club paradise: schiavi nel Tavoliere delle Puglie

Nel deserto che sarà tra pochi decenni l’infuocato Tavoliere, rifletteranno il sole le ossa bianche degli schiavi che vi  avevano lavorato le ultime terre fertili.

L’economia (neo-) marxista contemporanea ha sviluppato un importante teorema, di grande portata storica e capacità interpretativa della intima natura del modo di produzione e distribuzione capitalistico (macchina di innovazione-ingiustizia):

la estrazione di plusvalore relativo (da progresso tecnico-organizzativo: oggi ICT, bio-nanotech, carbon-saving energy ed organizzazioni fluide) e’ TENDENZIALENTE proporzionale a, ed accompagnata da (o in qualche altro nodo della stessa rete-filiera che innova, o in altre reti e settori c.d. “arretrati” ossia a più lenta adesione, di volta in volta, ai paradigmi tecnologici pervasivi) una eguale  crescita (per meccanismi di trasmissione via istituzioni e lotte sociali; moneta, valori e mercati) del plusvalore assoluto da sfruttamento brutale, disumano ed estremo, senza nemmeno i falsi, ipocriti e miserabili “diritti” liberal-borghesi di lorsignori:

a) indurimento delle condizioni di erogazone di forza lavoro: l’allungamento della settimana lavorativa, ed il perseguimento della produttività a base di assassinio, comando,  costrizione psichica, distruzione militare delle organizzazioni dei lavoratori, soprusi, terrore  e violenza fisica;

b) fascismo anti-salariale (dall’operazione condotta da Mussolini negli anni ’20, poi dal Reaganismo negli anni ’80): la confisca e rapina salariale (e di altri redditi da lavoro), per abbassamento della paga al di sotto del livello minimo di riproduzione e sussistenza della forza lavoro, inteso in senso storico-geografico (non il solo pugno di riso, di cui vivono 1,5 miliardi di esseri sub-umani, pari a quasi la metà della forza lavoro);

c) le para-schiavitù contemporanee (area grigia tra lavoro nero e lavoro schiavo), che sono state promosse su larga scala: dalla filosofia politica del Liberismo di Miltie Friedman,  dalle (opposte: tra il dire e il fare …) politiche interventiste e  statalistiche unilateralmente pro-Capitale e\o pro-Finanza di rapina del Reaganismo, e dalla globalizzazione selvaggia della New Economy Clintoniana (ossia, dagli stessi uomini e donne che oggi fanno parte della Amministrazione Obama, e stessi consiglieri);

d) la schiavitù strictu sensu come definita scientificamente – il lavoro non libero (classe di  casi estremi sub a) ergo non salariato (casi estremi sub b, sino alla remunerazione nulla). Poiche’, nell’analisi DEFINITIVA di Marx su questo punto, il lavoro salariato pre-suppone la “liberazione” delle classi umili dalla propria associazione con i mezzi di sussistenza e di produzione: che esse siano distaccate da artigianato urbano, vita contadina rurale  e condizioni servili o di schiavitù, per essere obbligate a vendere la propria forza lavoro sui mercati del lavoro.  Per contro-tendenza, la schiavitù (come le Comunità) e’ una delle varie forme di persistenza sistemica di forme pre-capitalistiche, analizzata da Marx nel famoso brano dei Grundgrisse.

Quest’ultima, la vera e popria schiavitù impiega oggi grosso modo il 10% della forza lavoro mondiale; potrei essere più preciso consultando Valter Zanini, sociologo unipd, le cui definizioni e quindi stime quantitative differiscono in parte da quelle “ufficiali” dell’ILO di Ginervra; ma ricordo che quello e’ l’ordine di grandezza). Se dovessimo verificare empiricamente la validità o meno del TEOREMA NEO- MARXIANO, dovremmo attenderci che IN MEDIA un 50% della forza lavoro sia erogata in condizioni di applicazione del progresso tecnico (in primis il capitale ICT, in Occidente sempre più combinato con lavoro autonomo cognitivo e creativo, e meno a L salariato – come analizzato da Sergio Bologna), l’altro 50% nelle condizioni a+b+c+d sopra (in % variabili tra paesi e settori).

