: Bloomberg)

IL BANCHIERE BASTARDO, LA FACCIA COME IL CULO, ha sostenuto ancora una ricetta auto-regolativa delle sue, che hanno governato a colpi di bubbles, e stanno portando il mondo alla fame. Quando una finanziaria emette securities, se ne deve tenere per se una certa quota, così e’ incentivata a dare il giusto prezzo al rischio.

I PIFFERAI DI BREMA

Invece il nostro vituperato Cavaliere, in una delle sue 10.000 smentite aveva azzardato che si potevano chiudere i mercati: ebbene, lo dice pure – a Bloomberg – Roubini che se ne intende. Il Cavaliere, ormai lo sappiamo, vale sempre PRIMA della smentita. Il problema e’ che con lui, il geniale Brunetta  e Hood Robin Tremonti al governo vale la

LEGGE DI MURPHY

“Se qualcosa può andar storto, la catastrofe e’ assicurata”. Mentre l’ ultimo governo Prodi tergiversava, questi ci potrebbero portare dritti dritti …

CROZZA-DOLLARO

A share trader behind a false one dollar bill (much similar to the one alive, you see at Crozza Italia TV show) at the German stock exchange in Frankfurt, October 24, 2008.   REUTERS/Kai Pfaffenbach

CHRONICLES FROM A RED PLANET: MARX

Oct. 27 Reuters   Korean Confederation of Trade Union Vice-President Ju Bong-hee takes part in a protest against the ongoing meeting of the Global Forum on Migration and Development (FGMD) as he is blocked by anti-riot police in Manila, Philippines, October 27, 2008. The number of undocumented migrant workers across the world is expected to rise in the face of the global financial crisis, trade unions and business leaders warned on Monday, urging governments to respect labor rights.   MIGRANT ARE NOT COMMODITIES: REUTERS/Romeo Ranoco Oct. 24 Alphaville http://ftalphaville.ft.com/blog/2008/10/24/17413/black-hole-friday/

Recommended reading: Roubini’s latest take: We’ve reached a situation of sheer panic… There will be massive dumping of assets [and] hundreds of hedge funds are going to go bust. Systemic risk has become bigger and bigger… We’re seeing the beginning of a run on a big chunk of the hedge funds… don’t be surprised if policy makers need to close down markets for a week or two in coming days.

Here is our comment  to Fabius Maximus, http://fabiusmaximus.wordpress.com/, posted on rge http://www.rgemonitor.com/globalmacro-monitor/254129#125448

New recommendations to solve our financial crisis (and I admit that I was wrong) Fabius Maximus | Oct 23, 2008 Summary:  Please vote, and do so carefully!  This could be one of the most important elections in American history, as continued economic crisis might require a massive (and hopefully temporary) expansion of government power — unlike anything we have seen except during wars. On September 25 I sketched out A solution to our financial crisis, in three parts. (1)  Stabilize the financial system – Being attempted, probably now it’s too late. (2a)  Stabilize the economy with monetary stimulus– Rates are coming down and money printed, but probably with relatively little effect. (2b)  Stabilize the economy with fiscal stimulus — Just now being considered; will work but slow to implement and slow to have effect. (3)  Arrange long-term financing for steps #1 and #2 with our foreign creditors – Unacceptable to our leaders at this time. Parts 1 and 2 are being implemented, much as described.  Part 3 was described as necessary at some point in the future.  I said that these probably would not work over the medium to long term, but would mitigate the downturn (slow or even reduce the economic decline, and alleviate the resulting suffering). I was wrong.  The rate of decline — destabilization of the global financial system – has become so great that these measures will prove insufficient.  In my opinion (these are, of course, guesses).  Since I doubt our leaders have a Plan B, here is a suggestion. Extreme mobilization by the government of our economic resources, as we have done during wars.

Hei Fab I always read your blog and I quote it, suggest it from mines. Thanks for the self-critique, actually more convincing than Greenspan’s… I agree on a war-like mobilization for the immediate short term, a sort of OBAMA NEW DEAL or even more than that. The war metaphor is important in the US, where only military Keynesianism is allowed by the “public opinion” and pop culture. And beyond? I can’t see how this severe recession and credit meltdown might not go into sharp deflation and then depression, until wealth redistribution is taken seriously and DRASTICALLY into account. Yours Fabius Minimus Reply to this comment By enzo fabio arcangeli on 2008-10-24 03:25:21    Oct. 21.

THE FRENCH STATE entropy: from champions nationaux to no selection, saving everybody.

