25 anni fa chi ha fatto ammazzare Emanuela Orlandi per ricattare Marcinkus?

LA VERA STORIA D’ITALIA, che non ci raccontano.

June 26 update

CorSera – oggi Bianconi racconta un’alra storia PAZZESCA. In ordine:

1. COSA CERTA. La Magliana c’entra col fallimento BancoAmbrosiano, che portò Calvi alla morte. 2 mesi prima lo avvertono con (nostro grassetto):

la morte di uno dei «testaccini» della banda, ucciso a Milano dopo aver sparato al vice-presidente della banca Roberto Rosone. «Era un avvertimento per Calvi, considerato non più affidabile», spiegò il suo amico e sodale [Renatino] De Pedis, secondo il racconto del pentito Maurizio Abbatino. Due mesi dopo Calvi fu ucciso, e un anno più tardi sparì Emanuela Orlandi.

2. CONFERMA. Il figlio di  Calvi condivide l’ipotesi madre sul perché? del rapimento. Titolo CorSera:

Il figlio di Calvi: la Orlandi rapita per intimidire la Santa Sede

3. INCERTA. QUI LA NOVITA’ (se n’era già parlato). Potrebbero aver sbagliato persona, non dovevano prendere Emanuela.

Gli accertamenti richiesti muovono dall’ipotesi, già affacciata in passato, che nel sequestro di Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente vaticano, ci sia stato un errore di persona: la vittima avrebbe dovuto essere Raffaella Gugel, una ragazza che assomigliava molto a Emanuela e abitava nello stesso palazzo e allo stesso piano. Il padre della giovane che solo per caso sarebbe sfuggita al rapimento è Angelo Gugel, assistente personale di papa Giovanni Paolo II e in precedenza – per quanto risulta ai magistrati romani – «stretto collaboratore di Marcinkus» …

CorSera – ieri. Giovanni Bianconi specifica: parte di ciò che dice la Minardi è interessante, se trovasse riscontro. La procura la pensa così, dopo essersi scocciata assai per la fuga di notizie. Perquisita stamane 26 la casa dove sarebbe stata tenuta prigioniera Emanuela, secondo la Minardi.

SAN RENATINO. Inoltre, seguendo la pista della vecchia telefonata anonima a Chi l’ha visto? “Se volete svelare il mistero di Emanuela, cercate nella tomba di Renatino a s. Apollinare”, la Procura vuol aprire la tomba del Beato. Il Vaticano HA SEMPRE FATTO MURO, ma stavolta dovrà cedere:

a) teoria ufficiale: dopo la sua scarcerazione, il Beato “dava pane e vino” ai poveri della parrocchia, per questo sta sepolto li (fu subito trasferito dal Verano), per volontà dell’allora Rettore mons. Fergari;

b) resistenza a qualsiasi spostamento ed apertura.

LA TOMBA NELLA CRIPTA E’ L’INQUIETANTE MISTERO NEL MISTERO.

Dice l’indicibile: la finanza Vaticana, REGNO DEL MALE e di questo mondo, protegge boss cui fa ammazzare persone scomode; traffica con Andreotti e la sua mafia, dittatori sanguinari e Solidarnosc. Per quest’ultima, il Vaticano poteva sempre smentire tutto, poiché delegava i lauti versamenti a Calvi.

Parla Giancarlo De Cataldo, magistrato ed autore del capolavoro cult: Romanzo Criminale. Dai giornali Radio 24: “No, non mi ero mai imbattuto in una connessione tra la Orlandi e la Magliana, sennò ne avrei tenuto conto. Emanuela l’avrei raccontata viva. Solo con Chi l’ha visto?, da 2 anni sono  emerse e circolate queste voci”.

Domanda: se questo fosse confermato, cambierebbe la storia della banda?

“Certamente. Ma non sarebbero rapporti di TUTTA la Magliana; bensì di alcune sue parti, che già si sapeva avessero ottime entrature con ambienti ufficiali”.

June 25 update & minor revisions, qua e là

“Lui” disse a Renatino – facciamo un ricattino: – mi accoppi Manuela, – che abitava in Vaticano, – dove arrivò un Polacco, – che protesse il cardinale, – che aveva rubato i soldi – per cui il banchiere s’impiccò. – I soldi eran di Calò –  lui al Gobbo li passò,  – lui li diede all’altro Papa, – che delegò il cardinale, –  che fece tieh! alla mafia, – a Lutero e Vaticano: – col malloppo scappò – con San Pietro trattò – e per 2 tri-lioni il Paradiso co-mprò!