Facendo i conti, il teorema marxiano risulta  peccare di ottimismo: oggi, grazie a 25 anni di Reagan-Clintonismo di destra e sinistra, si estrae plusvalore assoluto da ben oltre il 50% della forza lavoro globale.

Di fatto, per vari motivi concomitanti e  processi cumulativi, mutualmente rafforzati, gli ultimi 25 anni della “New Gilded Age (Nuova Era Corporativa)” hanno applicato ed  inasprito la LEGGE DELLA PROPORZIONALITA’, s-bilanciandone e s-proporzionandone però gli effetti a favore di schiavismo in senso stretto e lato, e l’associato PLUSVALORE ASSOLUTO, DA TALLONE DEL COMANDO E DEL RICATTO.
Contro tutte  le legittime, ma anche falsificabili  teorie Schumpeteriane, che qui crollano in capacità previsiva (rispetto a Ricardo-Sraffa-Pasinetti, Marx, Kalecki-Keynes-Minsky e gli stessi costrutti neoclassici), rivelando una debolezza teorica complessiva, una estrema fragilità e parzialità. Ancor peggio se la cava, e la realtà spazza via senza  pietà tutta la  sciocca vulgata Schumpeteriana nei guru, media e sociologi di punta: l’era digitale (Castells), le classi creative (Florida) e tutte quelle Grandi Narrazioni tardo-Moderne per prenderci in giro. In questi 25 anni:
1) POCO PV RELATIVO.  L’aborto deflazionistico (Aglietta e Berrebi 2007) della Onda Lunga ICT, ha compresso il PV relativo molto al di sotto della sua  crescita potenziale.
2) TANTO PV ASSOLUTO,  autentiche “bolle specuative” di PV ASSOLUTO ESTORTO, DI TRASFERIMENTO (da ceti produttivi a Rentiers) E DI RAPINA, come meglio di tutti ha intuito  David Harvey. Infatti contemporaneamente, nello stesso processo politico-economico e suoi cicli brevi, la insostenibile tassa Reaganiana sul  Terzo Mondo ha dato il via ad una serie di processi economico-creditizi e finanziari  sempre più insostenibili, con sbocco inevitabile, QUASI-PROGRAMMATO in  una deflazione globale tendenziale (che oggi esplode in forma acuta).

Ciò ha generato una esplosione e fioritura di “100 fiori” di PV assoluto, ad esempio nelle 2 grandi potenze ex-comuniste: le donne russe, dalle donne sinora più liberate della storia umana, alla prostituzione (si vedano le inchieste di Loretta Napoleoni, su “L’internazionale” e nel suo ultimo libro-inchiesta); i contadini affamati e senza Welfare, cinesi ed indiani, inseriti nella catena dei mercati del lavoro regionali ed  inter-regionali.

Come mi diceva ieri  un amico, dandomi una LEZIONE DI BIO-ECONOMIA: “io  non so cosa sia questa crisi; io la vivo da 8 anni, da quando cambiando vari lavori, mentre l’€ raddoppiava molti prezzi,  il mio stipendio e’ sceso da 2500 a 1500 €”. Quindi il suo salario reale e potere d’acquisto si e’ più che dimezzato.
PER EFFETTO DI UNA POMPA DI PV ASSOLUTO, IL CUI POTENZIALE E’ GENERATO DAL MECCANISMO DI SQUILIBRIO GLOBALE 2\1 tra OFFERTA E DOMANDA DI FORZA LAVORO. Un potenziale che non si riassorbirà per decenni, rendendo i Capitalismi distributivamente-ecologicamente-finanziariamente-generazionalmente insostenibili (Giorgio Ruffolo), e facendo proseguire indefinitamente questa Onda Anomala di PV assoluto, che comprime il progresso tecnico, e  smentisce i Capitalismi nel loro ossimoro definitorio ed ideologico: sono SOLO INGIUSTI; E TUTT’ALTRO CHE INNOVATIVI, semmai il contrario. Oggi come oggi, si direbbe che questa Super-Bolla di PV assoluto debba durare sino alla metà di questo secolo. A questo punto, pare difficile credere che il Modo di Produzione-Distribuzione stesso possa reggere in tali condizioni di grave incoerenza sistemica, assenza di regimi di regulation:
i capitalismi hanno i secoli contati come dice Ruffolo, o i decenni?