Sarkozy applies financial socialism and semi-nationalise 6 banks. Meltdown financial capitalism rediscovers “Partecipazioni Statali”, i.e. what Mussolini  already did in the 1930s. ft – France injects €10.5bn into top six banks

The French government’s injection in the form of subordinated loans will shore up balance sheets and maintain credit provision for consumers and businesses – 11:28 Crédit Agricole would receive €3bn, BNP Paribas €2.55bn, Société Générale €1.7bn, Crédit Mutuel €1.2bn, Caisse d’Epargne €1.1bn and Banque Populaire €0.95bn.

WE REPRODUCE HERE THE ABSTRACT OF OUR STATIC PAGE  “AAA UPDATES …”, that we strongly  recommend to our readers and students, since it develops in real time a collection and comment of economic analyses and policies. This ABSTRACT answers the historical FAQ no.1, after the Wall Street collapse.

SUMMARY

THE DEFINITIVE CRISIS OF FINANCIAL CAPITALISM? MAYBE; BUT NOT  NECESSARILY, and the game is not over yet. Its Greenspan – Reaganite standard version is certainly dead forever –  in the earthquake moved by the shadow finance meltdown. But – doing  their business as usual of collaborationists with Rentier Capital –  social-democrats “doc” à la Gordon Brown (followed willy nilly by such neophites as Bush, Merkel and Sarkò) are desperately looking for a “financial socialist” escape from this cul-de-sac, meltdown and ruins of a Glorious Years past.  Most likely, they won’t succeed: a. first of all since their analysis is wrong (it’s not based  on Keynes, Kalecki and Minsky), b. therefore their cures are just palliatives; c. they just use State muscles, not the brain (see a Lex editorial on this, on Oct. 13: Brownian Motion in Europe). We can take these two Marx-Keynesian axioms for granted. For sure: 1) By Bernd Debusmann

WASHINGTON (Reuters) – Capitalism as we used to know it is on its deathbed. And those who predicted that the old brand, the unfettered, American-promoted system, was a danger to the world, are being vindicated. They include Karl Marx … (our red-bold and underlining).

2) Giorgio Ruffolo, following but also updating Marx: “Il capitalismo ha i secoli contati (its end is a matter of centuries)”. Now Financial Capitalism might be dead. But capitalism as such will not disappear soon, not before an evolutionarily fitter “mode of production and distribution” emerges – within the same social evolution and organisation, carrying the irreversible decline of Late Capitalisms (Ernst Mandel). 3) Carlota Perez (in sintonia with Wallerstein, in a LW perspective on deflation – see also Aglietta and Berrebi): behind the financial eltdown catastrophe, there are institutional and political nodes delayed for decades. An ICT-led long wave almost aborted as a result: https://enzofabioarcangeli.files.wordpress.com/2008/06/subcrimebiosocialscience1.pdf 4) Wallerstein, the marxist historian, concludes his Oct. 15 post on  badmatthew: http://badmatthew.blogspot.com/2008/10/wallerstein-on-return-of-depression.html by saying that – 4A)  capitalism IS DEAD – a dissenting view – as a matter of decades, NOT centuries (versus Ruffolo), – 4B) and joining post-Schumpeterian Carlota’s and neo-marxist Aglietta’s regulation arguments: What happens when we reach such a point is that the system bifurcates (in the language of complexity studies). The immediate consequence is high chaotic turbulence, which our world-system is experiencing at the moment and will continue to experience for perhaps another 20-50 years. (…)  We can assert with confidence that the present system cannot survive. What we cannot predict is which new order will be chosen to replace it, because it will be the result of an infinity of individual pressures. But sooner or later, a new system will be installed. This will not be a capitalist system but it may be far worse (even more polarizing and hierarchical) or much better (relatively democratic and relatively egalitarian) than such a system. The choice of a new system is the major worldwide political struggle of our times. As for our immediate short-run ad interim prospects, it is clear what is happening everywhere. We have been moving into a protectionist world (forget about so-called globalization). We have been moving into a much larger direct role of government in production. Even the United States and Great Britain are partially nationalizing the banks and the dying big industries. We are moving into populist government-led redistribution, which can take left-of-center social-democratic forms or far right authoritarian forms.”

ft Man in the News: John Maynard Keynes Keynes’ ideas for saving capitalism from itself look increasingly relevant, and his words are a fair assessment of the dangers we face once again – Oct-17 The cautious, prudent wsj on  Oct.18, Bernanke and the Famous Helicopter:

with even the talk of deflation on the horizon, as unlikely as the prospect may be, get ready for more caricatures of Ben Bernanke sitting in a helicopter and dropping cash from the sky.

