Terroristi Millennial a Mumbai 11\26: s’incammina il millennio

BREAKING NEWS. Confermando tutta la nostra analisi di questi giorni, sviluppata  in questo post, si e’ saputo ora che il terrorista sopravvissuto ha confessato di appartenere a LeT.

Un servizio di intelligence esclusivo di deeprecession, analizzando e reinterpretando le fonti più autorevoli.

Ed un appello accorato: Obama, FAI QUALCOSA DI PACIFICO in Israele\Palestina entro il 2009! Pleeeease!

“Eliminare le ingiustizie, risolvere il problema palestinese, appoggiare gli islamici moderati, chiudere i campi in Pakistan, smetterla con l’ipocrisia: chi vince lobere elezioni va al governo anche se non piace all’Occidente” (G.D. Roberts).

Sorry, but: la nostra intelligence batte ai punti sia il Times che il NY Times, a questo giro. Ormai i blog battono i media che non ci tengono più testa. Solo qui l’analisi aggiornata,  basata su fatti e  già le prime conclusioni, ovviamente rivedibili. Ci sono 178 gruppi terroristi in India.

Hanno fatto  – nella nostra colpevole disattenzione: adesso sul web le fonti ci sono – 3236 vittime nel 2005, 2765 nel 2006 (fonte: SADR), 2300 vittime nel 2007 (fonte: US State Dept., rapporto annuale sul Terrorismo di aprile) ed altre migliaia nel 2008 (paradosso: il trend e’ stato decrescente, ma pensiamo di no quest’anno). Noi non ci lasciamo confondere le idee dalle loro complicate galassie e strategiche cortine fumogene, non siamo mica scemi.

Si sa benissimo e da giorni (a combattimenti ancora in corso): non chi sono, con tutti quei nomi e documenti falsi fabbricati pare in Bangladesh (da cui l’accesso in India via South Bengala e’ più facile), ma:

– cosa vogliono e come ragionano: da nazi-islamisti quali sono;

– da dove sono venuti i 10\20 di Mumbai: in nave da una spiaggia alla periferia di Karachi;

– chi li ha armati, finanziati, fornisce logistica e  retroterra: l’ISI, il servizio segreto Paki; non solo sue frange e 007 in pensione (questa noi non ce la beviamo: si veda satp.org);

– chi li ha addestrati, reclutati e spediti: Lashkar-e-Toiba ALIAS Jama’at-ud-Da’awa, “l’armata dei puri”. Il loro fondatore e padre padrone Hafiz Muhammad Saeed.

L’ha dichiarato il 10° (o 20°?), tutti l’hanno pubblicato e Crozzianamente NON CAPIAMO LA RELAZIONE. Perche’ nessun media (forse qualche blog, di sicuro il nostro) non la fa, la relazione?

2 misteri ed 1 nostro scoop investigativo:

1)  in 10 giovinastri, tengono in scacco una delle top 10 world cities per 60 ore. A tattiche e strategie cangianti del nemico Jihadista, possibile che le grandi democrazie debbano così spesso offrire il fianco? Premio “scuola di elite”  ai corsi militari di Lashkani!  Purtroppo  pare che a New Delhi stiano pensando di chiudere i negoziati di pace con Islamabad per il Kashmir, cosi ‘sti stronzi gliela danno vinta ai terroristi di LeT. Solo un deficiente può agire così, senza essere al loro servizio !!!

2) Qui  sveliamo solo il 2° e minore, ma rivelatore mistero: quello  dei braccialetti arancione indù portati dai terroristi nazi-islamisti usciti da quelle scuole militari (un esclusivo scoop di deeprecession); questo dettaglio minore della agghacciante aggressione alla Mumbai della speranza, non e’ affatto casuale. Rientra nel solito meccanismo in cui l’ISI infiltra terroristi in India, e l’India non vede l’ora di poter dire che vengano tutti da fuori. Stavolta, come dimostreremo sotto, i nazisti di LeT volevano passare da terroristi indu – e proprio nelle decisive prime ore e notizie,  la loro confusione i braccialetti indù l’hanno fatta.

Cominicia infatti ad esser chiaro che le forze sovversive jihadiste, da decenni coordinate sotto la regia dell’ISI Pakistano, il servizio segreto non ancora in pieno, effettuale  controllo da parte del nuovo Gen., che gode di buona reputazione ma e’ in carica a capo dell’ISI solo da settembre 2008, puntano a:

a) influire sulla campagna elettorale indiana, per farla perdere al Partito del Congresso;

b) rompere SUBITO E – se possibile –  DEFINITIVAMENTE  il raro, nuovo clima pacifico India-Pakistan, che stava per instaurarsi dopo la svolta demcratica ad Islamabad – seguita allo sciagurato delitto politico del dicembre 2007.

c) SONO NAZISTI – volevano come primo obiettivo  una carneficina di Israeliani a Narinam Point  – un luogo storico, un punto di snodo di rapporti millenarii, dove il giovane israeliano, dopo la naja, passa per fare il pellegrinaggio in India, alla fonte originale stessa dell’anima orientale della nostra cultura greco-giudaico-illuminista (Αθήνα – Atene, Jerusalem e Paris). 

Noi non siamo mai stati d’accordo col Presidente Bush sul “fascismo islamico”, IN QUANTO SI TRATTA  PALESEMENTE DI NAZISMO  (e non di fascismo) –  da decenni esteso, penetrato a piccole dosi e TOLLERATO in  vasti settori non estremisti; venendo a costituire un preciso “collante”  di omertà tra  gli Islam estremisti  e molti tra quelli  moderati (con le debite eccezioni, s’intende); il che rende, finche’ dura  L’EQUIVOCO SULLA QUESTONE EBRAICA,  poco isolabile e tagliabile l’ala estremista (a noi risulta che arrivino FINANZIAMENTI DALL’ARABIA SAUDITA agli stragisti di LeT, ad esempio, e per dire le cose come stanno).

Peccato che quasi tutta (al 90%?) la sinistra BUONISTA occidentale  faccia le 3 scimmiette su questo FENOMENO COSI’ EVIDENTE, ALLA LUCE DEL SOLE: come se  (AS IF) della Questione Ebraica se ne dovessero occupare i giudii, il 20° secolo fosse ormai acqua passata, e l’unico dovere del riformista buonista fosse difendere SOLO i sacrosanti, calpestati diritti e legittimi interessi Palestinesi. Cagandosi sotto le braghe, se l’Islam cattivo ci attacca:  sottoscriviamo il nocciolo delll’editoriale CorSera di sabato 29 u.s., a firma Galli della Loggia (L’Europa degli indecisi). Peccato che continui a tergiversare sui neo-con.

E se qualcuno avesse ancora dubbi, si legga  qualche appello recente di Saeed, il comandante supremo dell’assalto a Mumbai, quando invita (in  squallide, mortifere  pagliacciate propagandistiche, FINGENDO D’INTERESSARSI ALLE GENTI DEL KASHMIR, e di considerarlo un interlocutore) il nuovo Premier Pakistano a … riprendere la guerra contro l’India in Kashmir! Proprio là dove i suoi banditi hanno le basi guerrigliere, guarda caso.

Sia chiaro: a Saeed  unjepoffregaddemeno del nazionalismo Kashmir nel quale guazza come brodo di coltura: se non altro perche’  ideologicamente e’  Islam – internazionalista; inoltre, per questo satanasso il Kashmir e’ giusto un cinico, ottimo terreno dove piantare un cuneo nazista tra Islam e Pakistan-  c’e’ pure la Cina, in quel terreno d’incontro di 3 civiltà,  punto di accesso alla Via della Seta, sui cui passi  camminarono, affaticati ma sereni, i primi monaci buddisti diretti in Cina:  E.F. Knight (1993), Where Three Empires Meet, New Delhi-Madras: Asian Educational Services (ediz. orig. 1905); .

La storia di LeT, ben nota  nei dettagli pur in versioni differenziate, la vede nascere  a Lahore nel 1985 (fonte: loro stessi),  ed entrare  in Kashmir solo- credo –  attorno al 1993; secondo il DB del SATP, il primo massacro lo farebbero nel gennaio 1996, ma divengono “pesci nell’acqua” nell’indipendentismo mussulmano kashmiro, e partono con massacri e suicidi a ritmo regolare SOLO NEL 2001 (fonte: satp.com), ossia solo 16 anni dopo la loro fondazione come organizzazione paki NEO-NAZISTA INTERNAZIONALISTA, a fini globali anti-civiltà.