Il vecchio amico Andrea ha fatto molto meglio di me, nella sua rubrica su Il Foglio: eccezziunale. Spero che lo covochino per chiarimenti a via del Clodio.

25 giugno 2008

Allora anch’io. Tengo a far sapere agli inquirenti che, prima di sequestrare l’onorevole Moro, avevo portato tre volte, o quattro, non so, alcuni gigolò alla di lui moglie, Norina, la quale mi suggerì di portarne due alla signora Andreotti, che uno se lo fece seduta stante, sulla scalinata della chiesa del Gesù, ma respinse l’altro, del quale seppi in seguito essere finito in una betoniera trovata per caso. Con la Elenoire Casalegno, credo. Nel tragitto da Roma verso il lago della Duchessa, ricordo si fece tappa a Rignano Flaminio, dal momento che Pier Paolo Brega Massone, detto “o’ primario”, inseparabile da Antonio Polito, detto “o’ primario songh’io”, insisteva da tempo con Faranda che “c’è roba, date retta”. Due volte vidi monsignor Marcinkus. Una, lo andai a prendere nella sala biliardi di via Tacito dove il venerdì andava a giocare con Renato Curcio vestiti tutti e due da cardinali, l’altra volta a casa di Nicola Mancino, un demitiano di Avellino che di tanto in tanto ci dava dei pareri, e di tanto in tanto negava di averceli dati. Una volta, al bar della Pace, incontrai Amintore Fanfani e Gore Vidal, i quali, evidentemente per motivi diversi, erano talmente legati ad Aldo Moro, ma talmente legati, che, pur di convincermi a non fare sciocchezze, insistettero entrambi per baciarmi con la lingua.

di Andrea Marcenaro

Marcinkus, come farsi un tesoro in terra (e forse pure in Cielo)

Concittadino di Al Capone e banchiere spericolato (accuse anche per la morte di Luciani). I soldi per Walesa

Paul Casimir Marcinkus, detto “Chink”, l’arcivescovo che fu presidente dell’Istituto opere di religione e che la magistratura italiana tentò invano di rinchiudere dietro le sbarre per il crac del Banco Ambrosiano, non ha mai avuto “le phisique du rôle” del pio sacerdote.

June 24 BREAKING NEWS. Ieri il VATICANO ha esplicitamente accusato Andreotti

e scaricata su di lui la patata bollente, commentando ufficialmente (e perchè?) che sono “infamanti e senza fondamento” le accuse della Minardi al Banchiere di Dio, che secondo Il Foglio di oggi s’è portato i soldi in Cielo (vedi filastrocca). FINE DI UN IDILLIO, S’ERANO TANTO AMATI, MAFIA E VAICANO. Delle 2 l’una:

a) dopo avergli fatto la guerra da vivo (i 2 fronti opposti, polacchi contro italiani), Oltretevere se lo vogliono ingraziare Marcinkus, si fosse comprato Domineddio (pare che alla sua esistenza, alcuni cardinali omosessuali ci credano; i bisessuali credono nella Trinità);

b) sono stati loro, quindi sanno CON CERTEZZA DOMMATICA, più che matematica, che il povero cristo di concittadino di Al Capone, su questa storia qui però non c’entra, è innocente. Non vorrete mica fargli fare il Purgatorio?

San Renatino Boss e Martire

Filastrocca: come si vede nel film di Placido,  tratto dal Romanzo Criminale, ispirato alla vera Magliana, che è un romanzo in sè e perfetto, ed a sua volta s’ispira – su consulenza di Marcinkus – ai film Hollywoodiani, che raccontavano Al Capone, che s’immaginava come sarebbe apparso nei film, e quanti lo avrebbero imitato in tutto il mondo, e la fama eterna si comprò.

San Renatino, ammazzato il 2 febbraio 1990 in via del Pellegrino perché sapeva TROPPO, e SEPOLTO IN UNA CRIPTA, DA SANTO SOLDATO dell’imperialismo catto-fondamentalista. Santo subito? La Segreteria di Stato smentisce: la pratica giace ancora nel Vicariato di Roma. Padre Guidobro si dichiara disponibile ad una riesumazione del Beato, su cui Via del Clodio insiste: io mi sarei opposto. La magistratura non conta una mazza. Comunqie si tratta della VECCHIA PISTA CHI L’HA VISTO? CERCATE NELLA TOMBA …

Da Chi l’ha visto? di ieri sera, lunedi 23. Un abbraccio a Maria Orlandi, la mamma serena (!) che aspetta sempre. Aspettiamo con lei, non vogliamo credere una virgola di questa marcia, maleodorante melma andreottiana.