2 CASI STUDIO DI SCHIAVI.

1 — Nikola Chesnais (figlio dell’economista François) ha da poco realizzato un premiato ed eccezionale documentario nel NE Brasiliano, sulla schiavitù rurale.

2 — Stanno trasmettendo a radio3 (percorsi@rai.it) un servizio sull’Inferno dei vivi IN ITALIA (il Bel Paese di cacca non sfugge alla citata legge del plusvalore):

–  alcune decine  di polacchi sono scomparsi nel nulla nel Tavoliere: molti  saranno stati già ammazzati, altri sono morti stremati di lavoro schiavo; altri ancora vivono (per modo di dire) ancora, schiavi del lavoro forzato nei campi; venivano a guadagnare pochi € per il matrimonio della sorella, o per la vecchiaia dei genitori.

La prima denuncia della schiavitù in Puglia, l’hanno fatta 3 studenti polacchi nell’estate 2005: uno di loro ora vuol tornare in Polonia per studiare Ingegneria. Si chiama Iakub “Kuba” Celski ed adesso si fa  chiamare Iacopo. Sente ancora i morsi della fame di 3 anni fa. Se uno cadeva, lavorando 14-16 ore al giorno nei campi senza mangiare e senza bere, veniva lasciato li. Il lavoro continuava. Come in tutti i racconti di schiavitù e post-schiavitù:  mi ricorda infatti le storie  dei neri “liberati” dai campi di cotone, che costruivano ferrovie negli Stati del profondo Sud, e cantavano (singolarmente, non in collettivo) i primi blues della disperazione, eccheggiando una ritmica e musicalità di antichi canti pastorali del Sahel, dei loro avi.

I tre amici leggono un annunzio su un giornale polacco ed arrivano di notte ad Ortanova, dove vengono sequestrati dai caporali de “il cane”, un Kapò polacco tatuato con precedenti oscuri, facente funzione di luogotenente nella fattoria “Club Paradise” di Ortanova, basata sul lavoro schiavo. Il giornale prometteva 3  € all’ora, invece la paga e’  a cottimo, ma la ditta la versa ai caporali che di rado lasciano sfuggire qualcosa agli schiavi. Questi lavorano gratis a ritmi che pure nell’incivile Mezzogiorno non si usavano più da generazioni.

I tre riescono a scappare, hanno ancora i cellulari e chiamano in Polonia, vengono salvati prima che i capò-caporali li riprendano; si arriverà alla denuncia ai CC di Foggia Centrale e quindi  all’arresto di alcuni criminali. Seguiranno altre 700 denunce. Oggi nel Tavoliere e’ crollato nel nulla com’e’ giusto accadesse  il distretto dei divani e del mobile, basato solo sulla price competition, e  di lavoro proprio non ce n’e’.

Il capitalismo e’ cosi: se c’e’ sviluppo, i padroni  trattano  uomini e donne come bestie appena sia loro possibile, e consumano, distruggono interi  ecosistemi delicati (per carenza d’acqua, e prossima desertificazione) e di pregio come il Tavoliere; se non c’e’ sviluppo, si crepa di fame in modo più dolce, senza lavorare.

All’inizio della trasmissione hanno ricordato un bel libro di Tommaso Fiore “il cafone all’inferno”; dopo un pò che e’ arrivato li, il cafone pensa “tutto sommato si sta meglio qui che a lavorare la terra, anche se i diavoli ti violentano l’anima”. Ad un certo punto, Lucifero decide di de-localizzarsi nel Tavoliere.