In una Conferenza del maggio 2006 dell’Institute for Conflict Management di New Delhi si affermava, al punto 3 della relazione di apertura del prof. Ajai Sahni:

The murder of innocents cannot be justified by any cause, but even within the context of the conflict within the Valley, there is no reason to believe that the terrorists and their backers are in any measure impelled or motivated by their concerns for the rights and aspirations of the people of J&K. It is useful to remind ourselves that Kashmiri Muslims, whose cause the terrorists claim to be fighting for, are the principal civilian casualties of terrorism in Jammu & Kashmir and account for as much as 85 per cent of the civilian victims of terrorism in the State.

A questa lettura DALLA NOSTRA PARTE (un ente di ricerca dell’India civile e democratica), si opponga un editoriale tra i tanti, sul sito degli STRAGISTI DI MUMBAI – un testo, e tutto un sito che parlano da soli, basta decodificarlo dal fumo propagandistico; ad es.: 

Negotiations with India must be called off

31-Jul-2008, 27th Rajab, 1429

Stavolta sbaglia analisi ed “intelligence” il Times, ed ha ragione il NYT; sbaglia il Times a vedere al Qaeda direttamente in azione a Mumbai; a ben vedere le cose, nemmeno indirettamente.

Lashkar-e-Toiba (LeT), una delle leader della galassia paki-nazista (con JeM, HuM, ed in Bangladesh HuJI), ha sempre avuto buoni rapporti con Qaeda. Il problema e’ che la CIA prevede Qaeda in traiettoria di declino, ed a MT emergerà – dalla competizione in corso – il suo erede. Se, come tutto lascia credere sinora, LeT ha fatto lei l’11 settembre indiano, lancia così la sua candidatura a questa guerra di successione che si trascinerà nei prossimi anni. E questo fine di competizione SUL FRONTE INTERNO sarebbe allora la sua vera Mission nazi-aziendale a Mumbai; in tal caso colpirà ancora da qualche parte e non solo in India, per capitalizzare il “successo” (sic) oltre ogni  aspettativa. E sfida in campo aperto il nuovo governo di Islamabad, che

– assiste impotente a tutto ciò: ha la forza di smantellare LeT? Se  non lo fa oggi stesso, prima di Natale, quando mai? Le prove ci sono tutte, abbondanti.

– Non ha la più pallida idea di cosa bolla in pentola dei “suoi” (sic) servizi segreti. Speriamo sia così, sennò sarebbe peggio.

– Fa promesse di Pantalone a New Delhi: se ci sono complicità, … 

– Occorrerebbe fare qualcosa in Pakistan, aiutare il faticoso processo laico e democratico uscito dalle urne elettorali: si veda lì, nei territori tribali sede dei tranquilli,  indisturbati HQs di al Qaeda (mai stati un target dei neo-con, i neo-coglioni compagni di strada del Presidente Bush – mai stato uno di loro, lui: da vedere  il film W di Oliver Stone),  la situazione che emerge dal bollettino dell’Institute for Conflict Management di New Delhi: 

“The Pakistani state has continually negotiated with the Taliban in NWFP (North West Frontier Province), generally through jirgas. However, the dialogue has failed time and again. Temporary cease-fires have, in fact, allowed the Taliban-al Qaeda combine to regroup and rearm, while the state capacity has gradually diminished in the region.” (ultimo bollettino settimanale SAIR del 24 novembre, assessment 2: Pakistan. Kanchan Lakshman: Pakistan: Failing Frontier).

Qualcosa lì andava fatto sin dal 2001, invece di destabilizzare un dittatore tra i tanti,  baluardo sia contro l’Iran che contro la Jihad internazionale, come Saddam Hussein. Senza inutili deliri cospirativi, ma guardando ai fatti, osserviamo che:

Mai, dopo l’accordo Hitler-Stalin, con un impatto globale così catastrofico nella storia contemporanea, gli opposti estremismi (in questo caso neo-coglioni e neo-nazisti) sono andati a braccetto  – come in questi PAZZI, IRRESPONSABILI 7 ANNI CHE DIVIDONO TRA LORO I DUE 09\11, quello di Lower Manhattan e quello di Mumbai, i 2 fari della unica civiltà umana mondiale, d’occidente e d’oriente.

Un ottimo piano d’azione per una coalizione UN di buona volontà, alternativa alle pessime volontà del Pres. Bush,  lo dà una leggenda vivente,  come lo scrittore Aussie ex-.talebano gregory David Roberts (autobiografico in Shanataram, prossimamene sugli schermi). Non ci crederete, ma lui la mattina PRIMA dell’attentato stava seduto al “suo” bar di Mumbai (“LA CITTA’ DELLA TENEREZZA”), che la notte sarebbe stato attaccato; poi prese un aereo per l’Australia. RIsponde al CorSera:

“Eliminare le ingiustizie, risolvere il problema palestinese, appoggiare gli islamici moderati, chiudere i campi in Pakistan, smetterla con l’ipocrisia: chi vince lobere elezioni va al governo anche se non piace all’Occidente”.

 

INFINE, SU QUESTO POST:

2 sezioni di documentazione,  tra i migliori testi usciti “a caldo” nel mondo:

1. Loretta Napoleoni, la principale specialista al mondo di economia del terrorismo, interviene il 28 novembre  – L’Unità – sull’attacco terroristico, ancora in corso dopo 2 giorni a Mumbai. La sua considerazione sulla sicurezza negli hotel e’ condivisa dalla stampa indiana: Hotels pay the price for being ‘friendly’; set for change.

2. In una straordinaria ricostruzione degli eventi pre-attacco (non sappiamo quanto fondata, ma la fonte e’ serissima: Economic Times ossia l’ equivalente del “sole 24 ore”, il primo quotidiano economico del sub-continente), che riportiamo dopo Loretta, l’aggueritissimo esercito di teenager apparterebbe (era solo una ipotesi sinora) alla nota  Lashkar-e-Toiba.  (NdR: nei giorni seguenti si  e’ capito che Times of India ed altri media collegati, hanno avuto accesso realtime alle confessioni del terrorista sopravvissuto).

LeT: 12 anni di terrore in India. Il capo,  Hafiz Maometto Saeed, e’ leggendario per i suoi travestimenti. Questo il loro sito ufficiale: http://www.jamatdawah.org/

ORA, PROPRIO STUDIANDO IL LORO SITO ABBIAMO RICOSTRUITO il giallo dei braccialetti arancione indù portati dai guerrigileri urbani a Mumbai. Fa parte della loro tattica militare di contro-informazione; infatti il  padre-padrone di LeT  “San” Hafiz, dalla centrale di Lahore lancia messaggi fuorvianti, che a Mumbai si tratti di un attacco indù in risposta a supposte torture. Pare strano che il grande capo maomettano si sia dimenticato di aver a lungo addestrato, ed appena  mandato i suoi enfants terribles  a Mumbai. L’organizzazione nazi-islamica pakistana LeT punta il dito sulla principale fonte del terrorismo indu, Shiv Sena, per nascondere la propria mano assassina.

Ora, si sa benissimo che la prima fonte di addestramento militare, finanziamento e risorse di LeT e’ l’ISI; il famigerato servizio segreto “talebano” del Pakistan, coccolato dalla CIA a fini anti-russi e … anti-talebani (?!?).

Anche se i terroristi di Mumbai fossero dei cani sciolti (panzana poco credibile) della Galassia paki-jihadista che si estende  al Bangladesh, il sopravvissuto ha già dichiarato di essersi addestrato nelle scuole militari di LeT in Pakistan: dove LeT sarebbe illegale (fu messa al bando dal Gen. Musharraf), ma ha 200 acri di HQs presso Lahore e qualche migliaio di sedi decentrate per le sue attività molteplici, sia armate (opera con i suoi Feddayn suicidi in Kashmir, che sono di 2 tipi: i volontari sani, ed i malati gravi o terminali), che formative e di infiltrazione nella società civile  (approfitta di ogni catastrofe naturale per presentare il suo volto pacifico – sotto la label JuD,  e far proseliti).

Da ToI (Times  of India)  del 30 novembre:

NEW DELHI: In the fresh leads from the Mumbai terror attack investigation, Intelligence sources say they intercepted conversation between Muzammil, Muzaffarabad chief of LeT operations, and a certain Yahya in Bangladesh.