E’ il 25esimo anniversario della scomparsa di Emanuela.

Andreottino servitor di 2 padroni, si trovò nel 1983  in un Amletico conflitto: per caso, lo risolse alla Salomone, spezzando la vita di Emanuela?  O fu Marcinkus? O un terzo Grande Vecchio in Vaticano? Il Papa? Chi sa (andrea marcenaro) parli.

Anzi no, meglio non parli, sennò scoppia la terza guerra mondiale.

CONTESTO: enough to start the Third World War

La società da lui presieduta, la mafia, rivendicava una cifra quasi infinita dal Vaticano. In una serie di cadaIl manifesto di Emanuela Orlandi, la ragazza 15enne misteriosamente scomparsa a Roma nel 1983 (Ansa)veri eccellenti, che inizia da Sindona (colui che introdusse l’allievo  Calvi a Marcinkus): uno della Magliana (personale braccio armato di Andreotti IN QUANTO PRESIDENTE, ma della MAFIA SpA) aveva già ammazzato Rosoni, vice-P. Banco Ambrosiano, per avvertire Calvi, 2 mesi prima di far fuori lo stesso.

Esattamente 1 anno prima

(a Londra il 18 giugno ’82) Calvi era stato “suicidato” da mafia e\o massoni. Ma niente, i soldi (in un intorno matematico dell’infinito) prestati dalla mafia Oltre Tevere per una ripulitina, come faceva correntemente anche la Magliana, restavano sempre in mano a Marcinkus e non ritornavano a casa. In realtà quello – l’AD della Vaticano spa, in quanto Presidente IOR – se li era già spesi: champagne, donne (dice la supertestimone: gliele procuravo io) e lusso, ma soprattutto Imperialismo Vaticano pro-cattolicissimi gorilla in America Latina. Non poteva ridarli più indietro.

LA COSA CERTA in tutta la vicenda,  è che EMANUELA E’ STATA UCCISA, molto probabilmente per conto della mafia, PER QUESTO ESAURIMENTO DI FONDI, crisi di liquidità. COSA GRAVISSSIMA, imperdonabile per una grande impresa multinazionale  di blanchissage di denaro sporco, quale la Vaticano spa!

In termini economici, si trattò di un involontario ed improfittevole (ci rimisero pure il capitale) finanziamento, da parte della mafia siciliana, delle azioni sovversive del Vaticano nel mondo, e della P2 (culla di Berlusconi) in Italia. Ma del plusvalore politico di queste azioni, alla mafia non gliene fegava e tornava nulla: mica potevano immaginare che alla fine, DA QUESTI INVESTIMENTI, ne sarebbe uscito a far carriera  il loro sodale, il Cavaliere! E la coca in Colombia se la compravano senza bisogno di gorilla al governo (anzi: la coca è FARC, marxista-leninista).

Secondo la magistratura milanese (che emise invano un MANDATO DI CATTURA PER MARCINKUS 4 anni dopo, ma Craxi non la spuntò col coriaceo Woityla) vi erano flussi ingenti co-gestiti dal 1972 all’82 tra Calvi (P2) e Marcinkus (IOR), da cui avevano finanziato il dittatore Somoza, Solidarnosc (Woityla sarà grato), una scalata della Loggia P2 al Corriere, e tanti altri affari sporchi ignoti.

What the Vatican bank was doing with such a dizzying sum of money, was a secret only Roberto Calvi knew, and he had told his lawyers, “If the whole thing comes out, it’ll be enough to start the Third World War.” (Robert Katz). SI NOTI CHE ESISTE ANCORA LA RUSSIA ARMATA DI TUTTO PUNTO, ALL’EPOCA: LA CONNESSIONE CIA- MAFIA- P2 -VATICANO AGISCE PER LA GUERRA FREDDA, Calvi sa (SOLO lui e Marcinkus), e sa perfettamente quello che dice.  Ancora adesso non sappiamo quasi nulla della faccenda.

1 anno dopo l’assassinio al Blackfriars’ Bridge, l’eredità Calvi è una bomba che sta per scoppiare nelle mani di Marcinkus. L’ambasciatore siciliano a Roma Pippo Calò, incaricato dell’esazione, esigeva un nuovo passo. Allora, delle 2 l’una:

IPOTESI A) Agghiacciante!

