El Salvanèo magnagato, l’impresa el gà fato

25 maggio

“Oggi ne ho fatto un’altra. Ieri una soddisfazione immensa, oggi la Marmolada. Un grazie a Baliani. .. Fino a ieri non pensavo a questo. .. Ieri e oggi si è scoperto un nuovo Sella, non montiamoci la testa ma me le godo queste vittorie”

24 maggio, ora legale 17.17

Manuele Sella, di Caselle (Vicenza) è in questo momento (h.  17.17) solo a 3 km dall’Alpe di Pampeago. Che Dio gliela mandi buona, che la Madonna Vicentina di M. Berico lo protegga questo figlio delle nostre terre, papà Mario agricoltore, che sta compiendo L’IMPRESA, DA SOLO SULLE ALPI; COME I COPPI ED I PANTANI. DAI, SALVANEO, METEGHELA TUTA.

ore 20

MANUELE NELL’ALBO FIGURINE PANINI, MA CON LA FORMA CHE HA NON E’ FINITA QUI.

Salvanèo al traguardo, Alpe di Pampeago

foto REUTERS\ Gazzetta dello Sport

GALLERIA FOTOGRAFICA VELONEWS.COM: nelle prime foto si vede lo scatto dopo Stallavena

An English chronicle of today’s stage of Giro d’Italia

“IL NUMERO” IN 4 IMMAGINI, dalla Gazzetta:

1. A 50 km dall’arrivo, all’inizio della salita del Passo Manghen, stacca i 12 soci

2. L’ultima salita all’Alpe di Pampeago, sono 4 km oltre il 10% CHE NON FINISCONO MAI: il cerbiatto salvanèo sale agile, ce la mette tutta ed ha non solo la Madonna: anche il diavolo dalla sua (foto AP)

3 RIPORTATA SOPRA:  Il traguardo è un Tema di Lara, promessa sposa del Salvanèo (REUTERS)

4. Rilassarsi e piangere di gioia e di fatica (REUTERS)

CE L’HA FATTA: alle 17.30 ha tagliato il traguardo en solitaire, vari ex comagni di fuga sparsi ed il gruppo a 9′. A Rai 3 il regista si divertiva  a mandarlo in onda in bianco e nero, tutti anche sulle strade impazziti per l’entusiasmo CHE NON SI VEDEVA DA TANTI ANNI. Vero vero, da Pantani, l’ultimo eroe puro. El Salvanèo era partito con 12 compagni di fuga subito dalle prime rampe dopo Stallavena, verso il Cerro Veronese (casa di Cunego, che quest’anno si concentra sul Tour).

Ha fatto in fuga 182 su 195 km, di cui gli ultimi 50 da solo: quelli più duri, con la fuga nelle gambe ed ambedue le salite decisive. Era il no.1 in fuga, Rujano inaffidabile ed il campione del mondo Bettini inadatto a due salite alpine, ma i real time bookmakers nemmeno lo quotavano: un altro desparecido del ciclismo, appena 6 vittorie in 4 anni, nessuno gli crede.

Sul passo Manghen (2047 m, -34 km) è andato via come al solito a prendersi il GPM, senza nessun piano in testa. Poi s’è accorto che era giornata di gamba ed ha dato l’anima, il cervello e  i muscoli tutti, con la nuova agilità che s’è imparato. Dietro tra i campioni si cincischiava (Gibo: “Più un branco di pecore che di leoni”), ma che ci provassero ad andare a  prenderlo! In un’ora di salita al Manghen, el Salvanèo ha inflitto 3′ di uteriore distacco al gruppo Maglia Rosa: ossia lui è salito in 57′ anziché un’ora, ed è lì che ha pre-vinto, scollinando con 11′.

Sulla salita finale dopo Cavalese, dove ce l’ha messa tutta e li ha tenuti a distanza, lo vedono stravolto dalla moto della rai, il problema è che non ci faccia un crollo (in montagna succede)  ed i giornalisti chiedono al suo DS Reverberi se  Emanuele sia stanco o emozionato. “No, emozionato no, ma tensione tanta. Sta correndo da campione”. Invece era stracco morto.

Quello che conta è quello che dichiari al traguardo all’Alessandra (ciao mama, son contento d’esar rivà uno), più morto che vivo, imbambolato: lì è la verità, il resto razionalizzazioni. Trascrivo:

“Il numero, ho fatto il numero. Il numero … Oggi qualcuno  ha guardato giù, mi ha compensato di tutta la sfortuna. Non so chi, ma qualcuno ha guardato giù.

La paura di essere preso, lo sapevo che dietro andavano forte [non proprio]. Io alla fine non ce la facevo più, ho sofferto tanto.”

Qualcuno? La Madonna di Monte Berico: da noi invocata un minuto prima (vedi testimonianza autentica sopra), è amorevolmente  intervenuta.  In effetti si è quasi fermato, ha avuto una mini crisi ai 500 m dal traguardo, il Reverberi gli faceva le flebo via radiolina. Qualche giorno fa ha forato a 5 km da un arrivo in fuga a 2, perso così una tappa già bella e vinta, mandato in onda  un pianto  di rabbia e sincera disperazione: “Quando mai mi capiterà un’altra occasione così”. E’ che non si ricorda neanche lui se l’ultima tappa, quella epica di Cesena, l’aveva vinta 4 o 5 anni fa (5 anni fa era ancora dilettante). Adesso, potrebbe anche infilarsi tutte le Dolomiti se continua così, e fare 2 giri in 1: dietro si disputano la maglia rosa fino alla crono, e lui dritto davanti a tutti, a fare EL PIRATA SALVANEO, 27 anni ed un futuro davanti. Si lo so, è un luogo comune: piratizziamo il primo che si stacca dal grigiore e dal plotone.