Yahya arranged SIM cards, fake ID-cards primarily from western countries like Mauritius, UK, US, Australia. A Mauritian identity card was found on one of the terrorists shot down.

The satellite phone found on the MV Kuber (ndr: il peschereccio usato per sbarcare clandestinamente a Mumbai, di cui parliamo sotto, nell’inserto 2 di questo blog) also has shown that calls were made to Jalalabad. These calls were traced to Zakir Ur Rehman, a chief of training of the LeT. 

Dopo le elezioni di Obama –  in risposta certamente  casuale e non voluta (osservatori superficiali hanno scritto il contrario, ma l’assalto a Mumbai fu deciso e pianificato  6 mesi fa, a primarie US ancora in corso), e’ la seconda volta che la Generazione Millennal scende in campo. Il millennio sta iniziando il suo lunghissimo cammino, chissà come si vedranno questi eventi nel 3000. Chi pensava che il problema fosse il bullismo, si ricreda.

Proprio per l’età (20-29) dei suoi protagonisti (se ne veda la letttura di Loretta), dopo l’11 settembre indiano, il 26 novembre 2008 di Mumbai, possiamo davvero  dire che la nave va, il Millennio sia iniziato. Non e’ stato uno scoppio di champagne, ma di granate ed AK.

Questi di LeT   sono più ambiziosi di Qaeda: vogliono “plant the ‘flag of Islam’ in Washington, Tel Aviv and New Delhi.”

La loro bandiera nazi-mussulmana, sappiamo bene dove ficcarla: nella tradizione impalatrice del conte Drakan di Transilvania.

1. Ecco il paradigma di lettura dei fatti centrato sulla Millennial Generation:

Miscela esplosiva

di Loretta Napoleoni

Gli americani mangiano il tacchino nel giorno del Ringraziamento incollati ai teleschermi dove la Cnn manda in onda le immagini agghiaccianti dell’attacco terrorista a Mumbai. Ironia della sorte vuole che la presidenza di George W. Bush si chiuda con il sangue che scorre lungo le strade di uno dei centri finanziari del villaggio globale, con una tragedia, insomma, proprio come era iniziata. Ma le similitudini con l’11 settembre sono poche altre: attacchi simultanei, ben coordinati e nulla più.

Il misterioso gruppo che si fa chiamareMujahedeen Deccan è infatti profondamente diverso dai «martiri di al Qaeda» che hanno terrorizzato il mondo negli ultimi anni. Composto da giovanissimi il commando non ha nessuna intenzione di finire in mille pezzi, al contrario i semi-adolescenti che intravediamo sui teleschermi imbracciano il fucile o lanciano bombe contro le forze dell’ordine. Anche gli obiettivi esulano da quelli tanto cari alla vecchia guardia di Al Qaeda e cio è mezzi di trasporto da utilizzare come bombe. Si tratta di bersagli difficili da gestire proprio perché la missione non è suicida ma da scontro armato. La dinamica da commando ricorda invece l’attacco di Monaco, durante i giochi olimpici degli anni ‘70. E la presenza degli ostaggi, accessori scomodi per chi vuole distruggere ma importantissimi per chi intende fare propaganda, sembra avvallare questo paragone. Ci troviamo di fronte ad una fusione tra terrorismo vecchio e nuovo, una miscela molto esplosiva.

Il cambio della tecnica, che abbandonato il martirio torna a essere di guerriglia, ha preso tutti, inclusa la sicurezza indiana, in contropiede. Questo è il primo errore dell’anti-terrorismo: credere che ci sia una modalità unica o dei modelli prefissati, che insomma esista un manuale delle tattiche terroriste. Il terrorismo è asimmetrico e chi fa uso di questa tattica ingigantisce la propria forza terrorizzando la gente, queste le uniche generalizzazioni possibili. E infatti un commando di alcune decine di ragazzi tiene sotto scacco una città di 20 milioni di abitanti con una forza di polizia che conta più di 40 mila unità. Ecco un esempio di guerra asimmetrica. Per paralizzare questa megalopoli è bastato colpire due alberghi a cinque stelle frequentati dagli occidentali e dalle elite indiane, un ristorante alla moda, una stazione pullulante di gente e un ospedale nel cuore finanziario della città, tutti simboli dell’India moderna, economia emergente che fa parte del nuovo club dei potenti, il G20.
Prendere il nemico di sorpresa, scriveva Sun Zu, il grande stratega cinese, è vincere metà della battaglia. 
A Mumbai più che di sorpresa bisognerebbe parlare di sbigottimento. Le autorità sono rimaste letteralmente attonite e con loro il resto del mondo. Ma se il secondo conosce poco la realtà conflittuale indiana e quindi guarda ai tragici eventi di Mumbai come un fenomeno nuovo, il primo sa benissimo che da dodici mesi a questa parte l’attività terroristica in India è aumentata esponenzialmente. Una miriade di gruppi nuovi, tra cui anche alcuni di matrice Hindu, dilania Paese.

La «Milizia Islamica»
, quello più agguerrito, compare un anno fa quando lancia una serie di esplosioni nell’Uttar Pradesh. A maggio rivendica le esplosioni a Jaipur, il motivo: l’appoggio indiano a Washington. Il messaggio arriva accompagnato da una minaccia: colpiremo i centri turistici del Paese. A luglio il gruppo torna alla ribalta con un attacco contro la città di Ahmedabad, dove muoiono 45 persone, ed a settembre colpiscono a Nuova Delhi lasciando 20 cadaveri sul selciato.
Un altro gruppo che si fa chiamare «Forze di sicurezza islamiche» indiane uccide 80 persone nella città di Assam appena un mese fa. La lista non si esaurisce qui, ma bastano questi attentati per illustrare il dilagare della violenza politica in India. Il mondo se ne è accorto solo ora perché tra i morti e gli ostaggi ci sono stranieri, occidentali, gente che a Mumbai fa affari o è in vacanza. Fino quando a morire erano gli indiani la notizia non arrivava sui nostri quotidiani, figuriamoci al pranzo del giorno del Ringraziamento americano.
Separare l’occidente dall’oriente,come facevamo anni fa, è sbagliato. Se l’occidente avesse prestato attenzione a cosa succedeva nel subcontinente indiano forse la sicurezza ai due alberghi di Mumbai sarebbe stata migliore. In nessun Paese dove l’attività terrorista è cosi frequente ci si può permettere di lasciare che la gente entri ed esca dalle hall degli alberghi senza essere controllata. Che senso ha togliermi le scarpe a Fiumicino prima di imbarcarmi su un volo per Mumbai quando chiunque può arrivare al mio tavolo e puntarmi una pistola addosso mentre faccio colazione in uno degli alberghi più costosi del mondo? Gli ostaggi italiani sicuramente si stanno ponendo questa scomoda domanda.
Separare l’oriente dall’occidente è anche sbagliato. Pensare che la violenza indiana e pachistana possa essere contenuta all’interno dei confini nazionali, che sia una faccenda nazionale, che quindi esuli dalla politica estera dei due paesi, riduttivo e pericoloso. Un legame tra la partecipazione indiana al G20 due settimane fa e l’attacco di Mumbai esiste, anche se nessuno ha ancora collegato i due eventi. I ragazzi del commando di Mumbai selezionano gli ostaggi, o almeno cercano di farlo nei limiti del possibile date le circostanze; vogliono americani e inglesi,non gli interessano le altre nazionalità anche se qualche sfortunato nostro connazionale finisce tra gli ostaggi. Il messaggio questa volta è al mondo, non all’India.
Si vuole punire la classe politica per essere entrata nel club dei potenti, i nemici lontani, nella dizione della vecchia al Qaeda. 
La gravità dell’attacco sta nel lessico politico, che per la prima volta dall’11 settembre torna alla ribalta, perché non più oscurato dal martirio dei terroristi o divulgato da vecchie icone. I ragazzi sono giovani ma manipolano i media,come solo i giovani sanno fare.
L’attacco parte poche ore prima delle celebrazioni del giorno del Ringraziamento negli Usa, la festa più importante, quando il personale delle agenzie stampa è ridotto all’osso e l’America si prepara aun fine settimana godereccio davanti alla tv che trasmette le più importati partite di football dell’anno. L’impatto mediatico è massimo, l’analisi minima.