E li sta attualmente: per un polacco liberato ed uno scannatoio chiuso, se se ne saranno aperti altri 10 specializzati  in bestie dalla pelle abronzata.

Nel deserto che sarà tra pochi decenni l’infuocato Tavoliere, rifletteranno il sole le ossa bianche degli schiavi che vi  avevano lavorato le ultime terre fertili.

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Veltroni travolto dal treno della lotta di classe: non l’aveva visto arrivare

BeBo rules – è passato un treno padano

Le elezioni del 14 marzo, le ha stravinte Bossi al Nord, specie Verona (il nostro popolarissimo sindaco sceriffo prende da quasi niente ad 1/3 dei voti cittadini, ma è rieletto sugli scudi anche il mio sindaco a Bussolengo), Veneto, Insubria cimbra e Lumbard. Ma anche, nel BP, vince lo stratega Berusconi che s’è stretto in alleanza strategica con gli emergenti – da vedere chi guadagna e perde nell’alleanza, chi  investe e quanto nel matrimonio, e qual’è la regola distributiva del plusvalore politico, direbbe giustamente la  Fede Perali’s family economics.

Ora, come hanno detto la notte stessa gli amici ultra-lib di nFA (noisefromamerika.com), Michele Boldrin & C, c’è un vantaggio nella prima repubblica imberlusconata, rispetto al paradigma DC-PCI della guerra fredda ed ai suoi papocchi: ci sono vincitori assoluti e sconfitti assoluti: tutti gli altri, Fini incluso.

Veltroni non solo non aveva visto un treno, che l’ha travolto e polverizato: era convinto che fossero tutti cancellati. Camminava tranquillo sulle rotaie cantarellando: i treni son finiti, i treni son finiti …

Veltroni? Aveva fatto un’affermazione chiave in campagna eletorale (giustamente rimbeccata dal tramontato Bertinotti, pure lui travolto dalla lotta di classe, nel Nord in trincea con i tedeschi e gli svizzeri, contro i Chindiani low cost- che hanno appena fatto un investimento in Campania, NB – e la reindustrializzazione US da $ debole):

– ragazzi, la festa è finita, lo aveva detto Kennedy: LA LOTTA DI CLASSE E’ FINITA.

L’aveva detto, la penultima volta, il grande Ralf Dahrendorf  negli anni ’60, pochi anni prima della seconda più grande ondata mondiale di lotta di classe operaia del XX secolo. Ma adesso, nessun osservatore serio dice che è morta: tutti ne indagano i nuovi profili e fanno scommesse da dove e da chi partirà un’onda nuova, che oggi ha 2 Tsunami contro: 1) 1 miliardo e mezzo di contadini poveri immessi nelle reti globali dei MdL; 2) una recessione mondiale durissima, ormai innescata. O, come dice Lipovetsky, è la cultura di classe che è morta: TUTT’ALTRA COSA! Se pensate che l’operaio rosso che ha votato Lega non farà lotte dure, avrete sorprese (vedi Cremaschi sotto).

Stamane su radio 3 Antonio Politi specifica e ribadisce il Veltroni-pensiero (o è una SUA versione?): oddio il treno c’è, ed è padano.  Assioma dei vertici neo-centristi stra-sconfitti, ma che insistono a non dimettersi: nella PMI e nei distretti, c’è coincidenza di classe tra operai e padroncini; la classe  non c’è più. Peccato che, non queste baggianate da 15/30 in sociologia del lavoro, ma l’analisi di classe del diffuso l’abbiamo fatta, rifatta ed aggiornata per 40 anni, nella rete dei centri di ricerca veneti; questi  cialtroni non sanno di cosa parlano: leggono l’ultimo aritcolo di sociologia di CorSera ed è tutto. Attendibile la cimbro-pensata di Politi (e Veltroni). Apparentemente IPER-realistica: parlano fatti e voti. Ma andatevene a casa e rileggetevi non dico Marx baubau, ma le basi di scienze sociali da Tocqueville a Bourdieu: i classici, parbleu!