A pensar male di Andreotti, 9\10 si sbaglia per difetto: lui è Superman al cubo. Il contesto è che la mafia rivuole i danè da Marcinkus, e – QUANDO IL GIOCO SI FA DURO – Andreotti, il Politico con più pilu sullo stomaco della storia:

A1) fa pressione su Marcinkus;

A2) finge di farla, magari d’accordo con Marcinkus stesso  (sotto-ipotesi A+B), per tenere a bada i suoi azionisti di controllo, sport nel quale eccelle.

IPOTESI B) Banale ed illogica.

Oppure Marcinkus s’è fatto:

B1)  una guerra civile Vaticana, intra moenia; la cosa parrebbe senza senso, perché è Pippo Calò che deve mandare un messaggio a Marcinkus, non viceversa!

B2) Una sceneggiata per depistare tutti: Andreotti (oppure A+B), Pippo Calò, gli italo-americani ed il Vaticano – rapendo e facendo ammazzare Emanuela da “San Renatino” – che però  è un soldato di Andreotti: questo indebolisce molto l’ipotesi, che reggerebbe solo con ALTRI ESECUTORI (nel caso la super testimone si sia inventata proprio tutto).

TERTIUM NON DATUR. ATTENZIONE!

LEGGETELI BENE GLI ARTICOLI SUI GIORNALI ITALIANI DI OGGI MARTEDI 24. NON SOLO NON FANNO 2+2, la nostra analisi sopra, o una qualsiasi altra (elementare Watson). Fanno  disinformazine  da RAZZA CRETINA. Il trucco: quasi tutti riportano nei titoli “ordini di MARCINKUS”. Ma la SUPER- TESTIMONE, la Minardi non dice affatto questo. O almeno non nei testi citati e noti. Dice che c’erano ordini dall’alto, ma non sposa né l’ipotesi A, né la B o altra: c’è un non specificato Grande Vecchio che tira le fila. Semplicemente: lei non lo sa e non lo può sapere (San Renatino mica è scemo da dirlo a lei: “mi trattava come una bambina”); pensa solo che si tratti di UN SEGNALE IN CODICE  TRA POTENTI: vedi il brano sotto, ed il paragone con Calvi. Ha visto Manuela rapita viva ed ha assistito alla sparizione del cadavere, dice, ma non sa nulla sulla CATENA DI COMANDO.

Anche il Corrierone, che imprudentemente sbatte la super testimone in prima pagina, titola: «Orlandi rapita per ordine di Marcinkus». Testo preciso dal Corriere, che riporta la Agenzia Agi oggi perquisita dalla Procura:

«stavano arrivando secondo me sulle tracce di chi…perchè secondo me non è stato un sequestro a scopo di soldi, è stato fatto un sequestro indicato. Io ti dico monsignor Marcinkus perchè io non so chi c’è dietro…ma io l’ho conosciuto a cena con Renato…hanno rapito Emanuela per dare un messaggio a qualcuno». La testimone sottolinea di non sapere chi materialmente prese Emanuela: «Quello che so è che (la decisione, ndr) era partita da alte vette…tipo monsignor Marcinkus…È come se avessero voluto dare un messaggio a qualcuno sopra di loro. Era lo sconvolgimento che avrebbe creato la notizia». La donna fa un paragone con la morte di Roberto Calvi: «gli hanno trovato le mani legate dietro, perchè tu mi vuoi dare un messaggio».

CHIARO NO? E ALLORA PERCHE’ SCRIVONO IL CONTRARIO NEL TITOLO? SONO RAZZA CRETINA.

IPOTESI A.

Nella sua doppia veste, il Gobbo decise di mandare un segnale, un avvertimento mafioso con la sua mano sinistra – alla sua destra, e fece rapire ed ammazzare la 15enne cittadina vaticana Emanuela Orlandi?

Fatto sta che l’esecutore sembra essere stato il killer personale al servizio di Enrico de Pisis, membro eminente della sua guarda del corpo – ombra (la voce del killer è stata riconosciuta da Mancini, un  super testimone di Chi l’ha visto, in una telefonata d’epoca alla famiglia Orlandi). Il colonnello Andreottiano “Renatino” Enrico De Pisis, si sa, è TUTTORA sepolto nella cripta della Basilica di S. Apollinare a Roma, per i servizi resi al card. Poletti ed al Vaticano, come colonnello del LORO uomo (ma altresi Pres. della Mafia spa, come risulta agli atti del processo di Perugia), iI GOBBO malefico. Ebbene, Manuela andava a scuola di musica nello stesso complesso nei pressi del Senato, cui appartiene S. Apollinare.