Si sceglie Mumbai
, teatro di decine di attacchi negli ultimi anni, ma anche cuore del movimento indipendentista. È a Mumbai che nel 1942 il Mahatma Gandhi firma la dichiarazione «andatevene dall’India» contro gli inglesi. Città storica e allo stesso tempo simbolo dell’India del G20. Bollywood, la celeberrima industria del cinema indiana ha sede a Mumbai, anche la Banca Nazionale Indiana è a Mumbai. Questa è una megalopoli che ospita 6.500 industrie, quattro piazze affari dove tutte le contraddizioni della moderna India sono visibili. I quartieri dove vivono i poveri, i mendicanti, gli storpi confinano con quelli dei ricchi, dove la borghesia nascente indiana vive nell’agio che un tempo solo gli inglesi potevano permettersi. Questo fine novembre gli americani hanno poco da ringraziare. La tragedia di Mumbai ha messo a nudo l’ennesimo fallimento delle promesse di Bush:
rendere il nostro mondo più sicuro.

indiatimes
un articolo straordinario, incredibile per la sua tempestività, ma CREDIBILISSIMO (vedi sopra).
Anche l’elenco dei 10 nomi e’ quello fatto dal sopravvissuto alla polizia di Mumbai, come tutto il resto.

2. SULLE NAVI DA KARACHI verso Mumbai: “e ricordatevi, IL TARGET SONO I BIANCHI”

 

59-hour siege of old Taj hotel ends; Terrorist killed | Fire breaks out at Taj

Target whites, Lashkar told its 10 commandos

29 Nov 2008, 0713 hrs IST, TNN
NEW DELHI: THE Lashkar-e-Toiba attackers had an adventurous sea journey before reaching their port of terror destinations in Mumbai. Around 10 terrorists , all Pakistanis, unarmed, left for Mumbai on November 21 from an isolated beach in Karachi. Their names: Abu Ali, Fahad, Omar, Shohaib, Umer, Abu Akasha, Ajmal (the sole terrorist detained by the Mumbai police), Ismail, Abdul Rehman alias Bada and Abdul Rehman alias Chhota. The 10 jihadis travelled some nautical miles before they reached a mid-sea Pakistan vessel on November 22. They left their boat and shifted to the Pakistani vessel — which was already loaded with arms and ammunition to be used for the Mumbai strikes. Once on board, they strapped themselves for action with the terror hardware. Of course, careful not to be intercepted by marine commandos or coast guards, the haversack-wielding terrorists hijacked an Indian fishing trawler, M V Kuber, once they entered the Indian waters on November 23. They gunned down four of the five persons aboard M V Kuber, registered in Porbandar, Gujarat, and disposed their bodies before proceeding with their sea journey through Indian waters.         

After travelling with the sole surviving member, Amarjeet, of the M V Kuber crew, they bumped him off closer to Mumbai. The body was later found on an abandoned M V Kuber some 5 nautical miles off the Mumbai coast. 

The terrorists, after abandoning the fishing trawler belonging to Porbandar fisherman Vinod Masani, took a smaller boat and landed at Badhwar near Cuffe Parade on Wednesday and from there split in five different groups and headed for their respective terror destinations. While 2 of them, Akmal and Ismail, went to Chhatrapati Shivaji Terminus, 2 each made their way to Leopold Cafe, Nariman House and Trident-Oberoi . The remaining 4 headed for Taj. 

All the 10 jihadis were well-versed in commando operations, as was evident in the sustained fight that they put up against the security forces. Their brief from their handlers in Pakistan was simple : Target Whites. The commandos were fully aware of the layout of each of the attack sites and used it to their advantage in the guerrilla warfare that followed at Taj, Nariman House and Trident-Oberoi. 

The security forces battling LeT terrorists late into Friday night had expected the operation to be over by noon. The fact that Operation Black Tornado continued late into the night gave enough indication of the huge cache of ammunition that the terrorists had carried along. 

COMUNQUE, al di là della sorpresa attonita di cui parla Loretta, che in 10 (o 20 ?) tengano in scacco una delle top world cities per 60 ore … non ce la raccontano giusta. Solo un cumulo di errori, un ventre molle dell’elefante, baluardo di democrazia e tolleranza  in Asia? Se e’ così, un’intera classe dirigente pur di alto profilo (sia Congress che opposizione nazionalista), deve rimettersi in discussione e cambiar rotta da domattina. La campagna elettorale sarà INFUOCATA.

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Allegriaaa Haaappiness

CHEER UP, IT’S CITI SUNDAY, LUCKY SUNDAY !!!

Paulson and Geithner anticipated 1 week the Advent  liturgy.

This is to cheer you up. No melancholia, we are still surfing on the ICT  wave: in a little while we’ll be fallen angels, but not yet. Enjoy Xmas, if you aren’t a Chrysler employee !!!  

Got on Citi bail Sunday, the day of another cadeau to Big Banca – just from GW Bush or a bipartisan cadeau? With Timothy in the dream team, one never knows … read What Barack Obama Needs to Know About Tim Geithner, the AIG Fiasco and Citigroup !!! A MUST (echoed by Robert Reich and  Bill Greider).

This anti-depressive  pill (Chart 1 below) is from Levy forecast, via Yves at nakedcapitalism. IL CAPITALE E’ NUDO.

When profits will finally stand at zero at least a couple of years, perhaps the profits-rents glut (Aglietta-Berrebi, Chesnais) will be over,  life will spring and creativity, innovation  be back… If you see and interpret this picture, together with Shiller’s graph on Wall Street p\e ratios across the century, you understand that the global recession must be really  deep, long and severe, since it was artificially and superficially delayed 5 years ago. E i nodi vengono al pettine.

CHEERY CHART 1, followed by a reminder of Shiller’s 

[Picture+2.png]

CHART 2 BY SHILLER (from Authers,  9 november ft)

p\e ratio depurato, S&P 1900-2008

Published in: on November 25, 2008 at 9:44 am  Leave a Comment  
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Cezziunale, ma veramente: nu scuuup

MAR-A:  MEGLIO DI MAR-X!

il diario di Mara 

081117_segretaria_markionne

DEEPRECESSION NON PERDE TEMPO, NON SCHERZA E FA LO SCOOP DELL’ANNO.

13 pp. ESCLUSIVE, ESILARANTI, (D)ISTRUTTIVE e scoppiettanti:

solo per i nostri lettori.

AGGIORNAMENTO A MERCOLEDI 19.

BREAKING NEWS. Un nuovo  stopper rende la difesa della Juve un fortino.

Dal giornale radio 24 delle 11 am, mercoledi 19 novembre: MARCHIONNE SUPER-STOPPER SCENDE IN CAMPO CONTRO LA DETROIT LOBBY, ed avvisa pure i colleghi franco-tedeschi: niente scherzi da prete.

Ai margini di una conferenza a Torino, l’AD Fiat Marchionne ha detto: O AIUTI PER TUTTI; O PER NESSUNO. Non accetteremo un dislivello tra EU ed US; ed anche dentro l’EU, NO a protezioni nazionali diseguali.

 

1) L’OPINIONE PUBBLICA US  (di cui abbiamo un piccolo campione anche nell’appendice del diario di Mara, ma blog e media US non parlano d’altro da 1 settimana) e’ in larga maggioranza vivamente e ferocemente contraria al Detroit bail. Un op-ed del NYTimes arriva a dire: “Non sapevo che Detroit fosse una brutta parola”. Obama, nel suo stile Web 2.0 di governo dovrà tenerne conto altrimenti ci rimette le penne lui stesso, e’ una vera onda ANTI-DETROIT. Per questo non ha ancora detto cosa farà, ma ha delimitato il campo – probabilmente  tra un bail contrattato duramente, o persino (se ha le palle) la bancarotta contrattata, proposta dal suo consigliere informale Robert Reich, ex-segretario al Lavoro sotto Clinton. Se poi terrà conto anche degli equilibri internazionali nell’auto, questo sarà un test della sua (vecchia\nuova?) politica estera – e comunque ci  saranno altri stopper in campo, oltre all’ottimo Marchionne. ED IL GIOCO SARA’ DURO, senza nessun arbitro a fischiare.