BEHIND THE CORNER – the possibility, risk of a  SHORT-TERM ACCELERATION, CONSOLIDATION OF THE LONG-TERM DEFLATIONARY GLOBAL REGIME (analysed by Aglietta and Berrebi in their book), that is already governing the global markets (commodities, finance, money, and final products) from 15 years on.  That is, a sharp fall of prices and (consumer, investment, intermediate) demand delays, in a deadly downward spiral. The Fed is worrying about it; although they believe this risk is still low: A NEW RATE REBATE WILL FOLLOW SOON, and this signals they are worrying a lot, and planning “liquidity trap” policies (at zero real interest rates).

THE SPECTRE OF MARX

(Derrida was right)

Marx reappears after so long on top of Reuters news, with a nice picture (I told you so),  in an Oct. 15 column by  Bernd Debusmann:

Karl Marx and the world financial crisis

Those measures included buying stakes in major banks – in effect partial nationalization – and would make Marx smile if he could rise from his grave. In the Communist Manifesto he and his collaborator Friedrich Engels published in 1848, Marx listed government control of capital as one of the ten essential steps on the road to communism. Step five: “Centralization of credit in the hands of the state …” … the control center of the financial market has already begun shifting from New York to Washington. (…) Amid the gloom and anxiety of the worst financial crisis since the Great Depression, which started in the United States in 1929 and then spread to the rest of the world, there are hopes that Capitalism 2.0 (if it ever comes about) will result in a more equal society. “There is a tremendous opportunity now to narrow the income gap,” says Sam Pizzigati of the Institute for Policy Studies, a Washington think tank.

The ft certifies what markets have announced again and again, with NO rally – after the October 6-10 BLACK WEEK, and the policy answer:

a sudden and massive nationalisation of the entire Atlantic  (US-EU) credit industry.

An interesting debate was occurring in Italy between Alesina and Draghi: Why didn’t you nationalise before? According to Draghi, in August the current scenario was unthinkable.

Shall we suggest the Bank of Italy to read Roudini and de(e)pre(ce)ssion?

ft – Editorial

Saving the banks was just a first step

Published: October 17 2008 20:40 | Last updated: October 17 2008 20:40

The tide, finally, seems to have turned on the banking crisis. More financial institutions will run into trouble, but governments have moved ahead of the crisis and can – at long last – deal with it systematically. If banks now support the real economy by providing credit, more drastic steps – like full-blown nationalisation – ought not be necessary. Despite arguably the worst financial problems in a century, parallels to the Great Depression now seem hyperbolical. That is a serious step forward. We are, however, still heading into a vicious real economy slowdown. Forecasters seem to have been competing in a reverse auction to cut their expectations for growth in the next two years. A prolonged period of stagnation and recession now seems likely for the US, UK and eurozone, likely to be the worst slowdown since the early 1980s. Pain will not be confined to or concentrated in any one sector – patterns of unemployment are impossible to predict. But some industries are particularly vulnerable; makers of hefty durable goods are the first to suffer. Sales of cars, furniture and home appliances are already in free-fall. (…) Governments have, suddenly, risen to the challenges facing them, turning horrifying problems of bank confidence into manageable fiscal woes. They may even need to do the same with problems of growth by expanding public spending.

Better later than never. What is missing in the authoritative London paper, is the implicit class conflict: Hood Robin or Robin Hood? Which fiscal policy? Ask Joe the plumber… The wsj is certifying today (Oct. 18) that the LR deflation (that they ignore) is possibly giving pace to an acute, SR one, the Fed is seriously thinking and even acting about:

Threat of Deflation Looms

Policy makers navigating the U.S. through the global credit crisis may have a new concern on the horizon for 2009: deflation. The risk of deflation remains slim. But the financial shock and a faltering economy can set the stage for a deflationary environment.

Bernanke and the Famous Helicopter

Today’s financial shock and deep economic turmoil are common preconditions for deflation. As reported in Saturday’s Wall Street Journal, however, Federal Reserve officials see a broad-based decline in prices as possible though highly unlikely.

The central bank faced the prospect of deflation five years ago, as core inflation (excluding food and energy) and the federal funds rate sat around 1%. … options to stimulate economic growth even if the federal funds rate were to drop to zero. Among them: using communications to shape public expectations about the course of interest rates; increasing the size of the central bank’s balance sheet; and changing the composition of the balance sheet to target particular areas. (The Fed is already doing some of that targeting with a balance sheet that has expanded enormously in recent weeks.)

Fed speeches and papers on deflation: Deflation: Making Sure “It” Doesn’t Happen Here (Bernanke) Conducting Monetary Policy at Very Low Short-Term Interest Rates (Bernanke and Vincent Reinhart) Monetary Policy Alternatives at the Zero Bound (Bernanke, Reinhart and Brian Sack)