La dittatura Tremonti sul bilancio e l’ideologia dell’emergenza

Il governo Berlusconi ha concluso i suoi 100 giorni salvando il premier dai procedimenti giudiziari in sospeso, come al solito, inoltre ripulendo le vie di  Napoli e modificando surrettiziamente la legge di Bilancio, nonostante la protesta del presidente Napolitano che ne ha solo bloccato la punta dispotica  più estremista (si veda ieri 5 agosto l’articolo di “Geronimo” C. Pomicino su Il Giornale, La fretta di Tremonti):

a) un piano triennale di bilancio pubblico riduce del 3% del PIL la spesa pubblica, approvato dopo appena 10′ di dibattito nel governo e PER DECRETO (!?!), con DOPPIO voto di fiducia in Parlamento;

b) nemmeno i Ministri ne conoscono i contenuti, di fatto delegati al Super Ministro Superman 3Monti, ma si stima che esso ricadrà su:

– sanità

– scuola: 100.000 insegnanti in meno; università in crisi catatonica e senza assunzione di giovani ricercatori;

– sicurezza: 3.000 soldati nelle grandi città oggi, ma 30.000 poliziotti e CC in meno nel triennio;

– Mezzogiorno e metà dei suoi territori – governati dalla criminalità organizzata (NB: Napoli ripulita SOLO dalle scoasse, NON dalla camorra, con cui continua  il patto tacito delle istituzioni): a settembre si applicherà il federalismo fiscale di Bossi = meno soldi alle regioni del Sud, così (???) li spenderanno meglio (la ricerca Bordignon ha mostrato che la Lega ha avanzato nelle Regioni in surplus fiscale):

c) a settembre la legge annuale di bilancio consisterà in una serie di tabelle di variazione di Bilancio: allora forse emergerano pro quota i tagli di 1% del PIL, e sarà bagarre tra Ministeri e gruppi di pressione. Pomicino, cit.:

E che senso avrebbe una Finanziaria che, stando alle dichiarazioni di Tremonti, dovrebbe contenere solo tabelle correttive del bilancio dello Stato se non si conosce ancora lo stesso bilancio dopo i tagli operati dalla manovra economica approvata qualche giorno fa?

d) Per opposizione della Lega, interessata a cariche e magna-magna, bloccata la liberalizzazione dei servizi pubblici locali.

e) Nulla per consolidare la ripresa strutturale dell’industria italiana di media e bassa  tecnologia, a favore di innovazione ed istruzione superiore: anzi quest’ultima indebolita, pregiudicando le generazioni prossime.

f) Per ottenere tutto questo, Tremonti ha avuto gioco facile a fare IDEOLOGIA DELL’EMERGENZA e terrorismo sulla crisi economica mondiale (che i nostri lettori ben conoscono,  ma non sta affatto precipitando: essenzialmente, oltre che per la tenuta dei consumi americani,  per il neo-socialismo pro-bancario: Banche Centrali e governi stanno bloccando l’esito di mercato del credit crunch, che avrebbe dovuto essere di circa $10 trilioni, e rimandando la recessione – che ad 1 anno dalla crisi muove ancora i primi passi, oggi ad es. è il caso della Germania ad esserne toccata con un inatteso -1% PIL 08Q2). Peccato che, se la crisi fosse ancor più precipitosa come dice Tremonti, non sarebbe affatto  il caso di ridurre la spesa pubblica, ma semmai di stimolare investimenti e consumi privati – sotto il vincolo del tremendo debito pubblico creato da Craxi, il Maestro ed inventore del Berlusconismo, e gonfiato da Berlusconi 1 e 2.

Il nostro blog CONTRO-ARGOMENTA che l’attuale recessione può essere benissimo frenata da politiche economiche inedite e massicce, adatte alla sua natura acuta e radicata nei meccanismi centrali della finanza globale. Ma ciò non farebbe che AVVICINARE IL DECENNIO DI CUPA DEPRESSIONE che è insito nei “fundamentals”: aumenta la povertà nei paesi ricchi, più che viceversa, e non c’è domanda effettiva per sorreggere la sovraccapacità; da 20 anni l’economia-mondo è in crisi di sovra-acccumulazione che, quando scoppia, farà un botto.

g) Cirino Pomicino cit., analizza col consueto acume gli aspetti istituzionali della manovra del min. Superman, vero primo Ministro ombra (altro che l’inetto Veltroni!), sia pure in un luogo inadatto e surrealistico, come “il Giornale ” scippato al povero Indro:

Una visione «semplificatoria» della politica e delle istituzioni che non troviamo né in altre democrazie parlamentari, né in quelle presidenziali del tipo americano e francese. E la stessa carta per i poveri al posto di un aumento delle pensioni più basse, come pure fece il governo Berlusconi nel 2001, dà quel tocco di paternalismo che accompagna sempre i governi di un illuminato. (..)

ed il 29 luglio, con orgoglio:

Rivendichiamo il merito di aver scritto, dalle colonne del quotidiano edito dalla famiglia Berlusconi, che alcune norme introdotte nel provvedimento economico non solo violerebbero la Costituzione, ma trasformerebbero nel profondo la nostra democrazia parlamentare come, ad esempio, la facoltà data al ministro dell’Economia di modificare gli stanziamenti di bilancio previsti dalle leggi con propri decreti amministrativi.

Il pronto e saggio richiamo del presidente Napolitano e l’altrettanto rapida condivisione dell’intero governo a modificare queste norme ci confortano nel continuare in un’antica pratica di libertà …

Infine, alla 7 stamane ricorda che Berlusconi governa con poco più del 40% dei voti, NON IL 51% come nei sistemi proporzionali. Se vogliono il sistema francese o inglese, si deve modificare in coerenza tutto, anche la Costituzione- ammesso che vi siano consenso e maggioranza per farlo.

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