2) IN ITALIA, in poche settimane  E’ DIVENTATO SENSO COMUNE E PRE-ALLARME NAZIONALE, la geniale intuizione di MARA (la segretaria ideale) e\o di Marchionne: se si fa il gioco sporco degli aiuti nazionali protezionistici, l’Italia fa vaso di coccio per il vincolo del debito, e lo spread dei BOT sui titoli di Stato tedeschi, salito a 120 punti per la prima volta dell’epoca € (sulla base di aspettative non-nulle di una bancarotta dello Stato italiano). Qui Tremonti deve scordarsi il Leghismo, ringraziare Ciampi e riciclarsi Europeista. Subito, sennò perde l’appoggio di Confindustria e per il governo son dolori. Il politologo de La Repubblica ha già detto che il Cavaliere si preoccupa strategicamente per la perdita di consenso che potrebbe avere in una lunga e dura recessione: certamente, ed almeno, per tutto il 2009. 

Noi, come sanno i nostri lettori, non possiamo sapere ancora se questa sarà solo una recessione durissima, o anche una deflazione (crollo di tutti i prezzi, oggi l’incubo di tutti gli operatori ed autorità) o addirittura una depressione (l’incubissimo anni ’30, o Giappone anni ’90). Altrimenti avremmo aggiornato il titolo del blog. Ma al momento attuale pensiamo (sulla base di una ipotesi alla Beniamin Graham – vedi Authers sul ft del  9 novembre – qui in particolare il grafico di Shiller, che da solo spiega di tutto e di più) che;

a) le Borse cederanno sostanzialmente (di qualche decina di  punti %) nei prossimi mesi, con dei brevi rally trappole micidiali come dopo il ’29 (nel senso che chi crede si sia già al rimbalzo, perde tutto)

b) non pensiamo che la ripresa della produzione nei paesi OECD avvenga già nel 2010 (e dell’occupazione nel 2011): nella forchetta ottimistica dei nostri scenari,  nel corso del 2010 le sole Borse rimbalzano, anticipando una fine crisi nel 2011.  

QUESTO IL GRAFICO CIT. DI ROBERT SHILLER; LO COMMENTEREMO PROSSIMAMENTE

p\e ratio depurato, S&P 1900-2008

In questo inizio settimana tutto procede come previsto dal Diario di domenica scorsa venuto in nostro possesso, che si conferma CLAMOROSAMENTE veridico se  non  addiritura veritiero.Il forte messaggio di Marchionne riportato in BREAKING NEWS, dimostra che la sua Segretaria gli legge nel pensiero.

Al momento il Senato US non ha votato nulla, Obama stesso (intervista CBS di sabato) non vuol firmare “cambiali in bianco” a Detroit; ieri Paulson si e’ detto contrario persino ai $25 bn di aiuti che pareva fosse la contropartita dell’Amm. Bush alle pressioni lobbiste del Senato e Congresso, per escludere qualsiasi accesso di Detroit ai $750 bn del TARP, riservati al credito.

ft,  mercoledi 19 novembre. A CARITA’ COL CAPPELLO IN MANO

FromWORLD11:38PM (di ieri)

Detroit’s executives go cap in hand for $25bn

As if to underline the fact that the financial crisis is shaping every corner of industry, the three top executives of what is still known as the Big Three companies of the US car industry appeared at the US Senate banking committee asking for a slice of the US’s $700bn  financial rescue package

Senators cool to pleas by big three carmakers

Detroit groups told to consider bankruptcy protection


MA TORNIAMO ALL’EVENTO-BLOG DI DOMENICA, origine di questo post.

Grazie a nostri laureati,  anonimi collaboratori, da oggi (domenica 16 novembre) in poi abbiamo accesso al diario personale (un blog privato, inaccessibile su web sinora) di Mara. No, non la Ministra carina dagli occhi sbarrati: di più, la scaltra e sveglia (ormai in odore di profezia)

segretaria personale di Marchionne.

TUTTA LA VERITA’ SUL SETTORE DELL’AUTO – TUTTI I RETROSCENA DEL SALVATAGGIO (BAIL? non si sa ancora, per fortuna Bush si oppone) DI DETROIT SU CUI E’ IN CORSO proprio in queste frenetiche  ore UNO SCONTRO FRONTALE DURISSIMO TRA CONGRESSO-SENATO DEM, ED AMMINISTRAZIONE BUSH.

Poi scenderà in campo B.Ob. a chiudere la partita con un rigore per evidente  fallo di credit crunch (che sarà confermato al ralenti). Ma rischia di arrivare a fine partita.

TUTTI I LINK AI MEDIA ED ALLA BLOGOSFERA, fornitici da Mara. Il tavolo da lavoro e l’agenda di Marchionne. Il più grande manager italiano all’opera … (dal buco della serratura? no, dagli occhiali di Mara).

Ma questo (senza  anticipare troppo, non abbiamo ancora letto lo script – anzi non c’e’, e’ un reality) solo alle prossime puntate della telenovela, anzi del reality:

il mondo visto dal Lingotto. Ossia:

 l’economia industriale ao vivocome un samba di Viridiana sulla spiaggia.

Disse l’amato Padre Pio alla sua groupie più fedele, quando lei si rese conto di  aver ricevuto una dritta che le evitò di essere violentata:  “Qualche volta, il Signore mi fa leggere nel Suo quaderno”.

Noi non siamo Santi ne’ Sciamani, abbiamo solo accesso per via di spionaggio al DIARIO DI MARA!

Detroit bail: yes or no?

Fumo negli occhi per l’industria dell’auto europea, che si troverebbe invasa da SUV invenduti di Detroit e sussidiati! In una delle più gravi crisi della storia dei Capitalismi, e’ guerra comerciale senza regole, a colpi bassi.  

LA GLOBALIZZAZIONE ATLANTICA E’ FINITA COL  SECONDO MILLENNIO, durando dal 1600 al 2000. Prima c’era quella centrata sull’Oceano Indiano (Arabi, Indiani e Cinesi), che durò il doppio: dal 600 al 1500. Prima che la globalizzazione rinasca, ovviamente nell’Oceano Indiano, ci vorrà qualche decennio (Wallerstein).

MA QUESTE SONO SOLO TEORIE e congetture, lasciano il tempo che trovano: prima di Marx leggete Mara, arguta e simpatica, ed imparate la vera e vitale  bio-economia divertendovi un casino! DA NON PERDERE:

i) A PAG. 5, ze best: gli stickies gialli di Mara

per la mattina di lunedi 17 novembre, Marchionne stamane minuto x minuto …

ii) la PERLA RARA di MARA,  a pag. 6:

l’indomita segretaria sabauda (vorremmo tutti saperne di piu’ di lei, ma già il suo diario dice molto) OSA SFIDARE OBAMA nel cuore stesso del suo territorio e del suo New Deal: visto che B.Ob. x Detroit  non ha ancora detto ‘bail’, Mara gli suggerisce di seguire il suo consigliere Robert Reich. Questi (vox clamans contro il populismo, sindacalismo non pragatico e neo-statalismo. MA ANCHE insospettabile Keynesiano e  progressista) propone un  “chapter 11” (bankruptcy) contrattato. Mara considera questo un “ottimo lodo” che bilancia opposti interessi (anche la Fiat a Torino e Belo Horizonte, tra i tanti).

Noi non avremmo mai osato tanto, ma Bob e Mara ci hanno convinto; con le sue arti ed argomenti lei avrà di certo già convinto ed attivato il suo Capo (nell’industria auto mondiale). Noi oggi stesso mandiamo una proposta argomentata in tal senso al sito apposito del President Elect,  change.gov

QUESTE SONO LE 2 PERLE, MA E’ TUTTO DA NON PERDERE!!! GOTO: 081117_segretaria_markionne

G 20: the real start is in April – RIMANDATI AD APRILE

Photo: January 30, 2007. REUTERS/Jason Reed

The Times cartoon. © Peter Brooks

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QUASI BOCCIATI, RIMANDATI AD APRILE.

ITALIAN SUMMARY.

ASPETTANDO B.Ob. LA TELA DI RAGNO DI GORDON BROWN, laburista annacquato.

LI PENSAVAMO BOCCIATI; INVECE SON SOLO RIMANDATI AD APRILE: e’ un risulato magro ma sopra le aspettative.