La seconda testimone, quella delle prime pagine, è Sabrina Minardi: pranzò 2 volte a casa del Gobbo con Renatino quando questi era latitante. Normale, no?  Ieri,  proprio nel 25esimo anniversario del rapimento  (con la città piena di manifesti che associano Manuela ad un rapimento-scomparsa appena precedente, quello  di Mirella Gregori), la tipa ha ha reso pubblica la sua testimonanianza alla Procura di Roma: fu Renatino ad occuparsi della cosa (probabilmente, secondo il super-testimone no.1, delegando l’assassinio materiale al suo killer, uno pericolosissimo), poi mise il cadavere di Manuela in un sacco e lo gettò in una betoniera a Torvajanica.

Se fosse vera la B, fu Marcinkus a ricattare la Segreteria di Stato, una faida TUTTA VATICANA  – che certo è coerente con  la lunga guerra che ne seguì sotto il pontificato Polacco (con Marcinkus attaccato alla tonaca del Papa). Oppure la Minardi è ancora una lontana pedina di Andreotti (o “ci fa” per ricattarlo, sarebbe una pazza da legare, chiedere un aiutino? VENIRE IN TV IN PRIMA SERATA, A RIBADIRE CHE LEI ERA DI CASA DAL GOBBO e descriverne saloni e salotti, SA MOLTO DI RICATTINO), e fa contro-informazione per suo conto – probabilmene non richesta (e subito smentita, ma delle smentite del Gobbo è lastricata la sua strada per il Purgatorio). Tanto Marcinkus, dal Cielo non può smentire. Tutti gli altri protagonisti in Vaticano sono morti e non possono dire nulla sulla super-testimonianza.

Il lavoretto richiesto da Pippo Calò, cinghia di trasmissione dalla Sicilia alla Magliana, proseguì, nell’ip. A col Gobbo a coordinare il tutto. GLI UOMINI DI ANDREOTTI, mano sinistra, continuarono a ricattare quelli della sua mano destra: Marcinkus, Papa e  Segreteria di Stato Vaticana. Fu coinvolto anche Ali Agcà, che si prestò volentieri al gioco diversivo (era il suo mestiere): presunti rapitori ne chiedevano la liberazione, in uno scambio. Ma nessuna prova di Manuela in vita fu mai fornita, solo false prove facilmente fabbricabili dagli uomini del rapitore ed assassino, A,  B o C.

THE END

I soldi non tornarono più, il volpone Marcinkus lasciò un buco colossale allo IOR e salì al cielo col malloppo, lo mise in quel posto ad Andreotti,  la mafia ed i Papi: Montini lo lanciò. Arrivò il madonnaro di Belluno che voleva una Chiesa povera, forse Marcinkus  lo avvelenò (non esageriamo coi complotti: fu la Provvidenza).  Woityla, dopo averlo a lungo protetto  sotto le sue cotole (in nome dell’antica alleanza, bisbocce e del FIUME DI SOLDI A SOLIDARNOSC) dall’avversario giurato, il Segr. di Stato Casaroli– alla fine dovette a malincuore pensionare Marcinkus (incredibilmente morto di vecchiaia, da Padrino 4) e diede la finanza in outsourcing all’Opus Dei franchista: un mutamento di paradigma, dalla massoneria laica a quella cattolica.

Cambio della guardia anche  a Palermo, dove unificarono le cariche di CEO e Chairman, per migliorare la governance: facendo fuori Gioia e sfiduciando il Presidente, che non manteneva gli impegni sul carcere duro. Pare la filastrocca israeliana o medio-orientale, di cui noi conosciamo tutti la nota cover italiana:

e venne il Polacco da lontano, che prese il bastone di Pietro, ci picchiò il cardinale, dopo averlo a lugo protetto, perché aveva speso i soldi, che la mafia diede al Gobbo, che li passò all’altro Papa, che impiccò un banchiere, il sodale del cardinale, che fece marameo a Lutero, e per 2 trilioni il Paradiso comprò!

Non sappiamo in quale strofa inserire “che Renatino incaricò, che Manuela ammazzò”, ma è una delle due.

E’ uno dei più grandi Romanzi Criminali della storia; Emanuela è una delle sue tante vittime.

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