Ma è un fatto storico.

Un appunto ad Aldo Grasso. Lui dice che  Il Processo alla Tappa è una schifezza, ah! quando c’era Sergio Zavoli … Zavoli è inimitabile, ma il Processo era ottimo anche pochi anni fa. Ma mi faccia un piacere coi suoi giochini di potere:

1) come fa il ciclismo, figlio legittimo della Tecnica, a sfuggire alle leggi ferree dell’Era della Tecnica e non spoetizzarsi?

2) L’ILIADE recita, in tradizione orale mediatizzata: “Un uomo solo è al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi” (il radiocronista Mario Ferretti sulla fuga dello Stelvio, 1953).

2) Zavoli era il Virgilio che vedeva e cantava, se non più i colpevoli Ettore ed Elena alla Coppi e Dama Bianca, un Merckx ultimo degli dei. Dove li vanno a trovare gli eroi, i poveri commentatori? Adesso vediamo se tiene botta el Salvanèo che oggi fece  l’impresa, Riccò ed  Andy Schleck devono farsi, Cunego darsi alle corse in linea che gli sono più consone (tra qualche anno un Tour potrebbe starci, però è dura; quest’anno ha vinto la sua prima classica del Nord con l’Amstel Gold). Tra i velocisti abbiamo visto anche ieri un campione in erba, Cavendish.

Riccò comunque è sempre in corsa per il Giro. Corsa da oggi apertissima tra Contador, Menchov, Riccò, Simoni, Bruseghin, di Luca, Kloden,  Pellizotti – e Savoldelli (se non lavorasse per Di Luca). Fuori gioco Leipheimer e Nibali, primi a cedere sull’Alpe di Pampeago. Da oggi l’oligopolio è a 8, non più a 10. Intanto la rosa oggi passa da Visconti alle spalle di Gabriele Bosisio (classe 1980), leale gregario di Di Luca. Contador: sale ancora la strada! ma quanto?

3) 24 ottobre: ritorna dalla sospensione Ivan Basso; può rifarsi le gambe (sta già correndo dei Tours virtuali, in allenamento) e riprovare nel 2009 il BIS Giro- Tour (COME SOLO COPPI E PANTANI HANNO FATTO TRA GLI ITALIANI), che gli è stato scippato nel 2006 in modo a dir poco camorristico da parte del Tour. Si, c’è stata l’Operacion Puerto e lui in seguito  ha fatto un’ammissione importante, ma la IN-giustizia relativa  è stata: ogni paese ed autorità fa ciò che gli pare, a scarica barile; c’era anche Valverde nell’Operacion e nessuno gli ha chiesto nulla, la giustizia spagnola ha assolto tutti senza inchiesta. Se Ivan torna in forma come prima più di prima, non c’è Evans che lo fermi perché in montagna è il no.1, e sulla crono ha lavorato per anni (anche alla galleria del vento) sino a chiudere il gap. Di Luca vorrebbe correre in squadra con lui, si conoscono da bambini: ma dovrebbe ritornare l’anno prossimo (improbabile) alla Liquigas che ha ingaggiato Ivan, gli ha ridato fiducia (Ivan è un signore, ma non dev’essere stato facile), e l’ha sottratto alla concorrenza. Mentre è negato in linea e handicappato nelle volate (un uomo, non un dio come il Cannibale Merckx), Ivan è l’ultimo grande campione da corse a tappe (nel lignaggio Anquetil –  Indurain – Armstrong); mi ricordo il duello Basso – Cunego al Lombardia del 2004, ero in strada a vederlo sull’ultima rampa: eguali in salita, ma per la volata finale non c’è storia, è Damiamino l’asso da corse in linea. 

Finché non s’irrobustiscono fisicamente, completano tecnicamente e maturano nella psiche i campioncini, per competere nei Grandi Giri. Alla Liquigas si vedrà uno squadrone: Basso (world no.1 nelle corse a tappe) – Bennati (world no.1 velocista, sfidato dall’emergente Cavendish) – Nibali – Pellizotti – Pozzato.

LA NUOVA CLASSIFICA GENERALE

Overall after stage 14

1. Gabriele Bosisio (ITA), Team L.P.R. in 63:10:47

2. Alberto Contador (ESP), Astana at 0:05

3. Marzio Bruseghin (ITA), Lampre at 0:28

4. Riccardo Ricco’ (ITA), Saunier Duval at 1:02

5. Danilo Di Luca (ITA), Team L.P.R. at 1:07

6. Andreas Kloden (GER), Astana at 1:11

7. Denis Menchov (RUS), Rabobank at 1:18

8. Gilberto Simoni (ITA), Serramenti PVC Diquigiovanni at 1:31

9. Franco Pellizotti (ITA), Liquigas at 1:32

10. Giovanni Visconti (ITA), Quick Step at 1:35

11. Paolo Savoldelli (ITA), Team L.P.R. at 1:40

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