Il G20 era atteso come  un buco nell’acqua, invece ha sorpeso, pur senza entusiasmare affatto:

– da un lato, ultimo grido liberista del 2° Millennio, seppellito nel marzo-settembre 2008

– dall’altro, un primo vagito del nuovo millennio Chindiano che avanza: focus sulla regolazione forte (?) della Finanza, anche se .. leggete il testo finale integrale: final statement. Le rating agencies? Devono … registrarsi, e’ tutto. Ma erano ben note e nelle dita di una mano!  Niente guillotine per  il loro top management, non una notte in prigione e nemmeno a casa senza liquidazione. Il FT le aveva trovate con le dita nella marmellata: usavano modelli TRUCCATI per valutare il rischio, lo sapevano e coprivano per mesi e mesi, continuando a barare.  Al confronto, il Watergate era una cosa da educande.

– Occhio Obama: col gradualismo alla Gordon Brown non si va da nessuna parte, si lasciano tutti gli attori e le istituzioni-chiave al loro posto. CI VUOLE UNA RIVOLUZIONE (al momento senza nome, così sarà più creativa ed al passo coi problemi).

 

AND THE WINNER IS …

Surprise surprise: Gordon Brown again, the win-win guy of global summits! 

For  a sorting out lame-duck (GWB, US), another one (GB, GB) stays with us forever. Gordon Brown had reached below zero poll evaluations, for his treacherous delaying tactics on Northern Rock: oh, dear! He was so shy and  timid (Blair complex?),  before statalism became fashionable again (the real Millennium cut is in 2008, either March or September). But now he’s the star, at least before B.Ob. enters the stage.

wsj

 

Brown Wins Reform Demands

U.K. Prime Minister Gordon Brown appeared to win many of his key demands to reform the global regulatory system and restart the Doha round of trade talks at the meeting of G-20 

As expected by everybody, lame duck GWB did not get anything from  Sat. 15th G20 meeting. Markets didn’t bet a buck on such a meeting, so perhaps they will not fall down dramatically on Monday. The G20:

+ has already become a focal institution (as Gordon Brown has underlined), and will have some work to do next year, particularly in the next meeting before April 30. First of all, verify whether the March deadline (see G20 document below) has been met for the emergency Global Finance re-regulation. By now the G20:

did not start any coordination of fiscal stimuli (from now on  the focus of policies), nor of  monetary and credit policy guidelines; in such a way, national and (at most) regional policies are already ending up: either  in “beggar your neighbour”; or becoming a ground for knittimg new international alliances: e.g., see the rge discussion on China’s fiscal plan:

the timing of the Chinese package is likely influenced both by domestic demands, and the external outlook. The timing before the G20 heads of state is clearly significant.

 

The hypothesis sounds right to me. China is trying to knit alliances around the US, to decouple.

+ dealt mainly with the financial meltdown, with a gradual approach (not mentioning the roots of today’s problems);

+ further work might follow, namely in the FSF coordinated by Mr Draghi, which should include BRIC and deal with change in  Bretton Wood institutions;

  –  no real finance reform, nonetheless: look at RATING AGENCIES (perhaps the most bastard subcriminals, the FT found them conspiring and treaching). They just need to … register !!!  Fuckoff.

 Pleaded for pursuing an “Open Global Economy”, AS IF it was not a dead walking: sooner or later bailout protectionism will give the floor to trade protectionism and capital controls; we bet the deadline of resurrecting the Doha Round by December  will NOT work;

apparently ignored the risks of an open deflation, signalled by the lack of response of gold and stock markets to the massive national rescue plans.  

∑ – Final G20 mark: – 5 + 3 = -2.  Only such a nerd as G Brown gets good marks! The other pupils most come back in the April session, with new essays 2B evaluated.

Even if its financial and institutional (IMF and WB) plan had to be timely applied, this would not change much of the current severe global recession by insufficient demand, on the verge of degenerating into a low consumption-led depression in the US – on behalf of the irresponsibility and laissez faire of Pres. Bush and his staff, even after the subcrime bubble imploded in August 2007, i.e. 15 months ago: 15 months lost, waiting for Godot. Luckily Godot is about to come from Chicago. This is why Russia asked to recall the G20 soon, and got it.

The real test will be whether their minimalist approach to focus upon an immediate stabilisation of financial markets will get any result soon. Dedline: March 31. This is the core of their long final statement:

9. We commit to implementing policies consistent with the following common principles for reform.

• Strengthening Transparency and Accountability: We will strengthen financial market transparency, including by enhancing required disclosure on complex financial products and ensuring complete and accurate disclosure by firms of their financial conditions. Incentives should be aligned to avoid excessive risk-taking.

• Enhancing Sound Regulation: We pledge to strengthen our regulatory regimes, prudential oversight, and risk management, and ensure that all financial markets, products and participants are regulated or subject to oversight, as appropriate to their circumstances. We will exercise strong oversight over credit rating agencies, consistent with the agreed and strengthened international code of conduct. We will also make regulatory regimes more effective over the economic cycle, while ensuring that regulation is efficient, does not stifle innovation, and encourages expanded trade in financial products and services. We commit to transparent assessments of our national regulatory systems.

 Promoting Integrity in Financial Markets: We commit to protect the integrity of the world’s financial markets by bolstering investor and consumer protection, avoiding conflicts of interest, preventing illegal market manipulation, fraudulent activities and abuse, and protecting against illicit finance risks arising from non-cooperative jurisdictions. We will also promote information sharing, including with respect to jurisdictions that have yet to commit to international standards with respect to bank secrecy and transparency.

 Reinforcing International Cooperation: We call upon our national and regional regulators to formulate their regulations and other measures in a consistent manner. Regulators should enhance their coordination and cooperation across all segments of financial markets, including with respect to cross-border capital flows. Regulators and other relevant authorities as a matter of priority should strengthen cooperation on crisis prevention, management, and resolution.

• Reforming International Financial Institutions: We are committed to advancing the reform of the Bretton Woods Institutions so that they can more adequately reflect changing economic weights in the world economy in order to increase their legitimacy and effectiveness. In this respect, emerging and developing economies, including the poorest countries, should have greater voice and representation. The Financial Stability Forum (FSF – directed by Mr Draghi, NdR) must expand urgently to a broader membership of emerging economies, and other major standard setting bodies should promptly review their membership. The IMF, in collaboration with the expanded FSF and other bodies, should work to better identify vulnerabilities, anticipate potential stresses, and act swiftly to play a key role in crisis response. 

Today’s rge is full of interesting clusters on G20 related issues:

  •  G20 Nations Agree More Concerted Efforts, Regulatory Coordination
  •  Will Coordinated Policy Interventions Prevent a Global Recession?
  •  Towards A New Financial Order: Regulatory Issues Tackled At The G-20
  •  Liquidity Trap Possibility: What’s the Solution?
     G20 Nations Debate Coordinated Fiscal Stimulus
     Economists Debate: What Should Be Accomplished at the G20?

Cavaliere Dimezzato e Tremonti affondano l’Italia

L’ITALIA POTREBBE USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA SOLO CON UN eventuale IMPEACHMENT DI BERLUSCONI E TREMONTI.

L’Italia e’ rimasto l’unico paese industriale in crisi a  non avere alcun piano di sostegno per l’economia reale, Mean Street. E così sarà per tutta la severissima recessione 2008-2010: nel grande paese più in ritardo d’Europa, e l’unico nell’OECD a produttività cronicamente stagnante, la recessione sarà tremenda, sia per famiglie che imprese. Si salveranno solo alcune banche, pur pagando pegno.

L’errore concettuale di Tremonti e’ stato quello di aver fatto una Finanziaria di tagli generalizzati e generici della spesa che moltiplicano e premiano gli sprechi, perche’ rimandano alle calende greche (come hanno fatto quasi tutti i Governi precedenti, di sinistra e destra: Tremonti ha già governato un tot) una riforma della PA.

Vi e’ una  continuità di governi irresponsabili che calpestano gli interessi delle prossime generazioni: da Craxi della Milano da bere degli anni ’80, al suo degno erede, il Cavaliere Dimezzato (che ad ogni conferenza stampa, anche ieri con Lula, ribadisce che Barack Obama e’ ab-Bronxato). Il risultato accumulato e’ un debito pubblico superiore al PIL, che risale ad ogni governo di destra, ed oggi ci costa uno spread dell’ 1,2% sui titoli di Stato tedeschi, corrispondente ad una aspettativa realistica (il 15% nel prossimo decennio) di possibile default,  fallimento dell’Italia come l’Argentina.