Ai lettori di giornali (non i bollettini di casta e sotto-casta italiani: quelli veri) e dei dossettiani-giovannei segni dei tempi, risulta invece che i treni della  lotta di classe continuino a solcare e dividere, in fronti alleati o opposti, una NUOVA superficie geopolitica ed economica. More or less:

FAQ 1. dove sta, cosa fa la “Megalopoli Padana”? (io ho sempre usato questo termine rigoroso dell’amico Eugenio Turri, ma per i sinistri veneti pareva che bestemmiassi in antico cimbro)

Non sta forse in trincea a difendersi con l’elmetto – non certo il lusso o la frontiera tecnologia svizzero-tedesca dell’UCIMU – ma  tutto il bulk della PMI ancora poco specializzata ed internazionalizzata, che non ha saputo reagire strategicamente, in modo ottimo di lungo periodo, all’€, o non ha accumulato apprendimento, conoscenze e  risorse per farlo con successo?

Non dite fregnacce allora con le vostre fantomatiche melting-pot classes: guardate ai processi di apprendimento e cognitivi in corso; agli scenari di mutamento strutturale e ridislocazione di classe: – locali-locali (chi investe sul Capitale Intellettuale, chi sul precariato e chi vincerà dei 2).

– Regionali-europei:

– sistema finanziario “chiuso” franco-renano, e modelli sociali europei in genere – ora in auge, rafforzati dalla crisi US, ma non per molto;

– l’Europa emergente dei nuovi lavoratori autonomi di Sergio Bologna, in buona parte (ma non del tutto) coincidenti coi KBBS di Ian Miles e creative class di Richard Florida;

– paradigmatica la Celtic Tiger irlandese, guidata da una Dublin che ha imparato l’economia urbana di Jane Jacobs, ed è stellarmente opposta ai Brambilla cimbri.

– E nel mondo: lotta di sistema-paese col coltello in bocca: merci cinesi senza sbocco US invaderanno anche deserti e ghiacciai; fianco debole della PMI italiana = morto che cammina, ma nella sua ultima trincea ESIGE di essere difeso dal sistema-paese, come lo sono i suoi concorrenti. Quindi hanno ottimizzato votando Lega in massa – e non uno di loro con la fregola di fare il Ministro Veneto di Veltroni.

Deeprecession lo dice in tutte le salse, potremmo anche sbagliare: ma a noi pare che la speculazione SUBPRIME sia un episodio di rapina di classe e guerra civile senza precedenti. Veltroni, cos’ha capito nella sua testolina kennedy-obamiana? Se ne vada a casa col suo buonismo: noi l’Africa la conosciamo bene, e sappiamo che anche lì non sanno proprio che farsene della sua carità parolaia e pelosa. Hanno dignità.

Se pensate che queste analisi DI CLASSE, RICARDO-MARXIANE siano pippe intellettuali, guardate che popò di POLICY IMPLICATIONS derivano dai 3 paradigmi di scienze sociali con cui leggere la Metropoli Padana: a) classista di deeprecession: Smith-Ricardo-Marx-Kalecki, b) a-classista con venature più cimbre che Blairiane di Politi-Veltroni; c) regionalista cimbro doc di BeBo e Tremonti.

Cremaschi e Tremonti: occhio, col tit-for-tat protezionistico non si scherza!

Poi c’è il compagno  Cremaschi, cui mi unisce molto, anche una comune amicizia con Giorgio Lunghini. BENE LA SUA ANALISI DI CLASSE in diretta, il polso delle fabbriche.

Qui i bipartisan di CorSera (non era meglio se Ricucci non se li comprava e rivendeva al Cavaliere? avremmo il bipolarismo anche nei media) gli giocano un tiro mancino, mettendo nel titolo di ieri, giovedi 17 aprile: non sbaglia Tremonti? Lui aveva detto cose più articolate. Ma: OCCHIO! 

Keynes ritorna,  la sua Lezione è un monito: col tit4tat la depressione si avvita, si avvita: ed è GUERRA MONDIALE

posted by efa, 080418, GMT 9:45