Evitando deliberatamente ogni manovra strutturale sulle entrate, le evasioni e le uscite pubbliche (e blaterando di federalismo sprecone !!!), questo governo lascia il Paese senza risorse per un deficit-spending Keynesiano,  che e’ la linea perseguita da tutti, dalla Cina agli USA.

Cosa farà la magnifica coppia nei prossimi mesi?

1. già fatto: garanzia alle banche – ma bisogna vedere come farebbero a salvare davvero  una grossa banca

2. imprese: solo qui c’e’ trippa per gatti – entro Natale vi sarà un grosso trasferimento fiscale

3. famiglie: hanno sprecato €2.4 bn togliendo l’ICI ai ceti abbienti – ora L’ITALIA E’ L’UNICO PAESE AL MONDO A  NON SOSTENERE I CONSUMI; poche briciole senza effetto, niente de-tassazione della 13.ma

4. spesa pubblica: colpisce a morte le PMI pagando i fornitori a 12-24 mesi anche in questo momento di credito inaridito; nessuna riqualificazione volta a mantenere i livelli di servizio aumentando l’efficienza; le pochissime risorse disponibili andranno ad opere pubbliche utili ed inutili. Il simbolo del Cavaliere-pensiero e’ l’inutilità assoluta ed il danno emergente di un Ponte sullo Stretto dei Terremoti.

5. fallimenti: Alitalia e Tirrenia continuano ad essere macchine mangia-soldi pubblici, senza via d’uscita in vista. Alitalia non decolla,  non ha ancora un partner straniero, e costerà all’erario alcuni miliardi di € in più della soluzione Prodi-Air France. Tirrenia verrà privatizzata confermando l’AD che l’ha portata in deficit cronico dopo 24 anni di malgoverno.

Published in: on November 12, 2008 at 8:58 am  Comments (1)  
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Obama New Deal: in marcia a passi sicuri

ENZITORIALE – LAMPO no. 0

(editoriale di Enzo)

Addì  10 novembre (Borse contente per  il mega-piano fiscale cinese, credo, ma il peggio per loro addavenì; “follow the gold” e vedi che siamo già in deflazione al trotto, poi passerà al galoppo).

Oggi, sotto il titolo de L’Unità campeggia, in bianco su rosso:

“Una seria agenda progressista, chiamiamola pure un nuovo new Deal – non soltanto e’ economicamente possibile, ma e’ esattamente ciò di cui l’economia necessita”

Paul Krugman, p. Nobel, NYT op-ed, 8 novembre.

E’ una soddisfazione pazzesca, un indiretto riconoscimento dell’asse culturale di de(e)pre(ce)ssion; e. per il nostro modesto lavoro, the right reward:

1) che l’abbia detto Paul, il Maestro, e

2) rilanciato con intelligenza Concita, nel suo giornale ringiovanito di vitamine Obamiche.

Imperdibile oggi, nell’inserto dello stesso giornale, il rifacimento satirico della LEGGENDARIA Sergent Pepper’s copertina, con gli Obamiani de noantri.

Questo sito e blog di contro-informazione economica, e’ nato in febbraio nel momento stesso in cui, da una benevola (benign) neutralità tra Barack e Hillary, siamo passati ad un attivo sostegno al  fianco di BO, quando la partita era ancora tutta aperta, sulla base non del suo messaggio che già conoscevamo, ma del nostro messaggio ed INTUIZIONE (DALLA DISPERAZIONE DI UNA CRISI SENZA VIA D’USCITA PER I LAVORATORI) – modestamente:

Obama New Deal

(cercheremo ora contatti con David Axelrod, il geniale Michiganiano, per farci assumere …).

That’s all, folk

Published in: on November 10, 2008 at 7:04 pm  Leave a Comment  
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Vince l’abbronzato, il mondo si meticcia ma le Borse potrebbero sparire lunedi 17 novembre

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best cartoon: St. Barack, by Peter Brookes (The Times)

Please note the tiny  GWB in the cartoon. © Peter Brooks

http://www.timesonline.co.uk/multimedia/archive/00426/cartoon-385_426913a.jpg

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BREAKING ALARM.

SHALL FINANCIAL MARKETS COLLAPSE ON BLACK MONDAY NOV. 17?

Why? Because for 10 weeks ahead Bush and Paulson are still in charge, and the Saturday 15 Nov. G20 useless meeting will reveal to the world that its leaders have no idea about how to deal with a collapsing economy.

This prophecy and alert is based on the ft paper by Aslund:

http://www.rgemonitor.com/globalmacro-monitor/254293/it_can_be_worse_than_the_great_depression

 

Foto sopra. La  migliore immagine della campagna elettorale, che spopola su iPhone:    http://www.iphonesavior.com/2008/10/america-loves-obama-and-palin-dancing-with-the-stars-on-iphone.html. The original “Dancing With The Stars” photo was skillfully remixed by a Tampa Bay graphic designer named Martin Rice. ©

UNO SGUARDO ALLA G-MAIL DI BARACK (source: The Onion) – clicca sulle immagini per leggerle

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Perche’  la classe media ed il popolo  non  hanno votato Mc Cain?  http://www.youtube.com/watch?v=wc4qPjOWs68&feature=related  

In questo post:

Ridere e piangere: le battute, ed il possibile crollo verticale dei mercati il lunedi 17 novembre.

ALLARME ROSSO: – 8 giorni alla fine del Capitale Finanziario? il 17 porta sfiga

Prima ridiamo.

2 umorismi a confronto:

MONGREL versus TAN.

ovvero: che fine ha fatto l’altra metà del cervello del Cavalier CCD?

 

1. AUTO-IRONIA: LA CLASSE NON E’ ACQUA. Obama e’ criticato per la sua seriosità, ed allora nella sua prima press conference (solo Kennedy la diede a 2 gg. dalla chiusura dei seggi), all’uscita dal summit con 17 esperti sulla crisi economica, ha tagliato l’aria – sollecitato da una giornalista che aveva  il braccio ingessato per essere stata travolta dalla folla al Grant Park di Chicago, la notte magica del 4 novembre di “All thing is possible in America“-  con il “key issue”: Che cane portare alla Casa Bianca,  ormai  promesso solennemente alle bimbe la notte magica?

“Se prendiamo uno di strada, sarà un MONGREL (bastardino, meticcio) come me …”

2. O “Suntanned”, come l’ha definito – senza possibilità di smentirsi stavolta – in press conference dai suoi amici comunisti a Mosca, il CCDCavaliere dal Cervello Dimezzato (variazione su Italo Calvino); in qualsiasi democrazia occidentale (e l’Italia non lo e’ che dimezzata), un Premier sarebbe obbligato, con procedura costituzionale d’urgenza, alle dimissioni dopo una tale N.ma prova di QI dimezzato e razzismo automatico, inconscio, sub-culturale. 

Il ducetto bassetto, operaio e col riportino

ci fa rivalutare quello doc: basso, contadino e pelato. Se non avessimo speranza, CI VERGOGNEREMMO UN PO’ DI ESSERE ITALIANI, come le centinaia di italiani ed italo-americani che hanno commentato in tal senso gli articoli sul CCD del NYT e del britannico The Times. Comunque siamo davvero alpini, svizzeri, “di un’altra razza” noi: non abbiamo nulla a che spartire con questo squallore padano, eredità marcia della “Milano da bere” che ha raddoppiato il debito pubblico in Italia negli anni ’80, fregando le prossime 5 generazioni. http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2008/11/06/berlusconi-under-fire-for-obama-joke/

 

Per l’analisi della novità di una campagna elettorale da manuale, già entrata nella Storia (una combinazione unica, merito di David Axelrod, di messaggio chiaro e partecipazione dal basso senza precedenti), i risultati elettorali US e la cronaca della Transizione: GOTO (prossimamente) http://arcapedia.files.wordpress.com il blog associato a questo economico, che tratta invece i temi di scienze sociali e politiche. Ora viene il preannuncio di una possibile catastrofe, un Black Monday da Borse sospese per eccesso di crolli generalizzati.

crozza's_dollarCROLLANO LE BORSE LUNEDI 17 NOVEMBRE?

Sulla emergenza economica, la prima Press Conference di Obama da Chicago dice che (a fianco i nostri commenti):

 

1. Lui e’ pronto ad essere Commander in Chief dal 20 gennaio, ma prima no (per questo ha declinato l’invito di Bush al G 20 del 15 novembre). Bush se la deve vedere intanto col Congresso dove partono ora 2 provvedimenti fiscali di emergenza.

COMMENTO: Il problema e’ che 10 settimane sono lunghissime in questa crisi accorciata dai media del Global Village. Nel mezzo c’e’ una trappola mortale.

 

2. La sua priorità (l’ha sempre detto, l’uomo e’ coerente): il BAILOUT della classe media, inoltre ha parlato molto del settore dell’auto: ci sarà – sottinteso – un bailout di Detroit ma da posizioni di forza, imponendo delle condizioni sociali alle 3 big che altrimenti non arrivano a Natale.

Mettiamoci le pezze ma ricordiamoci: il PROBLEMA BASE  RESTA (la globalizzazione capitalistica ed anti-popolare): nell’epoca dell’Esercito di RIserva di 1,5  miliardi di contadini poveri Chindiani, se a Detroit non si spazza via il sindacato, si esce dal mercato. QUESTO MONDO A VALORI ROVESCIATI, VA BUTTATO GIU’ A SPALLATE, mentre se ne costruisce un altro. Ovviamente, Obama e’  un moderato e non lo farà  sua sponte.

 

 L’incertezza ora si concentra su un eventuale PRECIPIZIO FINANZAIRIO DI QUI A FINE GENNAIO. Secondo Aslund (sul ft, ripreso da rge), la stupidità di Bush (a gara col Cavaliere Dimezzato, ma ahime’ con maggiori responsabilità), e la sceneggiata del finto G20 (cui Obama giustamente non si presta, per separare le responsabilità dinanzi alla Storia), possono innescare il CROLLO FINALE, o quasi finale dei MM.FF.   Il redde rationem: alla faccia degli ottimisti di maniera. Goldman Sachs dice che sia il momento di  comprare a Milano, essendo il price\earning ad 8. Come abbiamo commentato a lezione, se gli earnings nel 2009 si dimezzeranno soltanto (un’ipotesi ultra-  OTTIMISTICA), ecco che il vero p\e ratio di Piazza Affari e’ pari a 16. E chi compra più?

It Can Be Worse than the Great Depression

http://www.rgemonitor.com/globalmacro-monitor/254293/it_can_be_worse_than_the_great_depression Anders Aslund | Nov 7, 2008 

Everybody from Milton Friedman to John Kenneth Galbraith has criticized the Federal Reserve and US President Herbert Hoover for their policies during the Depression, but at least they were policymakers and stood for principles. As if to illustrate their impotence, President George W. Bush is assembling the political leaders of the group of 20 large countries for a photo opportunity in Washington on November 15. Their failure to come up with anything but vanity could unleash untold financial panic.
Se il Capitale Finanziario in disfatta dovesse doppiare il Capo del Black Monday 17, resterebbe nella tempesta sino al 20 gennaio ed oltre. La parola al nostro vate, Roudini:
However, Obama will inherit and economic and financial mess worse than anything the U.S. has faced in decades: the most severe recession in 50 years; the worst financial and banking crisis since the Great Depression; a ballooning fiscal deficit that may be as high as a trillion dollar in 2009 and 2010; a huge current account deficit; a financial system that is in a severe crisis and where deleveraging is still occurring at a very rapid pace, thus causing a worsening of the credit crunch; a household sector where millions of households are insolvent, into negative equity territory and on the verge of losing their homes; a serious risk of deflation as the slack in goods, labor and commodity markets becomes deeper; the risk that we will end in a deflationary liquidity trap as the Fed is fast approaching the zero-bound constraint for the Fed Funds rate; the risk of a severe debt deflation as the real value of nominal liabilities will rise given price deflation while the value of financial assets is still plunging. This is the bitter gift that the Bush administration has bequeathed to Obama and the Democrats.



Se vince il Nero (incrociamo le dita)

obamacerealElection flavour … choose from Obama O’s or Cap ‘N MaCain’s cereal. Photograph: Airbed&Breakfast

 

CRONACHE OBAMIANE

 

4 novembre pomeriggio

intrade

See realtime updates of battleground states here.

Obama is ahead in swing states Florida, Pennsylvania, Ohio, North Carolina, Virginia, Nevada, Colorado, New Mexico.

John McCain leads in Georgia, Indiana, Montana and North Dakota.

Missouri has teetered red and blue in recent days, but … is tilting to Obama.

Aspettando di verificare stanotte se intrade.com c’azzecca (e chi si fida dei sondaggi ?), dando “il Nero” (come lo chiama simpaticamente Gramellini oggi su La Stampa) vincente al 92%, e travolgente con 364 voti contro 174.

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RIflettiamo sulla lezione Obamica ed americana di UNITA’ DELLA SINISTRA, e convergenza degli OPPRESSI con i ceti medi liberal e progressisti. La nostra ferma convinzione  e’ che il terreno delle lotte di classe (svariate, e durissime dentro le borghesie) ed altre lotte (geo-politiche) dentro la CRISI SUBCRIME, detti delle direttive per la ricostruzione delle SINISTRE, sia riformiste che rivoluzionarie, nei paesi occidentali.

Ossia. non e’ una alleanza meramente tattica quella americana, solo per uscire dall’incubo di Bush. Mentre il centro-sinistra italiano ha sempre errato nel cercare convergenze tattiche anti-Berlusconi, finendo in quella clamorosa cazzata e disastro pro-Cavaliere dell’ultimo Governo Prodi. E non e’ finita:  Walter-Ego che corre dietro a quella nullità di Di Pietro, addirittura un referendum sulle fondazioni ed i grembiulini ?!? Ma anche Massimo d’Alema, quando parla di ricostruire le alleanze del PD, pare guardare più al centro ex-DC, pure se non trascura la sinistra rivoluzionaria in crisi d’identità.

Strategicamente, come lo Tsunami subcrime ha incoronato il Nero, così le politiche sociali anti-crisi e nella crisi sono il campo soggettivo ed oggettivo di ricostruzione delle sinistre, la scuola va benissimo MA NON BASTA. Riportiamo qui, a titolo di esempio, un brano del nostro lungo .pdf di analisi economica della crisi, nella versione aggiornata che uscirà a giorni (aspettavamo le elezioni per ridurre l’incertezza).

The policies guidelines we support and describe here are, in synthesis:

1. we support a SOCIALIST redistribution of wealth (the j’accuse of McCain to Obama), i.e. not just a (necessary, but insufficient) Keynesan fiscal redistribution (see point 3), but much more: changing à la Marx the value creation\ appropriation mechanisms of Financial Capitalism, fighting back the expropriation of value creators.

2. Under BRIC-Chindian- emerging countries increasing competition, OECD countries should react by refocussing technological innovation versus Finance. But:

       2\A. SCENARIO A.  This would be possible only after a “redde rationem” within their dominating classes and a defeat of Pure Rentiers –  which is just unrealistic. Therefore, OECD countries will likely slide into decline during this severe recession  (e.g., see the proposal of US innovation policy by Henry and Manzi 2008). The Schumpeterian innovative effects of the recession will be reaped mainly in Asia. 

       2\B. scenario B. A power reallocation in OECD bourgeoisies and their States, with Finance and Rentiers not fully defeated but downsized (in principle, Wall Street bailout allows for this). In such a case, OECD countries re-specialise in those services and niche manufacturing where they have core competences, and delay their decline – although they cannot reverse it, until they are dominated by Rentiers. This is a key area of neo-Gramscian alliances of the exploited, with middle class Obamian progressive sectors.

3. In the reported Naomi Klein’s view, the Paulson Plan is an act of theft, in order to weaken the US Federal budget for the next 8 years. Therefore,  the resources for  mainstream (again, after the end of the Friedman\Reagan era in the subcrime Tsunami) post-Keynesian policies of crisis management – coordinated internationally. 

4. Of course a Bretton Woods-3 would be optimal, but no one has the power to fix the new rules: therefore the post-global economy will stick now to Bretton Woods-2 disequilibria and their dynamics. Essentially, Asian savings will no more flow towards US investments automatically on the US bonds market, but more and more with FDI and market operations by SWF. The Bretton Woods-2 alliance between US finance rentiers and Chindian industrial capital is beginning to break up. 

Wallerstein’s (2008) FAQ on the political arena of the next decades. 

Which bio-political form will take the subject that will redistribute à la Robin Hood, in order to sourt out of this STRUCTURAL DEFLATION? Populism, centre-left or far right?

Published in: on November 4, 2008 at 2:50 pm  Leave a Comment  
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